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8 Aprile 2021
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Foggia, arriva il Messina di chi poteva essere ma non è stato e del nuovo “Líder máximo” giallorosso

[dropcap color=”#” bgcolor=”#” sradius=”0″]L[/dropcap]a messa in liquidazione tecnica della squadra era già pronta, lo scivolo verso la pensione calcistica di un club storico come il Messina era preparato. Due milioni e mezzo di euro di debiti (questa la cifra girata sui media) erano un fardello troppo pesante da sopportare per la “biancoscudata”, costretta a vendere al miglior offerente tutti i pezzi pregiati della casa. Sarebbe toccato prima a Pozzebon e Milinkovic, poi a ruota – con ogni probabilità – anche a Musacci e De Vito, con il portiere Berardi alla finestra.

E invece è arrivata la svolta societaria tanto attesa dai tifosi peloritani: il patron Stracuzzi e il suo socio Oliveri hanno ceduto il 70% delle quote azionarie a due imprenditori calabresi del ramo della grande distribuzione alimentare: Giuseppe Marcianò e Pasquale Gerace. E così a poche ore dal gong del mercato invernale, il ribaltone nel club ha arrestato l’emorragia di giocatori in fuga. Dei big se n’è andato solo Pozzebon (che già peraltro in estate era stato sul punto di lasciare dopo il licenziamento agostano del tecnico Bertotto), finito al Catania in cambio di Anastasi e Da Silva, mentre tutti gli altri alla fine sono rimasti in riva allo Stretto.

Soprattutto per volontà del nuovo “Líder máximo” del passionalismo messinese: Cristiano Lucarelli, il tecnico subentrato a Salvatore Marra il 18 ottobre scorso. In un tweet postato il giovedì prima del match con la Juve Stabia, el líder Cristiano si era infatti investito del ruolo di comandante della nave giallorossa, evocando il capitano del Titanic Edward Smith, come a dire “Io non mollo la barca che affonda”. Nel più puro spirito anticonformista di un personaggio che le convenzioni le ha spesso sfiancate e vilipese.

Come quando scrisse nel suo libro “Tenetevi il miliardo” una frase simbolo per i cultori del guevarismo pallonaro: “Ci sono giocatori che con i soldi guadagnati si comprano lo yacht, una Ferrari, una villa al mare. Ecco io con quei soldi mi sono comprato la maglia del Livorno”, in riferimento alla sua scelta di rinunciare a metà dello stipendio e scendere di categoria pur di vestire la camiseta amaranto.

lucarelli
Espulso per proteste con la Juve Stabia, Lucarelli non è stato squalificato e sarà in panchina a Foggia

L’immagine di sabato scorso, con Lucarelli sulle tribune deserte del San Filippo (dove era finito a causa dell’espulsione rimediata in campo) a incitare i suoi e a gioire al fischio finale, hanno fatto il giro del mondo dei cuori peloritani. E poco importa se, ad esempio, nella sua Livorno Cristiano (che da piccolo sognava di fare il veterinario) sia stato poi quasi “ripudiato” per colpa di alcune vicende che ne hanno fatto svanire l’aura di eroe sudamericano dalla bandana sporca del sangue dei suoi guerriglieri.

Quello però è il passato, oggi Cristiano Lucarelli, il primo obiettivo del nostro “Attenti a quei due”, è l’allenatore del Messina, con cui ha ottenuto sinora 17 punti in 14 incontri (media 1.21) centrando 4 delle 6 vittorie totali dei siciliani, che al momento occupano il 14° posto in classifica con 24 punti in 23 giornate. Contro la Juve Stabia, in un confronto vinto 1-0 con una rete di Nardini (subentrato a Capua infortunato e poi venduto alla Pro Vercelli), la formazione giallorossa era andata in campo così:

Berardi
Bruno
Rea
Palumbo
De Vito
Mancini
Musacci
Capua
Grifoni
Madonia
Pozzebon

Contro il Foggia, oggi alle ore 16:30 (il confronto dello Zaccheria è stato anticipato su richiesta proprio del Messina) mancherà il solo – già citato – Pozzebon, ma tornerà in campo (dopo il turno di squalifica) uno che ha fatto addirittura incrinare i rapporti tra rossoneri e la biancoscudata, ovvero Manuel David Milinkovic, il classe ‘94 con valigia e documenti già pronti per sbarcare alla corte di Giovanni Stroppa. E che invece è stato bloccato sullo Stretto proprio da Lucarelli e dalla nuova proprietà peloritana la quale – dopo aver chiuso l’affare, secondo il racconto del patron foggiano Sannella – ha fatto marcia indietro chiedendo in cambio… Vincenzo Sarno.

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Manuel Milinkovic ha giocato sei mesi con la Salernitana

Franco-serbo nato ad Antibes (vicino Cannes) in Francia, Milinkovic ha girovagato in Italia (Primavera della Roma, ritiro con Zeman a Cagliari) prima di trovare un ingaggio alla Ternana a gennaio 2015. Da lì Salernitana, Genoa (la società che detiene il suo cartellino), Lanciano e da luglio 2016 Messina. È lui “l’altro” del nostro blog, il pericolo numero uno proprio perché non previsto. L’emblema – in fondo – del nuovo corso messinese. In società, con il vento calabrese che spira sullo Stretto; in campo, con il piglio fiero di Cristiano Lucarelli, il Líder máximo della rivoluzione giallorossa.

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