Foggia calcio, Padalino: “La soddisfazione sul mercato è proporzionata ai risultati che arriveranno”

Foggia calcio, Padalino: “La soddisfazione sul mercato è proporzionata ai risultati che arriveranno”

È stato il mercato appena concluso l’argomento principe della conferenza stampa di Padalino alla vigilia della partenza per Palermo.

Queste le sue considerazioni sulla sessione appena conclusa: “Di quelli arrivati con il mercato, qualcuno potrà partire dall’inizio a Palermo. Del resto non ci sono tante partite, per cui i nuovi devono essere rapidi a inserirsi e i vecchi devono facilitare il loro ingresso. La soddisfazione sul mercato è proporzionata ai risultati che arriveranno. In termini pratici: se ci salviamo vuol dire che gli acquisti sono stati mirati. Peraltro abbiamo preso ciò che il mercato offriva, abbiamo preso in considerazione anche altri che poi per motivi differenti non sono arrivati. Mi auguro che i nuovi capiscano l’importanza che devono avere nel gruppo. Spero soprattutto che chi ha esperienza abbia la capacità e l’attitudine per portare linfa nuova ed entusiasmo a una squadra che ad oggi ha mostrato solo a sprazzi quanto avrebbe potuto.

Sul ruolo di esterno posso dire che prima di Ngawa erano stati analizzati anche altri profili, ma siamo contenti del suo arrivo perché può fare l’esterno e nella difesa a tre ricoprire il ruolo del “braccetto” (l’esterno dei tre nda). Sono contento per le caratteristiche che ha ma soprattutto perché si è subito inserito con la voglia di mettersi in evidenza. Marcucci e Matarese, invece, possono darci quelle energie che in alcuni momenti servono, ma sono comunque alternative a chi già avevamo. Billong, così come Ngawa e Ingrosso, sono venuti per incrementare un reparto che ritenevamo avesse necessità di aumentare lo spessore”.

I nuovi arrivi possono spostare gli equilibri tattici o far fare scelte diverse anche per consentire ai big di rendere al meglio? “I top player che avevamo sono rimasti e già da prima del mercato cercavamo la strada per farli rendere. Il pensiero di voler cercare la migliore formula per farli rendere la stavamo pensando anche prima del mercato. L’equilibrio lo stavamo già cercando”. Il mercato si è dunque chiuso: si poteva fare di più? “Il mercato è questo”, ha risposto il tecnico foggiano, “ci sono a volte esigenze indipendenti dalle proprie volontà (ad esempio esigenze da parte delle società – e non parlo della nostra – di monetizzare oppure alcune esigenze particolari dei calciatori).

Grazie a Dio non è andato via nessuno dei big, ma se qualcuno fosse andato via avremmo provveduto alla sua sostituzione. Non è però semplice prendere i top player degli altri: l’ultimo, ad esempio, è Carretta che abbiamo cercato perché avremmo potuto utilizzarlo in diverse posizioni. Comunque i nuovi in difesa ci danno la possibilità di utilizzare diversi moduli, sono strutturati e ben messi fisicamente. Hanno portato centimetri in più e possono aprirci prospettive diverse da quante viste sinora.

Ho trovato bene Leali: ha il desiderio di mettersi in discussione e per ritagliarsi spazio in una situazione come questa occorre avere fiducia in sé stessi. Con Noppert si giocherà il posto. È comunque un ragazzo che sa dove è venuto e negli allenamenti è parso già pronto. Anche sul centrocampo abbiamo fatto le nostre considerazioni ma ci sono incroci che non sempre riescono. Potevamo portare a casa qualche cosa in quel settore ma posso dire che il centrocampo è il settore più duttile visto quanto abbiamo a disposizione. C’erano state possibilità ma poi non si sono concretizzate. In avanti non abbiamo cercato – come scritto da qualcuno – Calaiò pur sapendo il valore del giocatore. Noi non cercavamo un attaccante ma uno che potesse essere funzionale. Del resto come noi abbiamo chiesto agli altri, anche gli altri hanno chiesto a noi”.

Esaurita la lunga disquisizione sulla campagna acquisti di gennaio, Padalino è entrato poi nell’argomento Palermo: “Mi aspetto che i ragazzi capiscano che al di là dell’avversario, la nostra esigenza è quella di incrementare il lavoro partito circa un mese fa. I giocatori mi sono sembrati comunque presenti, pronti a voler interpretare la partita. Del resto la crescita passa anche attraverso sconfitte come quelle con il Crotone. Lo stimolo non passa per il nome dell’avversario ma dalla classifica e dagli obiettivi che abbiamo.

Abbiamo rispetto per il Palermo che ad oggi ha dimostrato di essere primo con merito, ma questo per noi deve essere non lo stimolo ma un ulteriore stimolo. Se fossi dall’altra parte chiederei ai giocatori di dimostrare di non venire scalfiti da quanto viene fuori all’esterno (le vicende societarie nda). Chiederei, e penso che è quanto il mio collega Stellone abbia fatto, di estraniarsi dall’aspetto societario e concentrarsi sul campo. Mi aspetto quindi una partita gagliarda da parte del Palermo per poter mantenere un primato sinora meritato. Mi aspetto peraltro che il Foggia voglia fare risultato. Tenendo conto della forza dell’avversario, il Foggia deve cambiare mentalità e capacità di gestire i momenti.

Occorre reagire: non si può pensare di essere sottotono o di avere un atteggiamento sbagliato. Da questo punto di vista, partite come quella di Palermo si preparano da sole. Sul campo invece la gara va preparata pensando alle nostre caratteristiche e a quelle dell’avversario. Ma io voglio vedere un Foggia che abbia intrapreso un nuovo cammino”.

In dubbio Iemmello (“Ha qualche acciacco, o qualcosa di più, una lieve contrattura che lo ha tenuto fuori per un giorno e mezzo, ma oggi dovrebbe rientrare), qualche problemino meno grave anche per Agnelli. Tonucci e Zambelli, infortunatisi con il Crotone dovrebbe stare fuori per tre settimane (“Giorno più, giorno meno, secondo le indicazioni del medico”).

E a proposito del match perso con il Crotone, l’allenatore rossonero lo ha analizzato più a freddo: “Ho rivisto la partita e rispetto a quanto potevo dire a caldo, ne sono uscito più confortato. Ciò non significa che abbiamo fatto una buona partita ma sino all’errore del gol non stavamo pagando molto al Crotone. Poi nella fretta di recuperare abbiamo dato campo e preso gol anche in superiorità numerica con altri errori. La prestazione è stata meno peggio di quanto fosse sembrata perché si è vista comunque una squadra che era vogliosa di portare a casa il risultato”.

Si è tornati poi a parlare in generale di cosa necessita il Foggia: “La squadra”, ha sostenuto il mister, “ha bisogno di un certo tipo di mentalità. Gli obiettivi sono stati modificati rispetto a quanto si sentiva a inizio stagione. Abbiamo bisogno di un atteggiamento diverso: è campionato è corto ma abbiamo ancora possibilità di recuperare però diventa sempre più difficile rimediare a una sconfitta. Occorre continuità, serve ferocia. La squadra deve fare un salto in avanti nella mentalità”.

Biografia Autore

Gianpaolo Limardi

Giornalista romano "trapiantato" a Foggia. Ha seguito la Lazio come inviato, radiocronista e commentatore per Radio Flash Roma. Da anni si occupa di serie B e Lega Pro; ha maturato una conoscenza specifica del calcio sudamericano, in particolare di quello brasiliano di cui è grande estimatore, oltre che appassionato. E del quale sente una costante "Saudade".