14.9 C
Foggia
26 Ottobre 2021
Serie B

Messina, ds Pagni: “Rajcic ci piace. Un acquisto per ogni cessione effettuata. Vi svelo i nostri progetti di mercato…”

Da quindici anni opera nel mondo del calcio come direttore sportivo. Un’esperienza durata già tre lustri e ricca di successi. Dal doppio salto dalla Serie D all’allora C1 con il Vittoria, passando alla cavalcata trionfale dall’Eccellenza alla cadetteria con il Gallipoli fino ai successi ottenuti con il Sorrento di Gambardella e la Salernitana di Claudio Lotito. Football addicted, lo definirebbero gli inglesi per la conoscenza a trecentosessanta gradi del mondo del pallone. Pedigrèè illustre che assume connotati ancor più brillanti considerata la giovane età del dirigente in questione. Appena trentanove primavere sulle spalle per Danilo Pagni che, dopo l’esperienza di talent scout al Chievo (portò in gialloblù Francesco Acerbi e segnalò l’attuale juventino Romulo), è ripartito dal Messina. A volerlo fortemente con sè il presidente peloritano Pietro Lo Monaco. Il rapporto fra i due è cementato nel tempo. Insieme vogliono riportare in auge il club giallorosso. Il dirigente originario di Castrovillari ha fatto il punto sul mercato messinese in esclusiva per TuttoLegaPro.com.

Siete già alla ricerca dell’erede di Bjelanovic?

“Cercheremo di prendere una punta per sostituire Bjelanovic, che ha scelto di rescindere a causa di un serio problema familiare”.

Come opererete sul mercato?

“Dovrà corrispondere un’uscita ad ogni entrata: sono queste le direttive del presidente Lo Monaco, affinchè il budget prestabilito non venga sforato e non si vadano ad appesantire le casse della società”.

Può partire Gaeta? Si parla dell’Ischia…

“Sì, è un calciatore in uscita e dovrebbe accasarsi altrove a gennaio”.

In entrata cosa serve al Messina per completare l’organico?

“Siamo alla ricerca di un esterno mancino che possa alternarsi con Daniele Donnarumma e di un centrocampista di piede sinistro”.

Come procede la convivenza con Pietro Lo Monaco?

“In questi giorni abbiamo impostato e stilato un progetto tecnico ed economico in piena sintonia con Lo Monaco. Siamo in simbiosi su tutto…”.

Per la mediana le piace Ivan Rajcic?

“Rajcic è adatto e pefetto per un centrocampo a tre, lo stiamo monitorando. La stima nei confronti del calciatore c’è, ma da qui a chiudere una trattativa ce ne corre…”.

Sarebbe un colpo importante…

“Siamo vigili, ma non possiamo nè vogliamo illudere la piazza: non serve fare voli pindarici, meglio essere realisti e concreti”.

Vi manca almeno una punta per restare alla teoria dei vasi comunicanti, ovvero un acquisto per ogni partenza. Bjelanovic non c’è più…

“Sono già state intavolate quattro trattative per l’attacco, ma non è semplice coniugare parametri tecnici ed economici. Bisogna trovare la soluzione ideale per quattro parti: calciatore, club acquistante, società cedente e procuratore”.

Ci svela l’identikit della punta che vorrebbe?

“Un centravanti che rientri nell’età media. Posso dirle che attualmente milita in Lega Pro…”.

Un nome è quello di Valerio Anastasi del Monza, anche se la concorrenza è folta…

“Anastasi è un ottimo giocatore. Sappiamo che ha tante richieste, ma è del Chievo al quale mi legano buoni rapporti. Vedremo…”.

Domenica ha vissuto la sua prima gara da dirigente peloritano: che idea nutre dell’attuale Messina?

“Parliamo di una squadra che non vince da nove settimane. Ho riscontrato la conferma dell’impressione che avevo dall’esterno, ovvero che sia una squadra ben organizzata e che non si fa sorprendere. Una formazione solida e compatta fra le linee, ma troppo ordinata. Mancano i giocatori con i guizzi di imprevedibilità ed in grado di cambiare il volto della gara con una giocata estemporanea”.

Obiettivi?

“In campionato la situazione è molto difficile e la classifica decisamente corta. Dobbiamo conquistare la salvezza”.

Lei ha avuto a Verona un grande maestro di calcio come Giovanni Sartori. Ora si ritrova come patron un importante direttore come Pietro Lo Monaco. Un vantaggio o c’è il rischio di subìre pressioni?

“Lo Monaco è un proprietario. Adesso è diventato presidente: se ha scelto me fra tanti direttori significa che conosce bene le mie qualità e caratteristiche. Da buon manager ha fatto le sue valutazioni prima di prendere la decisione di assumermi. Tutti sanno che non sono uno yes-man e l’ho dimostrato anche a Salerno con Lotito e in passato con tanti altri presidenti importanti come Barba, Gambardella e Campedelli. Con Lo Monaco siamo legati da un rapporto profondo di stima e conoscenza, che dura da parecchi anni. Mi ha accontentato sul contratto e su tutto. A testimonianza di come credesse nel direttore Pagni e nelle mie idee di calcio. Sono un uomo dalla schiena dritta ed indipendente, non scendo a compromessi e l’ho dimostrato in questi anni, anche nelle mie ultime esperienze professionali. Con Lo Monaco in passato abbiamo condotto tante operazioni insieme, ci conosciamo bene…”.

fonte: tuttolegapro

Potrebbero interessarti:

Lecce, il saluto di Pagliari: “Grazie ai tifosi salentini per la splendida ospitalità”

La Redazione

Casertana, Agresta ha lasciato il ritiro

La Redazione

Paganese, D’Eboli: “La priorità è la riconferma di Sottil”

La Redazione