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5 Dicembre 2021
Serie B

Cosenza, Roselli: “Ci teniamo alla Coppa. Il Como è una squadra di spessore”

E’ la vigilia dell’andata della finale di Coppa Italia di Lega Pro tra Como e Cosenza. In casa silana, tramite il sito ufficiale della società, ha parlato il tecnico Giorgio Roselli. Il trainer ex Cremonese ha analizzato l’intera situazione a trecentosessanta gradi, ecco le sue parole: “Siamo molto concentrati, attenti. Ci teniamo molto alla Coppa e per fortuna stiamo attraversando un periodo fantastico che ci consente di mettere, solo per un po’, da parte il campionato. Ma sarà il campo, come al solito, a dire se sono stato bravo ad infondere alla squadra la capacità di non perdere la lucidità e l’attenzione necessarie per fare bene. Non ho mai applicato un vero e proprio turn over, salvo che per il ruolo di portiere. E’ normale che affrontando impegni ravvicinati ho permesso a qualche giocatore di recuperare non impiegandolo dall’inizio. Dobbiamo fare a meno dei due lungodegenti Sperotto e Serpieri e degli squalificati Corsi e Fornito. Purtroppo si è aggiunta anche l’assenza di Cori. Certo sarebbe stato meglio averli a disposizione. Ma anche questa volta non cambia una virgola, tolti i due ragazzi che sono con noi e Magli, che è appena rientrato, tutti hanno le stesse possibilità di scendere in campo. Come al solito affrontiamo una partita per volta e domenica abbiamo l’Ischia”.

E sulla compagine lariana, spiega: “E’ in piena corsa play off, ha una rosa molto ampia e giocatori di spessore. Un bravo allenatore che sa sfruttare la quantità e la qualità dell’organico cambiando spesso, anche in corsa, per essere ancora più competitivo. Anche per questo per noi sarà un po’ più difficile del solito. Ci sono tante variabili. Non ho dubbi, latitudine e longitudine nel calcio non contano. Certo ci sono differenze che riguardano il calore della gente, l’attenzione dei media, le presenze allo stadio o il modo di vivere il calcio. Ma in campo, escluse le poche eccezioni, le squadre si equivalgono e vince chi fa meglio le tre fasi del gioco. Tempo fa, qualche dirigente che voleva che allenassi al sud si stupiva che non l’avessi mai fatto e forse pensava fosse un difetto. Non mi sembra di esser andato così male”.

fonte: tuttolegapro

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