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19 Ottobre 2021
Foggia Calcio

Segna Panico, pareggia Nicoletti: è 1-1 per il Foggia Calcio con la Juve Stabia

La partita a scacchi tra Zeman e Novellino, due degli allenatori più esperti della categoria, finisce con un pareggio. Uno a uno, un gol per tempo. Prima Panico per la Juve Stabia, poi Nicoletti per il Foggia. Un pari che lascia l’amaro in bocca ad entrambe le rivali. I gialloblù per aver mandato alle ortiche un vantaggio ottenuto con il minimo sforzo; il Foggia per non essere riuscito a sfruttare l’occasione del match casalingo, nonostante la supremazia territoriale. Tatticamente la partita è stata scarsa di contenuti. Meglio dal punto di vista tattico.

TATTICA – Novellino provoca il Foggia con il suo 4-4-2 quasi scolastico, con la variante di Schiavi, scheggia impazzita tra le linee di centrocampo e attacco assieme a Bentivegna, alle spalle di Panico. Schiavi del trequartista ha solo il codino alla Baggio, poco “divino” ma molto sostanzioso in termini di fisico e rabbia agonistica, da opporre alla regia di Petermann in fase di non possesso. In fase di possesso, invece, l’obiettivo non dichiarato è mettere in inferiorità i due centrali rossoneri, soprattutto sulle imbucate centrali. La formazione campana gioca palla a terra dalla difesa, sfida il pressing e rischia di perdere palla sulla mediana, dove spesso si arginano le offensive, come farebbero le onde del mare sul bagnasciuga.

SQUADRA – La squadra di Zeman, invece, sembra aver imparato la lezione del boemo: pochi individualismi e più gioco di squadra. Soprattutto se fatto a non più di due tocchi: stop e passaggio. Lezione imparata, tecnica individuale da affinare. Anche perché molte triangolazioni sfumano per imprecisione e per spazi serrati della difesa stabiese. Ma è nei singoli che il Foggia denota luci e ombre. Gallo è il trascinatore del centrocampo. Chiude sugli avversari, si propone in fase offensiva, imposta aiutando la difesa. Curcio gioca meno play e più esterno d’attacco, puntando verso la porta, ma dal lato opposto Merola lo fa meno. Il risultato è un Ferrante un po’ troppo isolato.

GOL STABIA – E quando Merola attacca la profondità verso il bersaglio la pericolosità del Foggia aumenta. Come al 16′ quando una verticalizzazione manda al tiro l’attaccante, ma Sarri è attento e mette in angolo. Poco dopo lo stesso Merola ci prova dal limite ma il portiere si accartoccia e para. Ma al 23′ la Juve Stabia passa in vantaggio, in quello che sarà il primo ed unico tiro in porta del primo tempo. Sciacca sbaglia i tempi del pressing in occasione di una rimessa laterale per i gialloblu, manca il contatto con la sfera, Schiavi mette un filtrante per Panico che entra in area e fredda Alastra con un rasoterra, neanche troppo angolato. Gelo allo Zaccheria. Un minuto dopo Sciacca prova immediatamente a riscattarsi, ma la sorte, evidentemente, gli è avversa. Angolo di Curcio, stacco di testa del centrale e palla che si stampa sul secondo palo, il portiere l’allontana alla meno peggio ma Sciacca recupera, salta il marcatore e tira trovando di nuovo la reattività del numero uno.

TROPPI ERRORI – La Juve Stabia sembra esserci più del Foggia, soprattutto dal punto di vista mentale, perché lotta ed è più cattiva anche nei singoli episodi, nelle spintarelle maliziose e nei falli guadagnati. E Novellino cambia, con Schiavi esterno a sinistra di centrocampo e Stoppa a sostegno di Bentivegna e Panico. Al 35′ lo Zaccheria esplode in un coro di disperazione: Ferrante recupera un prezioso pallone in attacco ma invece di puntare la porta aspetta l’arrivo di Curcio, lo serve con precisione ma l’esterno di piatto manda di molto a lato quello che si può considerare a tutti gli effetti un rigore in movimento. Il Foggia prova a manovrare ma lo fa in maniera lenta e davvero imprecisa, soprattutto nei controlli di palla, che fanno perdere centesimi di secondo preziosi. E i cross al centro, che siano bassi o alti, sbattono tutti sul difensore centrale Cinaglia, che evidentemente può contare su un’invidiabile senso di posizione. Nel finale di primo tempo Nicoletti, su palla respinta su angolo di Curcio, trova invece l’opposizione del portiere.

RISCOSSA – Nel secondo tempo Novellino si chiude nella sua area e il Foggia acquista metri importanti. Il possesso palla al limite dell’area e i continui cross al centro mettono in difficoltà l’undici gialloblu, in difficoltà nel tenere alto il pallone. Al 18′ s.t. Il Foggia pareggia. Nicoletti indovina il sinistro potente buono per l’incrocio dei pali. Zeman cambia. Di Grazie e Ballarini entrano in sostituzione di Ferrante e Gallo. Il centravanti diventa Curcio. Lo Zaccheria stimola il Foggia, ma al 25′ s.t. è Evacuo a tirare senza centrare lo specchio della porta. Questione di pochi centimetri. Gli stessi centimetri che al 33’s.t. Mancano a Di Grazia per arrivare alla deviazione vincente sulla linea di porta su cross da destra di Garattoni. Sarri, invece, si fa trovare pronto sul radente di Curcio dal limite. Curcio replica con con colpo di testa al 38′ s.t. su angolo di Rocca ma il portiere para a terra. Nel finale trovano spazio solo le proteste del Foggia che non può battere un calcio d’angolo per il triplice fischio dell’arbitro.

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