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2 Dicembre 2021
Foggia Calcio

Tutti al Mondiale… tranne noi

[dropcap color=”#” bgcolor=”#” sradius=”0″]Q[/dropcap]uarto appuntamento con il Mondiale di Foggiasport24, libero e leggero. Appunti disordinati di un blog che si occupa della rassegna iridata raccontandola a modo suo, senza il pathos delle notti magiche. Giusto per avere l’illusione di esserci anche noi…

Quarti in vista… Uruguay-Francia, Brasile-Belgio, Russia-Croazia e Svezia-Inghilterra: questi i quarti di finale di Russia 2018. Rispetto alla rassegna iridata in Brasile, si confermano tra le migliori otto i verdeoro, la Francia e il Belgio. Dal 1954 in poi (con formule e numero di partecipanti più simili all’attuale composizione), il Brasile (5 volte campione) non ha raggiunto i quarti di finale solo nel 1966 e nel 1990, considerando la 2ª fase di Spagna 1982 come un virtuale quarto di finale (seppure a gironi).

Il Belgio, avversario della Seleção domani, ha passato gli ottavi solo nel 1982 (2ª fase), nel 1986 (quando si classificò al 4° posto, miglior risultato di sempre dei Diavoli rossi) e nel 2014. L’Uruguay (che vinse i titoli nel ‘30 e ’50) è arrivato 4° nel 1954, nel ‘70 e nel 2010, per il resto ha conquistato i quarti anche nel 1966. La Francia ha trionfato a Parigi nel 1998 giungendo ai quarti nel 1958, ’82, ’86, 2006 (quando perse la finale con l’Italia) e 2014.

La Russia è per la prima volta ai quarti dopo il dissolvimento dell’Unione Sovietica (la prima partecipazione indipendente risale al Mondiale di Usa ’94), perché nelle tre edizioni in cui è stata presente sinora (’94, 2002, 2014) non ha mai superato il 1° turno. La Croazia, sino al 1990 nella Jugoslavia, ha ottenuto come nazionale “a scacchi” il 3° posto nel 1998, fermandosi al 1° turno nel 2002, 2006 e 2014. La Svezia, dopo il 2° posto nel 1958, ha raggiunto i quarti solo nel 1994 quando fu fermata in semifinale dal Brasile. Infine, l’Inghilterra, campione nel 1966 a Londra, ha “frequentato” i quarti anche nel 1966/’70/’86/’90/2002 e 2006.

Facciamo due conti… La fase a gironi si è chiusa con un bilancio di 39 vittorie e 9 pareggi in 48 partite. Esattamente lo stesso score dei Mondiali in Brasile nel 2014. Gli ottavi hanno visto 5 successi e 3 pari (tutti per «1-1»: Spagna-Russia, Croazia-Danimarca e Inghilterra-Colombia, match poi decisi ai rigori); quattro anni fa, invece, terminarono al 90’ appena tre incontri (Colombia-Uruguay 2-0; Francia-Nigeria 2-0 e Olanda-Messico 2-1): gli altri cinque si prolungarono ai supplementari e ai penalty con la Germania poi campione che piegò l’Algeria grazie a Schürrle e Ozil nell’extra-time, così come l’Argentina finalista che ebbe la meglio sulla Svizzera solo al 118’ con una rete di Di María.

Scommettiamo che… Quote bilanciate per i confronti dei quarti, con la Francia data intorno a 1.95 con l’Uruguay, il Brasile a 2.10 con il Belgio, la Croazia a 2.20 con la Russia e l’Inghilterra a 1.90 con la Svezia. Nelle Antepost Vincente torneo, sempre Brasile favorito (intorno a 3.75), davanti a Francia, Inghilterra, Belgio e Croazia. Meno considerate dai bookmakers, Uruguay, Russia e Svezia.

Il derby di Antoine… Il primo quarto di finale, forse il più affascinante (seppure la probabile assenza di Cavani lo renderà meno equilibrato), sarà quello tra Uruguay e Francia, domani, venerdì 6, alle ore 16. Una delle stelle transalpine è Antoine Griezmann, padre francese e mamma portoghese, che ha detto però di sentirsi un po’ uruguagio da quando “(…) nel 2009 ho conosciuto alla Real Sociedad Carlos Bueno e da allora ho cominciato a bere «mate» (bibita tipica charrúa nda) tutti i giorni, a fare merenda con il dolce al latte, ad ascoltare musica uruguaiana e a vedere le partite del Peñarol”.

L’attaccante dell’Atlético si è fatto fotografare assieme ai suoi compagni di club Godín e Giménez con la maglia della Celeste e ha una camiseta giallonera del Peñarol con il suo nome. Tanto “amore” verso i prossimi avversari non ha però “commosso” Luis Suárez che in maniera piccata ha lanciato questo messaggio al «7» dei “galletti”: “Lui è francese e non sa della dedizione e dello sforzo che fanno gli uruguagi sin da piccoli per affermarsi nel calcio. Questo lo sentiamo solo noi”. Le schermaglie sono iniziate: parola ora al campo…

Il piccolo gigante… Jordan Pickford è stato l’eroe del passaggio ai quarti dell’Inghilterra con il rigore parato a Bacca nella serie finale. E pensare che qualche giorno prima, il ragazzo che ha tolto il posto a Joe Hart era stato preso di mira dal ben più famoso collega Courtois (numero uno di Chelsea e Belgio) che commentando il gol incassato proprio contro i Diavoli Rossi nell’ultimo confronto della fase a gironi aveva detto: “È un portiere di dieci centimetri più basso di me ed era troppo occupato a lanciare in aria le gambe”. Jordan ha risposto a Courtois solo dopo aver arrestato la Colombia negli ottavi: “Non mi interessa essere il portiere più grande, perché quello che conta è stare lì nel momento giusto e fare la parata. Ed è quello che sto facendo”. Gioventù e carattere per un Leone d’Inghilterra!

Brasiliani partigiani… La rivalità tra Brasile e Argentina fa parte oramai della letteratura calcistica internazionale e anche in Russia si è scritto un capitolo goliardico che però ha toccato, in maniera sorprendente, anche le vicende storiche italiane. Infatti, per festeggiare la dipartita dell’Albiceleste dal Mondiale, la torcida brasiliana ha intonato sulle note di “Bella ciao” un coro che recitava così: “O Di Maria, o Mascherano, o Messi ciao, Messi ciao, Messi ciao ciao ciao. O argentino está chorando, essa copa vou ganhar (l’argentino sta piangendo, questa coppa vincerò)”.

Altra turno, altro pallone… Dopo Telstar 18, la sfera utilizzata nella fase a gironi e ispirato a Brazuca, il pallone ufficiale di Brasile 2014, dagli ottavi (e sino alle semifinali) si sta usando Telstar Mechta 18, con la parola «Mechta» che in russo significa «sogno o ambizione». Il suo colore in risalto è il rosso in omaggio proprio alla Russia, paese ospitante della rassegna iridata.

Mercoledì 4 luglio… è stata giornata di riposo in vista dei quarti. Ma il 4 luglio segna anche una delle date che rimarranno per sempre marcate nella memoria pallonara italiana: nel Mondiale 2006, infatti, al Signal Iduna Park di Dortmund, l’Italia di Lippi s’impose ai supplementari sulla Germania di Klinsmann nella semifinale iridata. L’impresa fu firmata da Grosso e Del Piero e il sogno di andare a Berlino a giocarci la Coppa divenne realtà! Altri tempi…

Dasvidania…

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