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14 Aprile 2021
Foggia Calcio

Foggia, tutti i segreti dei prossimi avversari delle Vespe

Gianpaolo Limardi, nostro collaboratore di Foggiasport24.com, è stato intervistato in esclusiva dai colleghi del portale StabiaChannel, nello specifico Maria Felice Ferrara, per parlare del buon momento che stanno attraversando i ragazzi di mister Stroppa tornando a ciò che è successo allo Zaccheria contro il Pisa fino al cambio in panchina.

Conferme e nuovi innesti: come e quali reparti del nuovo Foggia sono stati maggiormente rinforzati dalla sessione estiva di calciomercato rispetto allo scorso anno?
«Dopo la delusione della sconfitta nella finale playoff con il Pisa, il Foggia è ripartito dalla base della squadra che aveva impressionato tutti nella passata stagione. La perdita più grave è stata quella del bomber Iemmello che aveva segnato 37 reti tra campionato e Coppa Italia di Lega Pro. L’obiettivo dell’estate rossonera è stato quello di sostituire l’attaccante calabrese e di puntellare la squadra in tutti i reparti. Per il ruolo di centravanti la scelta finale è caduta su Mazzeo, svincolato dal Benevento, e su Padovan, arrivato dalla Juve. Il settore di campo più rinforzato è stata la difesa (e i risultati al momento danno ragione alle scelte fatte, visto che il Foggia ha la miglior retroguardia del torneo dopo 8 turni con soli 4 gol al passivo) con gli innesti di Guarna in porta, Martinelli ed Empereur al centro e Rubin a sinistra. Il centrocampo è rimasto sostanzialmente invariato, con l’ex Catania Agazzi, tornato a disposizione contro l’Akragas dopo un infortunio, chiamato a dare profondità alla panchina dei satanelli»

Come giudica la clamorosa partenza di De Zerbi, colui che ha fatto grande i satanelli, e la decisione di affidare la squadra a Giovanni Stroppa?
«Il rapporto tra De Zerbi, che effettivamente aveva riportato il Foggia sulle cronache nazionali in virtù di un gioco extralusso per la categoria, e la società si era incrinato, per cui è stato inevitabile il divorzio. L’errore – secondo me – è stato fatto nella tempistica della scelta. Le strade dovevano separarsi a fine campionato: in questa maniera il Foggia avrebbe potuto programmare diversamente la stagione 2016/17 anziché dover correre ai ripari a metà agosto, quando il ritiro era già terminato e gli input di mercato erano arrivati dal vecchio allenatore. Stroppa è stata una scelta oculata perché è un tecnico che conosce la piazza per averci giocato e la categoria per avervi allenato. Un profilo diverso da quello di De Zerbi dal punto di vista caratteriale, ma simile nella concezione tattica. Il Foggia cerca sempre di imporre il suo gioco, anche se con l’ex mister del Sudtirol si punta di più sulle verticalizzazioni e meno sul possesso palla»

Secondo lei quali sono i punti di forza di questo Foggia e quali giocatori, tra vecchi veterani e nuovi arrivati, la stanno impressionando di più in queste prime giornate di campionato?
«In assenza di Vacca, mi soffermerei sul rendimento straordinario di Angelo, il miglior esterno destro del campionato, tornato ai livelli della passata stagione prima dell’infortunio che ne ha condizionato pesantemente il rendimento nei playoff. Dalle sue scorribande sulla fascia nascono le azioni più pericolose del Foggia. Personalità ed esperienza: i satanelli non possono fare a meno del brasiliano. Tra i nuovi, una nota di merito va all’altro verdeoro Empereur, arrivato dalla Salernitana e titolare inamovibile di Stroppa, e a Mazzeo, 4 gol sinora ma soprattutto una raffinata capacità di vedere il gioco e muoversi in maniera letale»

Dopo aver sfiorato la promozione in Serie B, quest’anno il Foggia vanta una partenza migliore dello scorso anno dato che, dopo otto giornate di campionato, la squadra rossonera ha ben 6 punti in più della scorsa stagione e si ritrova in vetta alla classifica a pari punti col Lecce. Possiamo dire che gli orizzonti rossoneri sono più ambiziosi che mai?
«Al momento dell’esonero di De Zerbi, con la piazza sconcertata e preoccupata, la società è uscita allo scoperto dichiarando con forza che l’obiettivo per il campionato sarebbe rimasto immutato, ovvero la promozione diretta in serie B.

L’avvio di torneo è stato – da questo punto di vista – confortante: merito di Stroppa, entrato in punta di piedi in uno spogliatoio comunque molto legato al tecnico precedente, e degli stessi giocatori che hanno risposto con assoluta professionalità alle aspettative del club e dei tifosi. Certo, il torneo è estremamente equilibrato in vetta con Lecce, Juve Stabia e Matera che hanno già messo sul piatto tutto il peso delle loro ambizioni, ma il Foggia è stato costruito per vincere il torneo e secondo me lotterà sino alla fine per riportare in B la città dopo quasi venti anni»

Il match con l’ Akragas ha lasciato alla squadra rossonera non solo l’amarezza per il pareggio e il mancato allungo in classifica su Lecce e Juve Stabia ma anche per la perdita di Vacca, squalificato un turno per il rosso rimediato durante la gara per proteste verso l’arbitro, e Guarna, squalificato per ben quattro giornate dal giudice sportivo per aver colpito “con un pugno il pallone che l’arbitro stesso portava in mano facendolo rimbalzare prima sul corpo del direttore di gara e poi sul terreno di gioco” dopo averlo affiancato con fare minaccioso al rientro negli spogliatoi. Secondo lei quanto possono pesare queste assenze nel prossimo match contro la squadra stabiese?
«Alle assenze di Vacca e Guarna per squalifica, aggiungerei quella altrettanto pesante di Sarno infortunato. Tre forfait importanti che a mio avviso incideranno parecchio sulla partita: il mediano napoletano è uno dei centrocampisti più completi, in termini di qualità, eclettismo e leadership, della Lega Pro; il portiere – dopo un avvio con qualche incertezza – è diventato un punto di forza assoluto della difesa foggiana e Sarno forma con Angelo una catena di destra devastante. Toccherà a Stroppa trovare le soluzioni alternative per sopperire alla loro mancanza. Sarà, in questo senso, un esame decisivo per poter valutare appieno la bontà della rosa rossonera»

L’ottava giornata di campionato ha seminato malcontento anche tra le fila gialloblu dal momento che la Juve Stabia è stata sconfitta, a grande sorpresa, dalla Reggina negandosi così la possibilità di portarsi ad un solo punto proprio dal Foggia. Come giudica l’andamento della squadra stabiese e che match andrà in scena al Menti domenica sera?
«Dopo una stagione deludente, mi pare che la Juve Stabia abbia strutturato una compagine solida e con diverse frecce all’arco di Fontana. Il tecnico ha “fame” di calcio e un’enorme voglia di riscatto dopo la lunga squalifica. L’inizio è stato positivo, soprattutto al Menti dove la squadra ha sempre fatto bottino pieno (solo la Roma in Italia ha vinto 4 match su 4 in casa), anche se la sconfitta con la Reggina, peraltro su un terreno di gioco pessimo, ha creato qualche malumore, soprattutto in ragione dei cambi continui di formazione. Comunque mi attendo un confronto ovviamente molto diverso da quello dell’ultima giornata del passato torneo quando i gialloblu erano “in vacanza” e il Foggia puntava al 2° posto assoluto, un confronto piacevole tra il 2° miglior attacco e la miglior difesa del torneo. La curiosità per me sarà verificare se anche la Juve Stabia si adatterà al Foggia, così come è accaduto con tutte le 8 squadre sinora incontrate dalla truppa di Stroppa, oppure – forte anche dell’abitudine alla velocità del sintetico – proverà a imporre la sua manovra che nei brani di partite a cui ho assistito mi è sembrata ariosa e ficcante»

Il 23 ottobre 2016 molto probabilmente sarà una data indimenticabile per i tifosi e la società rossonera non per la gara di campionato, che vedrà il Foggia impegnato contro il Monopoli, ma piuttosto per le novità che presenterà lo stadio. Quale faccia avrà il nuovo “Pino Zaccheria”? Tutto ciò potrà essere una marcia in più per i satanelli?
«Al di là della ventilata ipotesi di aumento della capienza dello stadio e delle novità tecnologiche e gestionali, ciò che conterà di più sarà il ritrovato apporto del pubblico, penalizzato dai quattro turni a porte chiuse ereditati dalla finale playoff con il Pisa. Un’iniezione di entusiasmo straordinaria: Foggia vive di calcio, somatizza il calcio come fosse l’alfa e l’omega del proprio riscatto anche sociale. Con il Monopoli sarà dunque una festa per la città e per la sua gente. Ed è indubbio che i giocatori ne trarranno un reale beneficio. Malgrado le tre vittorie e il pari con l’Akragas, infatti, la spinta del popolo rossonero è mancata nei quattro turni iniziali, nei quali – a mio avviso – i primi tempi troppo “tranquilli” dei rossoneri sono stati originati anche – e forse in particolare – proprio dalla mancanza di quel furore agonistico che nasce dal sostegno proveniente dagli spalti. In sintesi, i tifosi non possono fare a meno del Foggia e il Foggia non può fare a meno dei suoi tifosi»

fonte: maria felice ferrara-stabiachannel

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