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28 Ottobre 2021
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Foggia Calcio, se l’attacco è matematica

[dropcap color=”#” bgcolor=”#” sradius=”0″]O[/dropcap]sservando le prime partite del Foggia nella stagione 2016-17 ho notato due caratteristiche che mi hanno colpito: la prima è una maggiore predominanza, in fase offensiva, del lato destro dell’attacco (il triangolo Angelo-Agnelli-Sarno) rispetto al sinistro (Rubin-Riverola-Chiricò); la seconda è la maggiore quantità di tiri da fuori area rispetto allo scorso campionato. Non mi piace affidarmi ciecamente ai numeri e non credo che le partite di calcio si possano spiegare con un approccio esclusivamente statistico: i grandi campioni possono inventare le giocate dal nulla (così come i “bidoni” possono commettere leggerezze inaspettate) e non sempre la squadra che produce più gioco, occasioni o possesso palla risulta vincente. La partita che spiega perfettamente quest’ultima considerazione è Foggia-Monopoli dello scorso campionato: il Foggia dominò l’avversario per possesso palla, tiri nello specchio, tiri in porta totali, calci di rigore (2-0) e finanche maggior numero di uomini in campo (Monopoli ridotto in 10); eppure il risultato finale fu 0-2.
Sono però convinto che i numeri possano contribuire a spiegare come si sviluppano le partite. Perciò ho analizzato gli incontri di questa stagione e ho confrontato i dati con quelli di un campione di partite dello scorso girone di ritorno, con l’obiettivo di trovare un sostegno numerico alle mie osservazioni di partenza.

FASCIA DESTRA VS FASCIA SINISTRA – Già nella stagione 2015-16 il Foggia produceva più azioni da gol a partire dal lato destro del campo. Non solo, ma il lato destro era quello che faceva registrare una maggiore produttività (il 18% delle azioni pericolose nate da destra si trasformavano in rete, contro il 14% di quelle da sinistra). Le cause sono forse da ricercarsi nel maggiore tasso tecnico complessivo sulla destra, oltre che nella stabilità degli uomini mandati in campo: se da una parte il Foggia schierava quasi sempre Angelo e Sarno, dall’altra si avvicendavano Agostinone, Di Chiara, Floriano, Maza, Iemmello, Arcidiacono e Chiricò.
Questo dato è stato confermato e addirittura amplificato nella stagione in corso, con ben 6 realizzazioni nate dalla parte destra del campo contro nessuna nata da sinistra.

Sarno Angelo Agnelli… e gol di Riverola

Colpa forse dello scarso affiatamento fra Rubin e Chiricò o della cattiva combinazione delle loro caratteristiche (Chiricò gioca più largo di Sarno e, complice il piede sinistro preferito, spesso non è nelle condizioni di servire Rubin sulla corsa). Ma c’è anche un’altra possibile interpretazione: la limitazione alle incursioni offensive di Rubin potrebbe derivare da una precisa indicazione di Stroppa, consapevole che questo compito viene svolto egregiamente già dall’altro lato del campo da Angelo.

TIRI DA FUORI – Nella passata stagione il Foggia tentava in media 2,4 conclusioni dalla distanza a partita, spesso terminando i match senza neppure un tiro da fuori area (è accaduto, ad esempio, in casa contro il Benevento o in trasferta a Melfi e Messina). Forse il possesso palla continuato disincentivava i giocatori a tentare la conclusione – a volte anche estemporanea – ricercando invece il “varco perfetto”, un po’ come capita di vedere nei match di pallanuoto. In avvio di campionato 2016-17, al contrario, il numero di conclusioni pericolose dalla distanza si è innalzato a 2,8 a partita. Anche in questo caso ci potrebbe essere lo zampino del mister. L’errore della retroguardia avversaria è sempre possibile e proprio due tiri da lontano (di Angelo e Sarno) hanno determinato due marcature rossonere: la prima, in casa contro l’Andria, ha portato all’assegnazione di un rigore, la seconda è valsa i 3 punti a Francavilla Fontana.

Sarno dalla distanza contro la Virtus Francavilla: rete!

CALCI PIAZZATI – Un ultimo elemento che spicca, dall’analisi dei dati dei satanelli, è quello legato alla capitalizzazione dei calci da fermo. Nel 2014-15 il Foggia di De Zerbi aveva realizzato il 30% delle sue marcature a partire da un calcio di punizione o un corner: Sarno, Maza e il sorprendente Gigliotti erano implacabili dalla media distanza e anche i corner portavano spesso a realizzazioni spettacolari.

Leonetti capitalizza di tacco uno schema perfetto da calcio d’angolo contro la Paganese

Nella stagione successiva la percentuale di gol nati da calcio da fermo si era ridotta della metà, passando a circa il 15%. Colpa della minore precisione degli specialisti rossoneri e anche della maggiore attenzione delle squadre avversarie, sempre accorte a non concedere insidiose punizioni dal limite ai rossoneri. Nella stagione appena incominciata ancora nessuno dei 10 gol del Foggia è arrivato da un calcio di punizione o un corner. Un dato decisamente negativo che rappresenta una delle pochissime lacune dei rossoneri in questo avvio di campionato. Come correggerlo? Dedicando maggiore attenzione ai piazzati in allenamento e sperando anche in un pizzico di buona sorte (basti pensare al doppio legno di Rubin su corner a Francavilla o al palo di Sarno su punizione lunedì scorso).

Alla luce dei dati esaminati è possibile concludere l’analisi di queste prime 5 partite verificando che le due considerazioni di partenza (lato destro più pericoloso del sinistro e maggiore incidenza dei tiri da fuori) erano corrette ma che, se una predominanza del lato destro c’era già l’anno scorso, quello che è davvero cambiato è il numero delle conclusioni dalla distanza. In un precedente blog avevo indicato Sarno e Riverola come uomini-chiave per il nuovo Foggia di Stroppa. Oggi è possibile individuare quello che per il momento è una riserva, ma che potrebbe variare le carte in tavola in maniera funzionale a quanto emerso sinora: Miguel Angel Sainz-Maza. Un calciatore che, se in buone condizioni fisiche, può giocare sul lato sinistro del campo ma che preferisce usare il piede destro, dunque più propenso a servire il terzino sulla corsa. E, peraltro, dotato di un buon tiro da fuori. La staffetta Chiricò-Maza potrebbe quindi rappresentare una mossa in grado di cambiare il corso della partita spiazzando gli avversari del Foggia.

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