Foggia calcio, saranno decisivi lo Zaccheria e il risveglio dal “riposo” realizzativo

Foggia calcio, saranno decisivi lo Zaccheria e il risveglio dal “riposo” realizzativo

Il Brescia toglie, il Brescia dà… Ecumenica la capolista: vittoria contro il Foggia, replay contro il Livorno. E il lunedì dell’Angelo, più prosaicamente la Pasquetta, sarà la notte della verità, quella di Foggia-Livorno.

La finalissima, come l’ha definita ieri il capitano Agnelli intervenuto alla trasmissione Goal#laretechevainrete. Come ci arriva il Foggia è noto a tutte le latitudini di Capitanata. Perché ci arriva in zona “pericolo” merita invece una piccola riflessione. Assolutamente parziale ed eminentemente statistica perché si occupa soltanto di due dei tanti fattori (il primo – ovviamente – è stato il peso della penalizzazione) che hanno contribuito a far diventare questa stagione quasi un incubo. E parliamo del differente rendimento tra casa e fuori e dell’evoluzione nei gol segnati e subiti.

  • Rendimento casa/fuori

Il Foggia ha sinora incamerato sul campo 36 punti (di cui 6 annullati dalla penalizzazione) in 31 incontri con una media di 1,16 punti a partita. Di questi – però – 25 sono arrivati in 15 match allo Zaccheria con una media di 1,66 a gara; mentre in trasferta i rossoneri hanno ottenuto appena 11 punti in 16 esibizioni alla media di 0,68 a incontro.

Nello specifico, con mister Grassadonia sono stati fatti 5 punti in 9 partite (frutto di una vittoria, due pareggi e sei sconfitte; gli avversari sono stati Benevento, Cittadella, Spezia, Crotone, Pescara, Cosenza, Livorno, Brescia e Venezia) e la media si è attestata a 0,55 a incontro, mentre nella parentesi Padalino la media esterna è salita a 0,85 con sei punti in 7 match (un successo, tre pareggi e tre ko; gli avversari sono stati Carpi, Palermo, Padova, Ascoli, Salernitana, Perugia e Lecce).

Nell’impianto di via Gioberti, i satanelli hanno messo a referto 6 affermazioni, contro le due fuori casa: la prima a Benevento il 30 settembre 2018, la seconda il 19 gennaio a Carpi (dunque negli ultimi 6 mesi, i tre punti esterni si sono visti una sola volta). Punti lontano dal campo amico sono stati presi poi anche a Cittadella, La Spezia, Palermo, Padova e Ascoli.

Per il resto si contano 9 battute d’arresto: la prima a Crotone alla 2ª di andata, l’ultima a Venezia sabato scorso. Altro dato che fa pensare è la statistica sui gol realizzati: allo Zaccheria Kragl e soci hanno segnato 25 gol in 15 gare (media 1,66), in “viaggio” hanno realizzato appena 12 reti in 16 esibizioni (media 0,75).

  • Evoluzione dei gol fatti e subiti

La stagione 2018/19 del Foggia è iniziata sulla scia di quella 2017/18, al termine della quale lo score dei gol fatti e subiti recitava 66-68. E nelle prime 14 giornate di quest’annata, il trend è proseguito: l’undici di Grassadonia, infatti, ha incassato sino alla trasferta di Livorno (che ha segnato la fine della prima avventura in rossonero del tecnico salernitano) 24 reti alla media di 1,71 a incontro e ha sempre subito almeno un gol nelle prime undici partite (12 ufficiali compreso l’1-3 con il Catania in Coppa Italia il 5 agosto) sino allo 0-0 di La Spezia del 25 novembre.

Dalla Cremonese (nel match dell’interregno Pavone prima dell’avvento di Padalino) in poi, cioè nelle successive 17 partite, i satanelli hanno subito 19 reti, alla media di 1,12 a incontro. Dunque, dall’1,71 delle prime 14 gare, si è passati all’1,12 delle altre 17. Nella totalità della 31 partite disputate, il Foggia ha mantenuto inviolata la propria porta in 5 occasioni (con lo Spezia, due volte, con il Carpi, il Palermo e il Cosenza). Ergo, si prendono meno reti ma si concede comunque sempre qualcosa.

Dal punto di vista delle realizzazioni, Mazzeo e soci sono andati in rete 21 volte nelle 14 partite iniziali (alla media di 1,5 a partita), rimanendo all’asciutto solo a Pescara (con un rigore fallito), Cosenza e La Spezia; nelle 17 esibizioni dalla Cremonese al Venezia, però, i gol realizzati sono diminuiti corposamente (16), alla media di 0,94 a confronto.

Se poi dividiamo il torneo tra andata e ritorno, la media delle reti all’attivo è passata dall’1,44 dell’andata (26 in 18 match) all’0,84 del ritorno (11 in 13 incontri). In 31 partite, Gerbo e compagni non hanno realizzato in 9 occasioni (con Pescara, Cosenza, Spezia, Salernitana, Perugia, Crotone, Palermo, Lecce e Venezia).

Il discorso si completa con una nota sui cannonieri: il Foggia ha mandato sinora in gol 11 elementi. Il bomber principe è Kragl con 6 centri, poi Mazzeo e Iemmello con 5, Deli con 4, Galano e Gerbo con 3, Cicerelli, Chiaretti, Loiacono, Tonucci e Camporese con 2 (più l’autorete di Dermaku nell’1-0 con il Cosenza).

Quindi il contributo della batteria di attaccanti è stata di 17 reti su 36, e malgrado la qualità assoluta (certificata dalla storia personale di ognuna) delle bocche da fuoco rossonere soltanto Cremonese, Salernitana e Carpi hanno un capocannoniere di squadra con meno gol di Kragl e appena Perugia (con Verre) e Cremonese (con Castrovilli) hanno come maggior realizzatore un centrocampista e non un attaccante (l’Ascoli ha a quota 6 Ardemagni e Ninkovic).

Proiettati al futuro, questi dati ci indicano sommariamente che la salvezza passerà per le vittorie allo Zaccheria e per il risveglio dei goleador rossoneri. Del resto, come ha asserito proprio Kragl la settimana scorsa: “(…) vorrei fare altri due gol, poi tre per Pietro (Iemmello nda) e Fabio (Mazzeo nda), fanno 8 gol e così ci salviamo”. E se lo dice Olly…

Biografia Autore

Gianpaolo Limardi

Giornalista romano "trapiantato" a Foggia. Ha seguito la Lazio come inviato, radiocronista e commentatore per Radio Flash Roma. Da anni si occupa di serie B e Lega Pro; ha maturato una conoscenza specifica del calcio sudamericano, in particolare di quello brasiliano di cui è grande estimatore, oltre che appassionato. E del quale sente una costante "Saudade".