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30 Novembre 2021
Serie B

L’ultimo appello dei tre candidati alla presidenza della Lega Pro

Sarà domani il primo turno delle votazioni per la poltrona più importante della Lega Pro: nella sede di Firenze si eleggerà il presidente, il quale succederà a Mario Macalli e al commissario straordinario Tommaso Miele, e in pratica il quorum previsto è pari al 50% più uno degli aventi diritto al voto, quindi sui 54 voti totali un candidato dovrà riuscire a guadagnare 28 voti favorevoli per essere eletto; all’eventuale secondo turno, invece, chi otterrà più voti vincerà. Tre gli sfidanti, sono Paolo Marcheschi, Gabriele Gravina e Raffaele Pagnozzi, e TuttoLegaPro.com ha chiesto a ognuno di loro i motivi per i quali i presidenti delle società iscritte dovrebbero privilegiarli a scapito degli avversari.

Ecco in esclusiva le loro risposte:

Marcheschi parla di “ultima chiamata” per la Lega Pro allo stato attuale, ecco perché: “Credo che la Lega Pro sia all’ultima chiamata, e se non si inverte la rotta il disegno finale della Lega Pro risulterebbe già scritto, e i presidenti delle società che hanno investito tante risorse vedrebbero queste risorse risolversi nel niente. Il disegno che c’è è di chiudere la Lega Pro, quindi, chi nel Palazzo finora ha disegnato questo sistema di riforma dei campionati ha già decretato la fine della Lega Pro. Il mio non è un invito ma un appello a comprendere che in questo momento ci vuole un uomo che difenda gli interessi della Lega Pro e non gli interessi delle Leghe superiori”.

Gravina ritiene di poter riscuotere consenso in quanto già conoscerebbe la struttura. “Penso che i presidenti della Lega Pro debbano votare Gravina perché Gravina è uno che conosce la struttura, è del sistema, non è stato paracadutato dall’esterno, non porta in dote pozioni magiche ma solo idee, contenuti e voglia di realizzare, attraverso un percorso di grande coraggio ma soprattutto con tanta passione insieme a tutti i presidenti che hanno voglia di investire ancora tantissime energie per centrare un importante rinnovamento e realizzare tutti i progetti di grande forza di cui la Lega Pro ha bisogno per migliorare la sua sostenibilità”.

Pagnozzi punta sulle necessità che all’interno della Lega Pro siano tutti d’accordo. “Questa è la stagione delle garanzie, e anche per la Lega Pro è arrivato il momento delle garanzie, e io credo di poter offrire la garanzia per la restituzione alla Lega Pro dell’unità, della trasparenza e dei contenuti che superino la litigiosità attuale, e che in dodici mesi riconsegnino la Lega al rispetto da parte di tutti, sia all’interno che all’esterno del mondo del calcio e dello sport. Quindi speriamo di accompagnarla al quadriennio successivo in modo che i nuovi vertici, quelli che saranno eletti dopo questi dodici mesi, possano operare in piena efficienza, trasparenza ed efficacia”.

fonte: tuttolegapro

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