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27 Novembre 2021
Serie B

Lega Pro, vicepres Rizzo: “Io nelle intercettazioni? Vi spiego com’è andata. SportRadar, Arpaia e ripescaggi, ecco cosa accadrà”

Anche il suo nome è finito nelle 1300 pagine di intercettazioni sul nuovo caso di calcioscommesse. Antonio Rizzo, vicepresidente della Lega Pro, è concentrato sul suo ruolo istituzionale in un momento delicatissimo per il calcio italiano. TuttoLegaPro.com lo ha intervistato in esclusiva.

Con l’indagine di ieri avete subìto un danno d’immagine pesantissimo. Eppure non avevate sentore della cosa…

“Sin dalla stagione 2011/12 la Lega Pro si avvale della collaborazione di SportRadar che per conto dell’UEFA si occupa del monitoraggio delle gare nazionali e continentali dei 54 paesi europei. Si tratta, quindi, di un interlocutore primario. Laddove ci sono segnalazioni di anomalie, che non significa automaticamente match-fixing, le inoltriamo subito al Ministero degli Interni e alla Procura Federale. Quando negli anni passati SportRadar si è accorta che qualcosa non andava ci ha avvisati e noi abbiam trasmesso la segnalazione sic et simpliciter agli organi preposti. Non ci siamo affidati al primo che passa, non siam andati dal primo salumaio che trovavamo per strada. Quindi la Lega Pro cosa avrebbe dovuto fare per aumentare i controlli? Tutti si dicono meravigliati ma nessuno dice quali omissioni avrebbe commesso la Lega Pro, ente organizzatore dei campionati.

Riguardo SportRadar credo non bisogna prendere decisioni emotive ma guardare le cose nella loro interezza. Quando saranno noti gli atti di questo processo, decideremo il da farsi. Attenzione però: l’inchiesta è partita da intercettazioni antimafia, il che significa che lo spessore del problema è talmente importante che necessita di capacità d’intervento e d’intrusione in questi meccanismi che non può avere la Lega Pro.

Siamo di fronte a un attacco sistemico della malavita al sistema calcio che si era già manifestato in passato anche in altre categorie: questa situazione ha bisogno di energie importanti e qualificate che solo il ministero degli Interni può dare. Ma da questo ad alzare l’indice accusatore nei confronti della Lega Pro credo ce ne passi…”

Si sente tradito da quei dirigenti e direttori arrestati?

“Intanto bisogna dare la possibilità a queste persone di difendersi dalle accuse mosse: fino alla sentenza bisogna mantenere la presunzione di innocenza. Contemporaneamente mi sento in dovere di ringraziare le forze dell’ordine che ci hanno permesso, con la loro dedizione e il loro lungo lavoro, di scoprire avvenimenti dei quali altrimenti non saremmo mai venuti a conoscenza”.

In tutto ciò anche il suo nome è finito sui giornali sportivi italiani per un presunto caso di favoreggiamento…

“Bisogna stare attenti all’uso che si fa delle intercettazioni a livello mediatico. Un giornalista, quando si trova di fronte a un file poco chiaro, dovrebbe chiamare, se disponibile, il diretto interessato per avere una spiegazione. I media hanno scritto che io sarei onnipotente ma di onnipotente ne conosco solamente uno.

Nella sostanza si vuole ventilare, non in maniera coraggiosa ma subdola, che l’intervento di un dirigente de L’Aquila sulla mia persona avrebbe determinato la sua mancata squalifica. Ma dagli atti ufficiali in possesso della Lega, né l’arbitro, né i due assistenti, né i commissari di campo né la procura federale rilevano un comportamento anomalo da parte di questo signore: non esistendo alcuna segnalazione il giudice sportivo non ha potuto prendere nessuna decisione.

In realtà Di Nicola, che non conosco personalmente, mi contattò per contestare la decisione riguardante la fissazione di una partita, poiché non gli andavano a genio data e orario. Gli risposi che ne avrei parlato con Donati, responsabile dell’agonistica, spiegandogli che non c’era bisogno di protestare sui giornali perché noi eravamo e siamo disponibili con tutti e che questa non era una corsia preferenziale per lui ma un servizio per tutte le società.
Sono tranquillo perché so che quando verrà fatta la discovery delle telefonate precedenti del Di Nicola, si scoprirà quello che ho appena detto.

Questa presunta captatio benevolentiae da parte mia nei confronti del dirigente, inoltre, non ha prova nei fatti: L’Aquila, sia nell’assemblea del 15 dicembre, sia in quella del 16 febbraio sia in quelle successive, ha un comportamento di contestazione della Lega. Un comportamento legittimo che fa capire come non ci sia stato alcun tipo di condizionamento da parte mia.

Ritengo che prima di buttare nel ventilatore fango, bisognerebbe avere la correttezza deontologica di interloquire con il soggetto interessato: qualche suo collega purtroppo non si comporta così e spara sulle persone…
Prima di addossarmi deliri di onnipotenza in prima pagina qualche giornale mi avrebbe potuto contattare e avrei spiegato il tutto senza problemi”.

Dalle carte si scopre come Mauro Ulizio riesca, tramite un appoggio interno alla federazione, a rendere minima la squalifica del figlio Andrea…

“La giustizia sportiva, compresa quella della Lega Pro, fa parte della FIGC. La commissione che riguarda la terza serie è formata dal notaio Pasquale Marino, da un membro dell’AIA e da un rappresentante dell’area agonistica della Lega, Paolo Donati. Anche in questo caso, prima di sparare a zero, non sarebbe stato male richiedere copia degli atti ufficiali. Bisogna ricordare, comunque, che il giudice sportivo prende provvedimenti non in base a quello che vede sul terreno di gioco ma in base a quanto scritto da arbitri e dirigenti arbitrali. A prescindere da ciò, bisognerà indagare a fondo per capire se c’è del vero in tali affermazioni. Condannare la gente senza metterla sotto imputazione è un mestiere troppo facile…”.

E’ un caso che diverse squadre implicate abbiano problemi economici?

“Penso a uno degli ultimi casi di calcioscommesse, in cui furono imputati e arrestati tesserati di Benevento e Cremonese, società notoriamente molto solide. Il problema è che la gola dei soldi prescinde dalla categoria e dalla società. Si tratta di un discorso talmente organizzato in maniera capillare e stabile, non possiam pensare che sia accaduto perché vi erano società e giocatori in difficoltà economiche”.

Tra gli indagati figura anche il presidente della Vigor Lamezia, Claudio Arpaia, presente all’interno della Lega Pro…

“Il presidente Arpaia ha già annunciato che provvederà a sospendere la propria posizione di consigliere di Lega per dare maggior serenità al Consiglio Direttivo e per potersi difendere in maniera adeguata”.

Dalla giustizia ordinaria a quella sportiva: eventuali penalizzazioni e retrocessioni a tavolino entro quali termini dovranno essere decise?

“Le iscrizioni devono essere completate entro il 30 giugno, per poi dare il tempo di attuare eventuali ripescaggi. Credo che entro un mese servirà arrivare ai gradi di giudizio sportivi necessari per emettere verdetti esecutivi. Ma non spetta a me dettare i tempi della giustizia”.

fonte: tuttolegapro

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