Foggia calcio, Tonucci: “Con la Cremonese c’è stata un’unione e coesione quasi fraterna in campo”

Foggia calcio, Tonucci: “Con la Cremonese c’è stata un’unione e coesione quasi fraterna in campo”

Il suo ritorno da titolare è coinciso con il ritorno del Foggia al successo. Denis Tonucci è intervenuto nel pomeriggio in sala stampa ed ha affrontato tutti i temi sul tavolo.

In primis la risposta della squadra contro la Cremonese dopo una settimana intensa: “Avevamo vissuto una settimana intensa”, ha esordito il centrale romagnolo, “siamo stati bravi a ricompattarci e a riportare sul campo quella voglia che forse era mancata nell’ultimo periodo. Del resto quando viene esonerato l’allenatore, qualcosa si è sbagliato tutti e i giocatori sono i primi che devo guardarsi dentro per vedere i propri errori”.

Per l’ex Bari è stato un periodo particolare: “Ne ho sentite di cotte e di crude”, ha affermato Denis, “ho sentito di litigi con allenatore e compagni, tutte cose senza verità, chiacchiere per destabilizzare. Chiacchiere da bar”.

Tra queste chiacchiere, il suo infortunio, che il «5» rossonero ha raccontato così: “Sono entrato a freddo contro il Brescia, dopo l’espulsione di Camporese: al primo o secondo scatto per chiudere su Donnarumma ho sentito tirare l’adduttore, mi sono girato verso Luca (Martinelli nda) e gli ho detto che c’era qualcosa che non andava e che forse mi ero stirato, lui mi ha detto di tenere duro che ne avevo, l’ho fatto perché sapete che io giocherei anche con un gamba sola. E così ho terminato la gara e questo ha peggiorato la situazione. Ho fatto dei primo esami e si parlava di un’elongazione che ha come decorso fisiologico 14/15 gg di stop.

Passati questi, ancora non andava e allora abbiamo fatto una risonanza dalla quale è risultato che non era un’elongazione ma uno stiramento di 1° grado che comporta 28 gg per recuperare. C’è stata la sosta poi Venezia e Livorno ed ecco come il mese è passato. Questo è quanto accaduto: in società e dentro il Foggia calcio lo sanno tutti. Per il resto tutti mi conoscono: sanno che in campo posso pure tirare dritto verso un muro, ma fuori sono un tipo tranquillo”.

Parlando della sua prima parte di campionato, Tonucci ha detto: “Non ho giocato sempre o con continuità, ma solo perché abbiamo una rosa importante, di professionisti e il mister ha sempre cercato di scegliere per fare bene e se magari io non sempre sono rientrato in queste scelte è perché ci sono 22 giocatori da gestire e lui ha reputato che a volte c’erano altri migliori di me”.

Domani arriverà Padalino (“Non ho ancora avuto modo di conoscere il tecnico, sappiamo che è stato scelto lui, credo che domani lo conosceremo. Siamo pronti a partire con lui e le sue idee”, ha dichiarato sul tema il difensore rossonero) per l’inizio di un “nuovo” torneo, cominciato però contro la Cremonese: “La cosa che è spiccata è stata la compattezza, saper soffrire nei momenti critici, quelli durante i quali nelle precedenti partite andavamo in difficoltà e abbassavamo la testa. Venerdì eravamo compatti, c’è stata unione e coesione quasi fraterna in mezzo al campo.

La differenza è stata il volere a tutti i costi una cosa che tutti volevamo portare a casa. Dovrà essere una ripartenza perché abbiamo dimostrato contro una squadra importante, perché io ritengo la Cremonese una squadra importante, che ce la possiamo giocare con tutti. Noi siamo una grande squadra e abbiamo una grande rosa: ripartiamo dunque dalla forza di coesione che peraltro abbiamo in noi, con la Cremonese non è stato un caso. Tenere la testa alta deve essere il punto di ripartenza, il gioco ce lo abbiamo di nostro, pochi giocano come noi, la forza deve però arrivare dal sapere che siamo un gruppo solido che unito può fare grandi cose insieme”.

Una grande rosa, una grande squadra, ma pure un rammarico forte per quanto perso per strada: “Il rammarico c’è in primis in noi giocatori: potevamo avere più punti perché – al di là di averne fatti 20 sul campo – ne abbiamo lasciati per strada parecchi. Questo che è un rammarico, però, ci dà anche forza perché sappiamo che ne abbiamo e possiamo fare bene. Dobbiamo martellare e fare sempre meglio”.

Si è parlato anche di difesa a tre o a quattro e d’ipotetici “suggerimenti” per migliorare il rendimento difensivo: “Mi considero un «vecchietto» per la categoria, a 30 anni ho qualche partita sulle spalle e quindi ho giocato sia a tre che a quattro, con più continuità da centrale destro a tre. La mia preferenza personale è giocare a tre perché si può trasmettere maggiore aggressività e sei più coperto dai compagni.

Vedendo le nostre partite, se dovessi dire al nuovo tecnico dove martellare direi che noi abbiamo sofferto di più nell’attenzione sulla palle inattive, anche contro la Cremonese abbiamo preso un gol del «cavolo». Su azione non ne abbiamo subiti tantissimi, su palle inattive sì. Dobbiamo migliorare la concentrazione. Martellerei su questo”.

Ma non si può fare riferimenti alla difesa senza rivolgere un pensiero allo sfortunato Michele Camporese che domani sarà operato per la lesione al crociato: “L’infortunio a Miki”, ci ha detto con grande partecipazione Denis, “ha toccato tutti, perché lui è un nome importante nello spogliatoio, io in particolare sono molto legato a lui non solo come collega di reparto e compagno ma anche per alcune affinità fuori dal campo (i figli di età simile ecc…). Dispiace a tutti, aveva fatto una prima parte di stagione importante. Alla sua mancanza sopperirà qualche altro compagno che magari si è sempre allenato bene senza giocare. So che domani si opererà, gli inviamo un grande «in bocca al lupo», gli voglio bene anche fuori dal campo, cercheremo di strappargli un sorriso. Gli siamo vicini e proveremo a tenerlo su di morale”.

Da qui alla sosta tre partite contro formazioni forti: “Sarà un trittico tosto, la Salernitana è arrabbiata, sta vivendo quello che noi abbiamo vissuto la settimana scorsa. In più sono in ritiro da lunedì. Quando incontri squadre così, le devi prendere con le pinze; da parte nostra, peraltro, andremo lì per giocare a viso aperto e affronteremo la Salernitana agguerriti per fare il massimo dei punti possibili, non pensando più a quanto lasciato per strada”.

Dopo il trittico arriverà la pausa e il mercato. Tante le voci, ma il futuro di Tonucci sarà ancora a Foggia? “Qui sto bene, mi sono sentito da subito a casa”, ha sottolineato il centrale che fermò Ibra quando indossava la maglia dell’Ajaccio, “mi hanno accolto tutti come uno di loro, io ho dato sempre il 120% e i tifosi lo hanno apprezzato. Qui si sta benissimo. Io ho un contratto per un altro anno e mezzo e voglio rispettarlo al mille per mille, poi però la società fa le sue scelte, il calcio è strano ma io vorrei rimanere qui e dare soddisfazioni a questa gente, non c’è un pubblico come questo nemmeno in «A»”.

Infine un pensiero ancora alla Cremonese, con la premessa legata al giovane tifoso morto mentre viaggiava verso lo Zaccheria, e uno agli obiettivi di questo Foggia: “Innanzitutto voglio dire che ci stringiamo attorno alla famiglia del ragazzo morto, gli inviamo le nostre condoglianze e gli siamo vicini come hanno già fatto i tifosi durante la partita. Poi posso dire che contro Paulinho, uno di categoria, mi sono risentito vivo. Sono contento perché dopo che vieni da un periodo con un infortunio in cui sei sempre arrabbiato poi quando torni a stare bene puoi spingere. Per questo sono contento.

L’obiettivo? Partiamo dal presupposto che sappiamo di poter arrivare in alto, ma per una serie di vicissitudini adesso dobbiamo arrivare il prima possibile a essere salvi per poi puntare più in alto. Occorre tirarci su il prima possibile”.

Biografia Autore

Gianpaolo Limardi

Giornalista romano "trapiantato" a Foggia. Ha seguito la Lazio come inviato, radiocronista e commentatore per Radio Flash Roma. Da anni si occupa di serie B e Lega Pro; ha maturato una conoscenza specifica del calcio sudamericano, in particolare di quello brasiliano di cui è grande estimatore, oltre che appassionato. E del quale sente una costante "Saudade".