TERZA CATEGORIA. ASD Poggio Imperiale, cronaca di una storia inventata

TERZA CATEGORIA. ASD Poggio Imperiale, cronaca di una storia inventata

I Dirigenti, i tecnici e i calciatori dell’ASD Poggio Imperiale Calcio si dichiarano sconcertati da quanto appreso dal Comunicato Ufficiale FIGC, relativamente alle decisioni del Giudice Sportivo Territoriale a seguito della gara casalinga di Domenica 20 Gennaio contro l’Ascoli Satriano.

Proprio due giorni fa diffondevamo un comunicato stampa nel quale non facevamo altro che fissare i buoni propositi per il girone di ritorno, i programmi per i prossimi anni e lamentavamo diverse decisioni arbitrali a dir poco discutibili e proprio due giorni fa, nella serata, siamo stati colpiti da un fulmine a ciel sereno, scoprendo di avere ricevuto sanzioni che nessuno di noi poteva immaginare: due mesi di inibizione da ogni attività per il presidente D’Atena e il vice presidente D’Amato, perché avrebbero rivolto all’arbitro “frasi gravemente offensive”; due settimane di inibizione per l’allenatore Vincenzo Giuliani per proteste; un’ammenda di 50 euro per il comportamento del pubblico, che avrebbe rivolto al direttore di gara epiteti poco eleganti e avrebbe tentato di accedere al terreno di gioco a fine gara.

Ancor più stupore ha generato l’agghiacciante scoperta di quanto riportato nel rapporto arbitrale, acquisito nel pomeriggio di ieri dalla Società, nel quale vengono attribuite a D’Atena e D’Amato frasi e condotte non corrispondenti a verità e nel quale il nostro pubblico viene disegnato come un gruppo di facinorosi e delinquenti della peggior specie.

Al vetriolo la reazione del segretario Giuseppe Saccone, affidata nella serata al suo profilo Facebook: La giovane età e l’inesperienza degli arbitri non diventino alibi perché possano riportare sui referti inaudite falsità, figlie di una realtà manipolata, agendo da impunibili e tenendo i diretti interessati all’oscuro di tutto. Abbiamo sempre offerto agli arbitri che abbiamo accolto a Poggio Imperiale tutto il rispetto, tutta la protezione e tutta l’assistenza che si devono a una persona, a un ragazzo, a un ospite, a un giudice, a uno sportivo, senza mai usare violenza né fisica e né verbale nei loro confronti: solo protesta, vivace e sana protesta e nient’altro. Certe condotte invece sanno più di inquisizione che di diritto sportivo e macchiano l’indiscussa onorabilità della Società e dei diretti interessati dai provvedimenti disciplinari. Poi preannuncia: “Come Società agiremo in ogni sede opportuna per vedere tutelato il nostro buon nome e quello della comunità che rappresentiamo. Domani, a mente fredda, pubblicheremo un comunicato in cui spiegheremo tutte le nostre ragioni. Oggi siamo troppo arrabbiati”.

Intendiamo quindi fare prontamente chiarezza su quanto realmente avvenuto al termine della gara contro l’Ascoli Satriano, esponendo i motivi che ci portano a rifiutare e impugnare le dichiarazioni contenute nel rapporto arbitrale e le conseguenti decisioni del Giudice Sportivo Territoriale, che ci offendono profondamente.

Partiamo dall’ammenda alla Società, scaturita secondo il Giudice dalla condotta verbalmente violenta dei nostri sostenitori e dal fatto che alcuni di loro avrebbero tentato di fare accesso al terreno di gioco. Anche ad ammettere che il pubblico abbia rivolto epiteti poco cortesi al direttore di gara, facciamo notare che si tratterebbe di un comportamento ormai tristemente consolidato in tutti gli stadi del mondo, specie nei piccoli campionati di provincia come il nostro, eppure non ci risulta che in altre occasioni e in altri campi sia stata comminata la stessa sanzione per i medesimi motivi. Sta di fatto che la Società ha messo in atto ogni tipo di misura preventiva prevista dal Codice di Giustizia Sportiva, anche avvisando in fonodiffusione il pubblico, prima della gara e durante l’intervallo, dei divieti, delle responsabilità e delle sanzioni previste per certi tipi di condotte e perciò mai avremmo immaginato di vederci infliggere questo tipo di sanzione. Se poi la pretesa è di veder applicare una museruola al pubblico, proponiamo la disputa delle partite a porte chiuse, ma in tutti gli stadi!

In quanto invece al tentativo di accesso dei sostenitori al terreno di gioco, si trattava in realtà di due persone ben distinte seppur non autorizzate: il Presidente dell’Ascoli Satriano, Marcello Dadamo, immediatamente fermato dalla Forza Pubblica Sostitutiva che sempre predisponiamo, e di uno dei nostri sponsor, il titolare de La Panetteria di Poggio Imperiale, Luciano Cilla, intento a trasportare vassoi di pizza calda che avevamo pensato di offrire alla squadra avversaria in considerazione della lunga trasferta che stavano affrontando. Gente facinorosa e pericolosissima insomma!

Venendo ad esaminare poi le inibizioni bimestrali dei nostri dirigenti, siamo sopraffatti da rabbia, stupore e sconforto: Antonio D’Atena e Vincenzo D’Amato vengono accusati dall’arbitro di avergli rivolto irripetibili epiteti. In effetti le nostre proteste a fine gara per la cattiva gestione del tempo di recupero sono state particolarmente vivaci, ma non hanno mai oltrepassato il limite della civiltà. Ci siamo limitati a evidenziare all’arbitro che dei (a nostro avviso pochi) tre minuti di recupero concessi, soltanto uno aveva trovato compimento. Oltretutto come avrebbe fatto Antonio D’Atena ad aggredire verbalmente l’arbitro se subito dopo il triplice fischio si era avviato agli angoli del campo a rimuovere le bandierine, per tornare nel sottotribuna solo per consegnare al direttore di gara le chiavi del suo spogliatoio, che aveva dimenticato di possedere? Non è possibile che le voci dei nostri due dirigenti siano state confuse con quelle del pubblico che urlava dalla tribuna? Non è possibile che l’arbitro fosse un tantino confuso, considerando gli errori tecnico-regolamentari contenuti nel referto di gara, nel quale viene addirittura dichiarato l’inesistente pareggio del Poggio Imperiale al ventiduesimo minuto del secondo tempo, mentre tutti sanno che il Poggio Imperiale ha realizzato una rete dopo il raddoppio dell’Ascoli?

Chi era presente sa che i fatti così come sono stati descritti dall’arbitro non corrispondono alla realtà e anche chi non c’era può facilmente immaginare, conoscendo gli interessati, la loro caratura morale e la loro onorabilità, quanta fantasia trapeli dagli scritti del direttore di gara. Non riportiamo le affermazioni che vengono attribuite ai nostri due dirigenti solo per non offendere il nostro e il vostro pudore, ma ci sarebbe veramente da arrabbiarsi per quanto siano incredibilmente assurde.

Infine, esaminando la posizione del nostro allenatore, Vincenzo Giuliani, risulta inibito per due settimane per “continue proteste” nei confronti delle decisioni arbitrali. Se è vero che Giuliani ha protestato in un paio di occasioni su particolari e controversi episodi, riteniamo comunque sproporzionata la pena inflitta, considerando la pacatezza delle sue proteste e il fatto che non risulti ufficialmente espulso dal campo, ma solo “allontanato”.

Per tutte le ragioni esposte e per tutelare la Società, i tesserati e la comunità di Poggio Imperiale, che orgogliosamente rappresentiamo nel panorama calcistico, stiamo proponendo ricorso alla Corte Sportiva d’Appello Territoriale di Bari, valutando anche la possibilità di adire alle vie legali per via delle infanganti dichiarazioni rese nel rapporto arbitrale, oltre che vagliando l’ipotesi di affiliarci al Comitato FIGC del Molise per la prossima stagione. Non ci resta che affrontare serenamente il giudizio, certi di un’attenta e oggettiva valutazione dei fatti da parte della Magistratura sportiva, della quale restiamo a disposizione.

A.S.D. POGGIO IMPERIALE CALCIO

e-mail asd.poggioimperialecalcio@gmail.com

Pec: poggioimperialecalcio@pec.it

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