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20 Ottobre 2021
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Foggia calcio, ecco una Cremonese solida nella difesa e umile nelle corse dell’allievo di Sarri

[dropcap color=”#” bgcolor=”#” sradius=”0″]A[/dropcap]desso la paura viaggia a ritmi forsennati, la notte dell’Angelo ha accelerato il processo simbiotico con il terrore. Il Foggia ha gettato alle ortiche un’altra opportunità colossale. E l’ha fatto graffiando l’intimo di una colossale illusione.

C’è però ancora vita. Ridonata dal balzo di Nicola Leali. Un semino di speranza, da coltivare gelosamente e in silenzio. Quello che ha attraversato l’emisfero rossonero in questa settimana che si chiuderà allo Zini, domani alle ore 15. Tutti zitti, rigorosamente votati al lavoro sul campo. Perché a Cremona si deve vincere, ne vale del profumo sfuggente di una «B» oggi forse tardivamente difesa. Ieri… mortificata dall’irreale ambizione playoff sbandierata quando occorreva appena solidità e umiltà.

La stessa che ha ritrovato nel momento topico della stagione proprio la prossima avversaria dei satanelli, la Cremonese di Rastelli. Concepita in estate per guardare lassù, si è ritrovata quaggiù ad ansimare preoccupazioni di cui si è liberata solo a marzo. Perché, esattamente nel momento in cui stavano sprofondando nel girone dei “dannati”, i grigiorossi sono riusciti a scrollarsi di dosso insicurezze e timori ed hanno infilato 7 risultati utili di fila (coincisi con l’avvento del DG Bonato) con 4 vittorie e 3 pareggi. L’arma “letale” dei lombardi si chiama difesa ed è il 1° fattore nel mirino di “Attenti a quei due”.

Terranova e soci, infatti, hanno la miglior retroguardia del torneo con 29 gol subiti in 32 gare, alla media di 0,90 a incontro, con una partecipazione decisiva del rendimento casalingo: allo Zini sono state incassate appena 6 reti e l’unica squadra a segnarne più di una è stato il Carpi (2); le altre formazioni ad andare a bersaglio sono state Pescara, Venezia, Ascoli e Verona.

In 16 confronti interni, la Cremonese ha fatto registrare 11clean sheet”, e a secco sono rimaste Spezia, Cosenza, Salernitana, Livorno, Crotone, Cittadella, Perugia, Palermo, Padova, Benevento e Lecce. Impermeabilità e robustezza quindi, il cui architrave è stato costruito sulle spalle di un 34enne di Santa Helena, municipio rurale a 200 km da Goiânia, capitale dello Stato di Goiás, Centroeste del Brasile: Claiton dos Santos Machado.

Per Claiton, alla 2ª stagione con i grigiorossi, anche un passaggio al Milan con una presenza in Coppa Italia contro l’Ancona

Pescato giovanissimo nel Campo Grande di Rio de Janeiro da Oreste Cinquini, all’epoca DS del Bologna, fu portato alla corte di Stefano Pioli che in quel momento guidava gli Allievi nazionali dei felsinei. Con loro, il centrale idolo del Crotone (una storica promozione in A e un’incredibile salvezza l’anno successivo con gli squali) vinse lo scudetto (l’ultimo in assoluto del club rossoblù), nel 2000/01, in finale ai rigori contro la Roma, prima di esordire in «A» con Guidolin contro l’Inter nel 2001.

Claiton, che ha scelto due anni fa Cremona per “(…) il fascino della società e per il modo in cui si lavora”, forma una granitica linea insieme a Terranova e Caracciolo, con l’apporto sostanzioso di Mogos a destra e di Migliore a sinistra. Esperienza e fisicità a protezione di una vecchia conoscenza del pubblico foggiano, quel Michael Agazzi che difese la porta dei satanelli nella stagione di «C» 2007/08, culminata con la semifinale playoff persa proprio contro la Cremonese. L’estremo difensore di scuola Atalanta che in maglia Cagliari rimase imbattuto per 471’ nella serie A 2011/12 è arrivato in Lombardia a novembre da svincolato (lo scorso anno contribuì in maniera corposa alla permanenza in B dell’Ascoli) per sostituire l’infortunato Radunovic.

Se la solidità è garantita dunque da una retroguardia rocciosa e concentrata, l’umiltà è “coltivata” dalle corse e dal sudore di un prodotto delle tradizioni abruzzesi più nobili, Daniele Croce. Cresciuto a Roseto e approdato alle giovanili del Pescara, il classe ‘82 è un esempio fulgido di quella “raça” da sempre decisiva nella palude della cadetteria.

Croce ha collezionato sinora 19 presenze in stagione con due gol nel 3-1 di Livorno

La carriera di Daniele deve molto a Maurizio Sarri che lo allenò proprio al Pescara e poi lo portò ad Alessandria, Sorrento e soprattutto Empoli, il turning point decisivo di un ragazzo amato da tutti. In primis dall’attuale mister del Chelsea (di cui ha raccontato un gustoso aneddoto dell’epoca empolese quando Sarri tamponò ripetutamente e volontariamente la macchina di un suo giocatore che aveva parcheggiato al posto che scaramanticamente l’allenatore occupava) e poi dai tifosi toscani che gli assegnarono un premio speciale per il suo attaccamento alla maglia azzurra. Croce è il simbolo positivo della voglia di riscatto della Cremonese che nel successo di Cittadella era così schierata…

Agazzi
Terranova
Claiton
Caracciolo
Migliore
Arini
Croce
Castrovilli
Mogos
Piccolo
Montalto

…e che – eliminati i cupi pensieri – oggi strizza l’occhiolino ai playoff. Quelli che pure il Foggia sognava prima di trovarsi intrappolato in una ragnatela “mortale” da cui ancora non è riuscito a liberarsi!

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