Foggia calcio: c’è il crocevia Livorno, contro una squadra in crisi ma impreziosita da un Diamanti a… 35 carati

Foggia calcio: c’è il crocevia Livorno, contro una squadra in crisi ma impreziosita da un Diamanti a… 35 carati

Inutile nascondersi: l’aria da ultima spiaggia soffierà vertiginosa sui cieli dell’Ardenza.

Per il Foggia che ha esaurito il bonus di entusiasmo e coesione di un popolo a inizio stagione devotamente stretto attorno alla sua squadra, vittima – nel sentore generale – di una colossale ingiustizia sotto forma di penalizzazione; per Grassadonia, il cui feeling con la tifoseria è oramai ai minimi storici; ma anche per l’avversario dei rossoneri, quel Livorno che sprigionava eccitazione per l’ascesa in B condita dal ritorno di due dei suoi figli più amati, Cristiano Lucarelli e Alessandro Diamanti, ma che ha perduto giornata dopo giornata il patrimonio di fiducia rinchiudendosi inesorabilmente nelle stanze buie della delusione.

Sarà uno scontro diretto”, ha detto il capitano del Foggia Agnelli, “contro una squadra importante, in una piazza calda che non immaginava di essere in questa posizione”. Sintesi efficace di un momento che gli amaranto del patron Spinelli, ancora in sella malgrado i costanti tentativi di “liberarsi” del club, non si aspettavano di vivere.

I numeri dei toscani, però, sono implacabili: ultimo posto in classifica con 6 punti in 13 incontri con una media di 0.46 a partita; una sola vittoria all’attivo (1-0 all’Ascoli il 27 ottobre), tre pari (con Venezia, Cosenza e Cittadella) e ben 9 sconfitte, di cui 4 allo stadio Picchi (con Crotone, Lecce, Spezia e Perugia); attacco meno prolifico del torneo con 8 gol in 1.170’, con una media di uno ogni 146’ (in Italia solo l’Albinoleffe con 6 gol in 1.260’ e l’Arzachena con 8 in 1.260’ hanno una media peggiore); 2ª difesa più battuta del campionato con 21 reti al passivo (quante il Foggia), dietro solo al Padova (23).

A questi dati si aggiunge il cambio di allenatore dopo 10 giornate con Lucarelli (5 punti, media 0.50) sostituito da Breda (un punto in 3 match, media 0.33, ma due incontri fuori casa con Cremonese e Brescia e uno all’Ardenza con il Cittadella), che per qualcuno rischia l’esonero in caso di sconfitta contro i satanelli, in virtù di una prestazione, quella di domenica scorsa al Rigamonti, che non è piaciuta a Spinelli, nonostante dall’altra parte ci fosse una delle compagini più attrezzate della cadetteria.

Contro il Brescia, Breda ha schierato i suoi così:

Mazzoni
Gasbarro
Dainelli
Bogdan
Fazzi
Agazzi
Rocca
Valiani
Diamanti
Murilo
Raicevic

Un 3-4-1-2 (o 3-4-2-1) che ruota attorno all’uomo di maggior talento e personalità della truppa amaranto, quell’Alessandro Diamanti, anni 35, che è il miglior cannoniere stagionale del Livorno con tre reti, due su rigore, contro Perugia (2) e Venezia.

Diamanti giocò per tre mesi nella passata stagione con il Perugia, realizzando anche un gol contro il Foggia

Alino – diminutivo che gli affibbiarono da piccolo quando giocava nel Prato – ha rimesso piede al Picchi dopo 10 anni: la sua precedente esperienza aveva visto l’esordio in A il 25 agosto 2007 (1-5 con la Juve), la 1ª rete il 24 febbraio 2008 con una punizione (il marchio di fabbrica del «10» che Prandelli portò in Nazionale nel 2010) in Livorno-Napoli 1-2 e una retrocessione in «B» subito riabilitata con la straordinaria promozione dell’anno successivo, a cui Alessandro contribuì in maniera determinante con 20 gol (suo record personale) prima di spiccare il volo verso una carriera di rilievo (con la Nazionale è arrivato 2° agli Europei del 2012 e 3° alla Confederations del 2013, manifestazione durante la quale realizzò nella finalina con l’Uruguay il suo unico gol azzurro).

Al momento dei saluti, Alino fece una promessa: “Un giorno tornerò a Livorno (la squadra del cuore nda), ma solo se mi sentirò ancora un calciatore forte”. Promessa mantenuta a luglio, quando nella presentazione al Picchi con la tribuna strapiena disse proprio: “Mi sento ancora un giocatore forte”, aggiungendo che “due anni a Livorno sono come dieci altrove”.

Insieme a Diamanti si muove nella trequarti avversaria anche un talento brasiliano esploso nella passata stagione con Sottil (12 reti in 33 presenze): Murilo Otávio Mendes, più semplicemente Murilo. Nato a Belo Horizonte ma formatosi vicino São Paulo, al Grêmio Barueri, è arrivato in Italia a 18 anni provando prima con il Novara e poi con il Napoli.

Nel passato torneo di Lega Pro, Murilo realizzò anche una tripletta nel 3-2 esterno al Pontedera dell’1 ottobre 2017

Il ragazzo che per la velocità fu paragonato a Pato e il cui idolo è Ronaldo Fenomeno non riuscì a strappare un contratto ai partenopei per colpa del suo status di extracomunitario e così Spinelli s’inserì nella trattativa e lo portò a Livorno (dove si allenò con la 1ª squadra di Nicola), spedendolo subito dopo in prestito all’Olhanense in Portogallo. Tornato due stagioni orsono dotato di passaporto lusitano, chiuse il 2016/17 con 6 reti in 34 presenze.

Ancora a secco quest’anno, rappresenta comunque uno dei pericoli di una formazione (in cui militano anche gli ex Pedrelli, al Foggia nel 2008/09, e Agazzi) che deve vincere assolutamente. Così come il Foggia del resto. E ritorniamo quindi all’incipit del pezzo: c’è aria di ultima spiaggia all’Ardenza! Un po’ per tutti…

Biografia Autore

Gianpaolo Limardi

Giornalista romano "trapiantato" a Foggia. Ha seguito la Lazio come inviato, radiocronista e commentatore per Radio Flash Roma. Da anni si occupa di serie B e Lega Pro; ha maturato una conoscenza specifica del calcio sudamericano, in particolare di quello brasiliano di cui è grande estimatore, oltre che appassionato. E del quale sente una costante "Saudade".