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27 Novembre 2021
Foggia Calcio

Foggia calcio, ecco Busellato il “talismano”: “Solo un caso le vittorie con me in campo. Possiamo toglierci belle soddisfazioni”

[dropcap color=”#” bgcolor=”#” sradius=”0″]U[/dropcap]n talismano, o forse no. Semplicemente l’equilibratore del centrocampo del Foggia: Massimiliano Busellato si è presentato in sala stampa questa mattina per raccontarci il suo nuovo mondo Foggia.

A partire proprio dal “personalissimo” 100% di vittorie in rossonero (con lui in campo sono infatti arrivati i successi contro Carpi, Padova e Benevento; con lui fuori invece i satanelli hanno perso contro Crotone, Palermo e Pescara) che ha commentato con un sorriso e una frase ad effetto: “Tante volte mi hanno detto di essere un giocatore d’equilibrio, ma i forti sono invece quelli che rompono gli equilibri”… “(…) Comunque fa piacere che voi diciate che con me in campo si gioca meglio ma credo che sia solo un caso che si sia vinto solo quando ho giocato”.

E giocato bene… come a Benevento dove è arrivata una vittoria “(…) molto importante per la classifica perché ci ha tolto la penalizzazione, ma anche per noi perché ci ha dato più consapevolezza visto che abbiamo vinto con una grande e comunque siamo stati alla pari con loro. Poi è arrivato anche il risultato che però a volte dipende anche un po’ dalla fortuna, dagli episodi”.

Massimiliano non ha mai disputato un torneo di «A» e la scelta Foggia (dopo quella di Bari della passata stagione) è anche dipesa da questo: “L’obiettivo di ogni giocatore è raggiungere il massimo e quindi giocare in «A», adesso però non ho più l’età per essere preso in considerazione come giocatore di prospettiva. Dopo i 25 anni si può andare in «A» con la proprio squadra, se ne trovi una che crede in te e che ha questo obiettivo. La mia scelta di Foggia, che è una piazza che per tifo e ambiente punta alla serie «A», è stata anche per questo.

L’inizio di stagione è stato difficoltoso e mentalmente pesante per quello che è successo con il Bari (la mancata iscrizione al campionato e il ritiro terminato dopo un giorno di allenamenti nda), ma oramai è alle spalle. Fisicamente sto migliorando, cosa fondamentale per un giocatore, mi sto trovando benissimo con il gruppo e la società, del resto per il mio carattere io «fatico» a trovarmi male con qualcuno; spero di continuare a migliorare a livello personale e come squadra e che possiamo toglierci belle soddisfazioni”.

Che sono già iniziate con la doppia vittoria con Padova e Benevento: “Era una cosa normale che si arrivasse a giocare bene con il tempo, viste le idee del mister che necessitano di un po’ di tempo per essere assimilate, anzi pensavo che ci arrivassimo più tardi, siamo comunque sulla buona strada per carburare al meglio e fare ancora più strada”.

Il ragazzo cresciuto nel Cittadella è un esperto di serie B, categoria nella quale ha sempre militato: “Il campionato di «B» non ha «squadrette» né «squadroni», tutte le formazioni sono competitive. L’Ascoli che incontreremo sabato non è inferiore, se non sulla carta, al Benevento: hanno un mister molto bravo che abbiamo visto averci messo in difficoltà nell’amichevole di agosto (che finì 1-0 per i rossoneri nda), sono un’avversaria di livello che dovremo affrontare nella modo più attento possibile, pensando comunque che giochiamo in casa. La vittoria di Benevento ha dato grande entusiasmo, ma bisogna essere bravi a cancellarla, dobbiamo prendere la partita di sabato con molta serietà, sono tre punti importanti per la classifica”.

Dall’Ascoli al modulo, il 3-5-2, un inedito per il centrocampista di Bassano, che si è lanciato anche in un elogio del compagno di linea Carraro: “Non ho mai giocato nel 3-5-2, ero sempre a tre, a volte con il 4-3-3, non mi trovo però male, c’è da acquisire i movimenti ma è pur sempre calcio. Carraro è un giovane dalle potenzialità enormi che a mio avviso arriverà molto in alto perché ha grande personalità e gioca con naturalezza. Io spero di aiutarlo anche fuori dal campo: siamo entrambi veneti, siamo in camera assieme, ci parliamo in dialetto. Posso dire che è lui che fa giocare bene il compagno e non il compagno lui”.

Uno sguardo anche al Foggia, al suo impatto con ambiente e città: “In tanti mi avevano parlato di una piazza pesante, un po’ cattiva e di una città brutta, ma non è così: la piazza è dura, è vero, ma ho giocato anche in altre piazze calde, siamo in Italia anche qua. Io mi trovo bene e poi per un giocatore secondo me è importante avere delle pressioni esterne. Qui ho trovato un gruppo solido fatto di persone umili”.

Infine due battute sullo scarso feeling con il gol e sui giocatori ai quali s’ispira: “Mi piacerebbe fare qualche gol in più, certo, spero di migliorare, evidentemente ho qualche lacuna in questo. A me piacciono sin da piccolo i giocatori che non mi somigliano come caratteristiche. Comunque mi piace molto Verratti, perché è italiano ed è uno dei centrocampisti più forti al mondo”.

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