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30 Novembre 2021
Foggia Calcio

I Profili di Foggiasport24: ecco Oliver Kragl, il famelico mancino che ballava con i Lupi…

[dropcap color=”#” bgcolor=”#” sradius=”0″]B[/dropcap]alla con i Lupi, ma non è una saga western. Nessun appaloosa al pascolo, solo un sinistro allo “stato brado”. Libero di saettare alla velocità della luce. Capace di infrangere il muro del suono con l’autorità di un generale prussiano. Perché di teutonica sicurezza si tratta. “Voglio giocare, sono venuto per giocare. Non voglio stare più in panchina”, pochi concetti ma di un’estrema chiarezza. Oliver Kragl si era presentato così. A stampa e tifosi. Cercando tra i giornalisti uno che “(…) parla tedesco”, per essere ancora più diretto. Senza filtri, ma con un accento sinuoso che si fonde in una sintesi linguistica tra Miro Klose e Sebastian Vettel.

Willkommen, Herr Oliver”, benvenuto Mr Oliver da Wolfsburg, al secolo «La città dei Lupi», nella Bassa Sassonia, 128mila abitanti e la Volkswagen come motore di ogni euro dispensato nell’aria. Nei Lupi Olly ha cominciato ad attentare l’incolumità delle porte avversarie con quel mancino impudente, divenuto strafottente quando il fisico l’ha consegnato alla maturità. Vissuta a 19 anni nell’Eintracht Braunschweig, i Leoni vicini di casa dei Lupi, il primo club della DFB a collocare uno sponsor sulla maglia, la squadra con cui il ragazzo classe ’90 ha vinto un campionato di Dritte Liga (3ª Divisione) nel 2010/11.

Un’ascesa dalla «C» alla «B», come quella del Foggia, che la cadetteria cercherà di mantenerla a tutti i costi. Per questo ha preso Olly: “Sono qui per rimanere in serie B”, aveva detto sotto gli occhi soddisfatti di Lucio Fares, prima di interessarsi – nella mixed zone – al prezzo di una telecamera, chissà se per filmare le sue conclusioni di sinistro e farle rivedere poi ai portieri avversari.

A Chiavari Kragl ha siglato la sua 1ª rete in maglia rossonera (con l’Eintracht ne aveva realizzate 8 in 42 presenze, con gli austriaci del Ried 13 con 23 assist in 85 partite; a Frosinone ricordano la perla di San Siro al Milan) con una battuta da trenta metri che ha terminato la sua corsa nel «sette» di uno Iacobucci rimasto “(…) attonito e inerte a guardare il mondo sconvolto”, tanto per citare Italo Svevo e la sua “Coscienza di Zeno”.

Un prodigio balistico che ha scrollato le paure del popolo foggiano al termine di una settimana dai picchi emozionali ischemici, un gol che ha sbloccato la squadra rendendole quell’arroganza perduta nei patimenti dello Zaccheria. Ecco allora Oliver Kragl, il primo tedesco nella storia dei satanelli… l’ultimo dei mohicani a urlare in faccia al mondo tutta la grinta di un panzer cresciuto ballando con i Lupi!

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