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20 Ottobre 2021
Attenti a quei 2 Foggia Calcio Blog

Foggia calcio, arriva il Livorno e saranno… Luci allo Zaccheria di quella notte. È il duello finale!

[dropcap color=”#” bgcolor=”#” sradius=”0″]C[/dropcap]i vorrebbe Sergio Leone. Il suo feeling speciale con l’ultimo duello. Con i buoni, i brutti e i cattivi. Servirebbe il maestro del western ruvido, del pugno di dollari gettato sul tavolo imbronciato di uno sporco saloon… sarebbe il più idoneo a dipingere i tratti acidi di una sfida all’O.k. Corral, tanto per restare in tema di capolavori cinematografici.

Sì perché anche per Foggia e Livorno – così come per Doc Holliday, Wyatt Earp e la banda Clanton – è scoccata l’ora della resa dei conti. Appuntamento allo stadio Zaccheria, il lunedì dell’Angelo. Ore 21. “La partita dell’anno” per Roberto Breda, trainer amaranto; “la finalissima”, per Cristian Agnelli, il leader rossonero, il cuore che pulsa “foggianità”.

L’alter ego di Cristian in casa Livorno si chiama Andrea Luci. E rappresenta il purismo rivoluzionario di un popolo radicalmente fedele al suo credo. Ai cantieri del quartiere Ardenza “fotografati” da Virzì in “Ovosodo”, al bruciore dell’acciaio, a un pugno che piace solo se è chiuso. Come quello che Andrea mostrò ai tifosi del Verona al Bentegodi in un match emozionalmente durissimo per lui dopo gli insulti ricevuti, eredità di un’andata in cui il classe ’85 aveva stigmatizzato il comportamento dei supporters dell’Hellas che avevano mancato di rispetto alla memoria di Piermario Morosini.

Dopo appena una stagine in amaranto, Luci si è guadagnato la fascia di capitano su cui è ritratto Piermario Morosini

Nipote di un piombinese doc come Aldo Agroppi (presente in ospedale quando Andrea nacque), diede un “dispiacere” allo zio – torinista di ferro – a causa del suo approdò alla Juve Primavera (con cui vinse il Viareggio 2004) dopo la parentesi nelle giovanili della Fiorentina, squadra di cui era tifoso. Il centrocampista cresciuto alla scuola calcio di Salivoli è arrivato a Livorno nel 2010 e con gli amaranto è stato promosso in «A» nel 2013, debuttando nella massima serie nel ko 0-2 con la Roma del 25 agosto e segnando il suo 1° gol un mese dopo nell’1-1 interno con il Cagliari.

Luci, che coraggiosamente rivelò la malattia del figlio di 6 anni generando un moto di solidarietà dal mondo del calcio, ha rinnovato sino a giugno 2020 il contratto che lo lega al Livorno con cui ha disputato più di 300 partite, di cui 22 in questa stagione, con un gol all’attivo, quello dell’1-3 con la Cremonese del 2 aprile. La sconfitta con i grigiorossi è stata una delle 4 consecutive che accompagnano i toscani allo scontro diretto con il Foggia; l’ultima è stata quella di lunedì scorso contro il Brescia al Picchi, incontro nel quale Breda ha schierato i suoi così:

Zima
Boben
Di Gennaro
Gonnelli
Eguelfi
Rocca
Luci
Agazzi
Valiani
Diamanti
Raicevic

Il Livorno, che all’andata superò 3-1 i satanelli decretando di fatto l’esonero di Grassadonia, ha gli stessi punti (in classifica non sul campo) di Kragl e soci: 30, frutto di 7 vittorie (una sola però fuori casa), 9 pareggi e 15 sconfitte (9 in trasferta) con all’attivo appena 29 gol, 2° peggior attacco del torneo (assieme al Padova) dopo Cosenza e Venezia.

La stagione degli amaranto è stata molto travagliata, con l’esonero di Lucarelli (5 punti in 10 gare, media 0,50 a partita) e l’avvento di Breda che sino all’1-0 alla Salernitana del 16 marzo aveva ottenuto 25 punti in 17 match, alla media di 1,47 (per fare un raffronto, quella di Grassadonia è di 1,16 a incontro), media scesa a 1,19 dopo le ultime 4 battute d’arresto. Che sono coincise, peraltro, con l’assenza del centrale difensivo croato Luka Bogdan, sorpresa (non per tutti, il suo procuratore Poloni dichiarò a inizio torneo: “Bogdan tra un anno giocherà in serie A”) del campionato amaranto e oggetto del desiderio di diverse formazioni importanti (Juve e Napoli su tutte).

Tra queste c’è l’Atalanta che vanta una corsia preferenziale con Spinelli avendo prestato al Livorno Fazzi, Eguelfi e una vecchia conoscenza di Capitanata, ovvero Davide Agazzi, il quale – assieme all’altro ex Gabriele Gori – rappresentano il 2° fattore finito nel mirino di “Attenti a quei due”.

Agazzi ha segnato due reti con il Foggia: la 1ª il 18/2/2017 nel 3-1 casalingo al Matera; la 2ª il 21/12/2018 nel 3-0 di Salerno

Due stagioni in rossonero per il mediano di Trescore Balneario con 50 presenze tra Lega Pro e serie B; appena sei mesi per l’ex centravanti della Fiorentina Primavera che ha collezionato 9 presenze in campionato, di cui soltanto tre dall’inizio, e una in Coppa Italia, con il Catania il 5 agosto 2018, match in cui ha anche realizzato la sua unica marcatura in terra dauna.

Perno del centrocampo nell’anno della promozione, Davide ha lasciato un ottimo ricordo (e qualche rimpianto) a Foggia, mentre Gabriele (tre caps sinora con il Livorno e un gol su rigore a Perugia) non ha potuto dimostrare appieno il suo valore, penalizzato da una folta concorrenza e da un modulo che prevedeva l’utilizzo di una sola punta di ruolo (più una “sottopunta”).

Anche da loro dovrà guardarsi il Foggia in un confronto in cui è comunque vietato sbagliare, un confronto che “puzza” tanto di duello finale. Come quelli che Sergio Leone sapeva genialmente immortalare con la sua insuperabile macchina da presa…

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