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Foggia
19 Ottobre 2021
Serie B

Lega Pro…tagonisti: Melfi

Al tempo dei miei esordi, il pensiero dominante, quando salivo sul ring, era il seguente: “Ormai sono qui dentro e non posso fuggire, tanto vale che dia il massimo. Non avevo paura, ma la mia carica agonistica era alle stelle. Cercavo di essere vigile, prestando attenzione a non commettere errori. Imparai gia da allora ad ascoltare l’allenatore all’angolo. Sul ring avevo l’impressione di essere diviso in tante parti – occhi, orecchie, braccia, gambe, pugni – che agivano all’unisono, coordinate dal cervello. Andavo a combattere con una mentalita vincente: l’avversario non era fondamentale, importava la prestazione sportiva. Usavo prevalentemente la tecnica di evitare i colpi dell’altro. Tentavo di capire le sue possibili mosse, guardandolo dritto negli occhi, allo scopo di poterlo anticipare nei pugni. Se il mio rivale non aveva coraggio di sostenere lo sguardo, capivo che mi temeva e questo, psicologicamente, mi metteva in una posizione di forza. Questa tattica mi veniva naturale già allora, ed era condivisa e incentivata da Ghelfi, il quale mi ha sempre incoraggiato. Grazie ai suoi insegnamenti, alla mia grinta e all’esempio di Loris, sono riuscito a raggiungere un posto d’onore nella boxe nazionale. Inoltre, ero esaltato dall’atmosfera leggendaria che respiravo alla Libertas: ogni volta che entravo in palestra, restavo ad ammirare le vecchie fotografie in bianco e nero dei grandi campioni del passato. La sicurezza e l’euforia che provavo, erano paragonabili a quelle vissute in una famiglia che ti circonda di calore e di affetto. Come pugile, ritenevo che quelle erano le mie radici e ciò mi dava la certezza di non essere un improvvisato. Ho amato subito la boxe perche nell’ambiente riminese ho avuto l’impressione di essere il discendente di una grande stirpe sportiva, con il peso della tradizione alle spalle. Tutto questo, anzichè spaventarmi, mi ha invece esaltato. La palestra scura e fumosa, l’odore che vi regnava, il suo decadimento mi sono sempre piaciuti”. (Maurizio Stecca, ex pugile)

Ultimo appuntamento del 2014 con i “Lega Pro…tagonisti” di TLP, lo spazio che il venerdì mattina viene dedicato a tutto il bello e positivo che ci riserva la Lega Pro e non solo. Vogliamo cogliere l’occasione per fare gli auguri a tutti i lettori di buone feste. La rubrica tornerà la prima settimana di gennaio 2015.

> Melfi:

Ha atteso dodici giornate per conquistare i suoi primi tre punti nella Lega Pro unica (2-0 alla Reggina l’8 novembre scorso), però il Melfi continua a stupire tutti e con una rosa giovanissima anche quest’anno sta combattendo per restare nel calcio che conta. D’altra parte lo fa da dodici anni a questa parte e non intende mollare proprio sul più bello. Il Melfi rappresenta quel calcio piccolo fatto con sacrifici che ci fa tornare alla mente ancora una volta Costantino Rozzi, capace di costruire squadre con pochi soldi e ottenere salvezze miracolose ogni anno. La dirigenza gialloverde nel suo piccolo sta seguendo il solco di uomini di calcio come il compianto presidente dell’Ascoli.

MELFI IN FIORE

fonte: tuttolegapro

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