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4 Dicembre 2021
Blog Cuore Rossonero

Savoia spuntato ma Papagni è una volpe, occhio al contropiede

DI PEPPINO BALDASSARRE – “PER CRUCEM AD LUCEM” doveva essere e “PER CRUCEM AD LUCEM” è stato! Alla Vigilia De Zerbi aveva chiesto la vittoria ai suoi, ben sapendo che, al primo pareggio casalingo, si sarebbe spezzato il sogno. La squadra, pur rimaneggiata, lo ha accontentato vincendo e dilagando. E’ vero che è meglio vincere sei volte 1-0 che una volta 6-0 ma saremmo dei bugiardi se rinnegassimo la grande gioia della mezza dozzina di reti. Il FOGGIA ne segnò 6 al Paternò subendone uno il 23 novembre 2003 con tripletta di Del Core, doppietta di Da Silva e gol di Brutto, stesso risultato a Castel Rigone il 29 marzo 2014 con tripletta di Cavallaro e doppietta di Giglio ma per ritrovare un 6-0 casalingo dobbiamo ritornare indietro di 60 anni al 16 ottobre 1955 FOGGIA-L’Aquila 6-0 con doppiette di Colombo e Bartolini.

Nonostante la roboante vittoria c’è poco da festeggiare, matematica salvezza a parte sempre più vicina con +21 ad 11 giornate dalla fine con la quasi impossibilità di Melfi e Messina di arrivare a 46 punti. La spada di Damocle rimane: al primo punto perso in media inglese il sogno finisce. Quindi pensiamo al Savoia che assieme alla Reggina sul campo ha ottenuto meno punti di tutti. Domenica per 70 minuti ha resistito alla Salernitana prima di subire una rete in fuorigioco di rientro. A volte le squadrette, dopo una prestazione maiuscola non surrogata da punti in classifica, si scoraggiano e crollano la settimana dopo, altre volte prendono coraggio da una prestazione del genere e danno una svolta al loro campionato. Le certezze sono due: primo, in casa hanno segnato meno dell’Aversa; secondo, Papagni non è uno sprovveduto. Fuori casa Papagni rende di più ma, contro il FOGGIA sicuramente Papagni privo dello squalificato Scarpa giocherà per il punto optando per una tattica da trasferta, bloccando il FOGGIA a centrocampo, tagliando i viveri per il tridente e cercando il contropiede, in fondo un paio di occasioni da rete fisiologicamente in casa pure il Savoia se le procura. Il FOGGIA deve stare molto attento, quindi, a meno che non riesca a sbloccare il risultato, a metterlo al sicuro e a fare allenamento per Catanzaro ma qui siamo al confine tra i nostri desideri e l’utopia pura.

Tornando alla mezza dozzina rifilata all’Ischia, prima di celebrare quell’ora di gloria, riconosciamo i nostri peccati della prima mezz’ora. Mentre De Zerbi si irritava nell’area tecnica, mentre il FOGGIA regalava giri di lancetta di orologio agli isolani palleggiando in orizzontale con l’unica differenza che Minotti, in luogo di Quinto, agiva sì da metodista ma a centrocampo e non schiacciandosi sulla difesa, mentre l’Ischia chiudeva a tripla mandata le fasce laterali portando ben 3 maglie gialle per ognuna di esse e soffocando le incursioni in velocità atte a saltare l’uomo dei rossoneri (rossoneri solo davanti), noi in tribuna pensavamo che il FOGGIA si stesse consumando come una candela e che senza tiri in porta non avremmo potuto mai vincere, a meno che l’improduttivo tiki-taka non avesse avuto repentine accelerazioni e cambi di passo tali da poter sbloccare il risultato. L’unico ad avere la giusta chiave di lettura è stato Cavallaro, prima con un tiro fuori bersaglio, poi con una caparbia azione che ha procurato il calcio di rigore che ha dato il là ad una prestazione fantastica, con tanto di reti scaturite anche da palla inattiva con schemi precisi e memorizzati definitivamente.

Un trionfo, una battaglia vinta ma la guerra continua ed il Savoia ci aspetta scalzo…senza Scarpa, mentre il FOGGIA sarà privo di Agnelli. Ormai ad ogni partita De Zerbi non stila da solo la formazione da mandare in campo ma si avvale della collaborazione del Giudice Sportivo. Però la mossa vincente è sempre la sua. Decidere di non privare il centrocampo di D’Allocco è stata la mossa vincente contro l’Ischia. A Torre Annunziata toccherà ancora a D’Allocco cantare e portare la croce assieme a Minotti per compensare l’assenza di Agnelli. Il rientro di Quinto, Gigliotti ed Agostinone, di certo, darà più sostanza al FOGGIA. Ricordando ancora la mezza dozzina, con tutta la buona volontà e le giuste normative FIFA non possiamo assegnare la rete al buon Bencivenga mentre alla prima marcatura arrivano Potenza e Grea (non male preparazione ed esecuzione), sì, è vero, l’Ischia era in dieci ma con Bollino e Sicurella in campo l’equilibrio era stato ricomposto. Con l’ingresso di Potenza e Grea nella classifica marcatori di sempre dovrebbero essere 513 coloro i quali hanno segnato col FOGGIA in campionato. Quanto al tridente, Sarno ha fatto benissimo a mettere in rete un pallone che, ogni qualvolta rivediamo l’immagine, sembra più destinato al palo che alla rete. Stessa cosa fece Roy a Napoli su tiro di Pier Paolo Bresciani. Per Vincenzino è la rete numero 7 assieme ai centrocampisti Zanchetta, Camozzi, Pazienza e Bergamaschi, ai difensori Petruzzelli, Pidone, Petrescu e Valadè, agli attaccanti Iorio, Ulivieri, Mandelli e Colacone. Iemmello sale ad 11 reti, 90° posto con Del Neri, Cantoro, Baldini Gian Luca, Da Silva ed i mitici capitani De Brita, Rinaldi e Carannante. Meglio di tutti i contemporanei è Cavallaro, 24 reti, 28° posto con Pier Paolo Bresciani, Michele Catalano, Geraci, Silvestri e Stornaiuolo.

Al primo punto perso in media inglese finisce il campionato, la roulette russa continua, con l’Ischia è andata benissimo, ora altro giro di tamburo sperando che la rivoltella faccia ancora cilecca e che come all’andata ci sia l’Indietro Savoia!

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