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9 Dicembre 2021
Blog Mi Ronza in mente

Un po’ di Foggia in Champions League: la finale la racconta Dario

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DI DARIO RONZULLI – Qualche mese fa il mio stanco zapping sul divano si interruppe quando beccai uno speciale sulle coppe europee degli anni ’90. Non cambiai più canale: un po’ i ricordi dell’adolescenza, un po’ la voglia di rivedere spezzoni di partite ben presenti nella mia mente. Dopo quella scorpacciata, mi venne spontaneo pensare che in quel decennio non avere una squadra italiana in finale era considerato un fallimento mentre oggi è un trionfo se ne portiamo una in semifinale. Questioni di prospettive, evidentemente. E pensai un’altra cosa: “Ma io, a Sportiva, racconterò mai una finale europea di un’italiana?”. Qualche mese dopo eccomi a Berlino. Zingarata in macchina con tre colleghi e dodici ore di viaggio prima dell’inizio del lavoro vero e proprio. Inutile sottolineare che su Radio Sportiva potrete seguire tutto: lo sapevate già, vero??? Non lo nascondo: c’è grande emozione in me. La finale di Champions League è uno degli eventi sportivi più importanti del pianeta e poterla raccontare dal vivo mi dà l’idea di quanto fortunato sia a fare questo lavoro. In più c’è la presenza di una squadra italiana che fornisce un’ulteriore chiave di lettura a questo weekend. Già: ma la Juve quante chance ha? No perché di fronte non ha una squadra, ma dei marziani che si dilettano a rendere imprevedibile questo giochino. Fermi Messi? Ammesso che ci riesca, ce ne sono altri due. Fermi anche Suarez? Sempre ammesso che riesca anche qui, c’è ancora Neymar. È questo il motivo per cui Allegri non giocherà con la difesa a 3: significherebbe o lasciare i difensori in uno contro uno oppure avere i due esterni bassissimi e incapaci di dare respiro sulle fasce. Allegri andrà invece con il collaudato 4-3-1-2 che garantisce potenziale superiorità numerica in ogni zona del campo. Sarà in quest’ottica a dir poco fondamentale la doppia fase di Vidal, a dare equilibrio al centrocampo e supporto al due Morata-Tevez. L’assenza di Chiellini è pesante, inutile negarlo. Soprattutto perché Barzagli non può essere al 100%. Barcellona strafavorito, quindi. Ma la leggerezza mentale della Juve – già arrivare qui è stato un successo strepitoso – può essere l’asso nella manica dei bianconeri. E poi la bellezza del calcio è che spesso il facile pronostico della vigilia va bellamente nella spazzatura.

BarcellonaPullman

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