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Foggia
19 Ottobre 2021
Foggia Calcio

Il prossimo avversario. Notizie da Castellammare

I convocati per il Foggia. C’è Polak

Al termine dell’allenamento di rifinitura, svolto questa mattina presso lo Stadio “Romeo Menti”, il tecnico Giuseppe Pancaro ha reso nota la lista dei nr.20 calciatori convocati per il match Juve Stabia – Foggia, valevole per la 13^ giornata del campionato di Lega Pro unica Girone C, in programma sabato 15 Novembre, con inizio alle ore 16.00, presso lo Stadio “Romeo Menti” di Castellammare di Stabia.
Assente lo squalificato Cancellotti.

Portieri: Fiory, Pisseri.

Difensori: Bacchetti, Contessa, Jefferson, Liotti, Migliorini, Polak, Romeo.

Centrocampisti: Bombagi, Caserta, Gammone, Jidayi, La Camera, Osei.

Attaccanti: Di Carmine, Gomez, Nicastro, Ripa, Vella.

fonte: resport

Continua il progetto: Juve Stabia “solidale”

S.S. Juve Stabia rende noto che, anche per questa stagione calcistica, continua il progetto “Juve Stabia Solidale”, la campagna di iniziative di beneficenza alla quarta stagione di attività. In occasione della gara Juve Stabia – Foggia, in programma domani 15 novembre allo stadio Romeo Menti, e per le restanti gare casalinghe delle vespe, saranno riservati tagliandi omaggio a dei tifosi speciali. Si tratta dei ragazzi e delle ragazze de “L’Aliante”, associazione che dal 2000 si occupa dei diversamente abili, garantendo ai propri iscritti il riconoscimento dei diritti sanciti dalle leggi in vigore e lottando quotidianamente affinché le condizioni di vita dei propri assistiti e delle loro famiglie possano migliorare.
L’associazione “L’Aliante” si trova a Castellammare di Stabia in via Martucci, nei locali dell’omonima scuola, dove ogni pomeriggio si svolgono laboratori paideutici e attività ludiche, grazie all’impegno di encomiabili volontari che dedicano tanta passione e amore a questo progetto solidale. “Il ritorno de L’Aliante al ‘Romeo Menti’ – dichiara il direttore generale Clemente Filippi – ci fa molto piacere, siamo felicissimi di poterli ospitare e di avere il loro sostegno nelle partite casalinghe. Ai responsabili de ‘L’Aliante’ vanno i ringraziamenti da parte di tutta la S.S. Juve Stabia per l’impegno profuso in questo settore. Li invitiamo a continuare così, portando avanti con determinazione il loro progetto , che condividiamo totalmente attraverso la nostra iniziativa ‘Juve Stabia Solidale’”.

fonte: resport

Logiudice: “La Juve Stabia deve giocare senza mai abbassare la guardia”

“In questo campionato non si può abbassare la guardia. Lo hanno dimostrato gli ultimi dieci minuti di Ischia e così gare facili possono diventare improvvisamente difficili. Le gare durano 95 minuti. Questo di serie C è un campionato difficilissimo. Puoi perdere contro chiunque”. A parlare è Pasquale Lo Giudice direttore sportivo della Juve Stabia. Sabato al “Menti” arriva il Foggia che ha ripreso a correre e poi i tre derby consecutivi con Aversa Normanna, Savoia e Salernitana. “Alla fine di questo ciclo sapremo chi siamo” avverte Logiudice. E poi aggiunge: “Noi dobbiamo continuare a ragionare come abbiamo fatto fino ad oggi affrontando ogni gara con la determinazione giusta, con la fame negli occhi come se fosse una finale e guai a commettere l’errore di guardare i nostri avversari dall’alto verso il basso. Significherebbe che stiamo sbagliando tutto. Il Foggia è una squadra importante ha perso solo a Benevento e nelle ultime cinque gare ha fatto gli stessi punti del Lecce 13.
Per noi sabato è una gara fondamentale. Noi dobbiamo far ragionare la squadra. E’ il gruppo la nostra forza rispetto ad altre squadre noi non abbiamo il giocatore specifico capace di risolvere la gara da solo. Abbiamo calciatori di esperienza importanti e giovani che si stanno mettendo in mostra. E’ il giusto mix per fare bene e arrivare fino in fondo. Quale sarà il traguardo non lo sappiamo ancora. Certo quando Polak e Lepiller saranno pronti e il mister deciderà di impiegarli ci potranno dare una grossa mano. Ma anche loro devono sapere che mister Pancaro ha costruito la Juve Stabia attorno a un gruppo con il motto tutti a disposizione della squadra e la squadra a disposizione del singolo. E questo deve continuare ad essere il nostro modo di andare avanti e sabato contro il Foggia la concentrazione deve essere massima perché loro sono una squadra difficile e poi hanno il giovane attaccante Iemmello che sta facendo un gran bene. La Juve Stabia però non può farsi sfuggire l’occasione di continuare nella striscia positiva”.

fonte: resport

Gaetano Fontana: “Mi hanno frainteso. A Castellammare e a Nocera solo episodi isolati”

Nessuna accusa, ma solo un semplice ricordo. Attraverso TuttoLegaPro.com l’ex allenatore della Nocerina ed ex calciatore della Juve Stabia, Gaetano Fontana, ha voluto circostanziare meglio quanto affermato alla Gazzetta dello Sport in edicola martedì in relazione ai fatti di Salerno e ad altre vicende che lo hanno visto protagonista in negativo per colpe che non ha. I riferimenti sono soprattutto alla retrocessione in C2 della Juve Stabia patita nel 2000, e all’episodio di Salernitana-Nocerina risalente all’epoca in cui era l’allenatore dei molossi.

“Mi sono assunto la responsabilità di ciò che ho dichiarato – commenta Fontana – Lungi da me andare a criminalizzare una città intera quando la colpa è di una minima frangia di persone che vanno a rovinare loro stessi l’immagine della propria città. L’intervista consisteva in sessanta righe estrapolate da una chiacchierata di due ore, quindi per esigenza di spazio sul giornale il mio intervento è stato contenuto nelle sessanta righe. Ho avuto modo di ascoltare anche dopo il giornalista della Gazzetta, e lui ha fatto il suo lavoro in maniera egregia. Giustamente sono stati evidenziati dei passaggi che corrispondono all’attualità: non penso che ci sia nulla di male quando si dice che ancora una volta alcune persone (come è successo a Torre Annunziata) fanno levare le maglie ai calciatori, non so per quale motivo. Comunque l’episodio che ricordai riguardava i play-out della stagione 1999-2000, quando retrocedemmo contro l’Atletico Catania, quell’episodio durò una settimana, circa dieci giorni. La squadra stessa foraggiò il trasferimento di ritorno a una compagnia di trasporti perché non potevamo rimanere lì, e i tifosi catanesi che avevano saputo cosa era successo ci portarono da mangiare nella zona dell’antistadio, perché si era fatto tardi. Al ritorno ci fu una fase concitata, fu legittima l’esternazione di una delusione sportiva perché non doveva andare oltre. Qualcuno dei tifosi stabiesi mi rivolse una frase colorita, che confermo, ma tutto rimase lì. Il problema che pongo io è questo, se bisogna criminalizzare chi pone in essere questi comportamenti o chi li denuncia. Purtroppo quando una persona mi accusa di essere un mercenario e di essermi venduto le partite, si subisce tutto in silenzio, quando invece c’è qualcosa che riguarda pochi tifosi si grida allo scandalo. Sono stato anche ospite a Castellammare in occasione di una rassegna che celebrava il novantesimo compleanno del presidente Fiore, sono arrivato lì anche io e sono stato osannato, e a distanza di molti anni è arrivata una delegazione dei tifosi organizzati per chiedermi scusa di quello che avevano fatto o pensato all’epoca”.

E in relazione all’esperienza con la Nocerina cosa ci dice?

“Quella fa parte di un percorso, io ho dei ricordi belli e brutti. Io non criminalizzo Nocera, perché avemmo problemi con una parte della tifoseria. Ho ripetuto che ci sono stati dei Daspo, ma sono stati emessi a colpo sicuro perché non ci sono stati confronti della polizia con il sottoscritto e con la squadra, quindi nessuno ha incolpato gli altri. Noi facemmo presente che non c’erano le condizioni ideali per giocare la partita, ma dico questo perché volevo che si preservasse la regolarità del campionato. Quando la Procura federale ci ha interrogato e ha chiesto se conoscessimo i motivi per i quali la bara di Guido era aperta o meno (parlo di quel tifoso nocerino che era stato assassinato), io non ho mai pensato che lui facesse parte di una cosca mafiosa, ma sapevo che era un tifoso normalissimo che veniva a vedere gli allenamenti, è stata chiesta una delegazione così come tante volte, quando era necessario per un caso particolare. Mi auguro di continuare a fare l’allenatore, ma se qualcuno si scandalizza per ciò che io dico, sarebbe giusto spostare l’attenzione verso chi commette delle azioni, perché queste azioni portano a delle conseguenze”.

Sono situazioni che si trovano dappertutto.

“Infatti, io parlo dell’Italia intera. Parlo di esperienze mie personali e ho la possibilità di parlarne senza filtri, ma siccome sono un figlio del Sud mi piacerebbe vedere determinati atteggiamenti da un popolo che è sicuramente passionale, ma che a volte per la troppa passione va a finire oltre. Le conseguenze poi sono brutte per chiunque, ho delle responsabilità come gli altri, e la mia responsabilità è di non aver avuto la forza necessaria per bloccare la partita della Nocerina. Avrei voluto giocarla, ma in quel momento le condizioni non c’erano. Se si vuole migliorare, non bisogna criminalizzare chi ha la forza di evidenziare alcuni aspetti che ci sono. Evitiamo di fare gli struzzi: se a uno dà fastidio quello che dico, non deve colpevolizzare me che parlo, ma andare a prendersela con chiunque mette in essere delle azioni negative per la propria città”.

Rifarebbe tutto ciò che ha fatto a Salerno?

“Io accolgo il suggerimento di mister Ulivieri: a posteriori è facile, ma queste esperienze servono per imparare. Bisogna andare in campo se si è nelle condizioni giuste per fare le cose in maniera tranquilla, ma siccome le condizioni non c’erano io ho chiesto aiuto a tutti. L’unica cosa che non farei è scendere in campo, perché le condizioni per giocare una partita regolare non esistevano”.

Perché vi sentite ostaggi del tifo?

“Parlavo in generale: ci sono state anche altre azioni dopo Nocera e non hanno avuto lo stesso clamore a livello di sanzioni. In Napoli-Fiorentina a Roma c’è stato un colloquio tra Hamsik e il tifoso napoletano, con una trattativa; a Roma fu sospeso il derby… Ci sono stati casi a iosa, ma non c’è stata mai una presa di posizione contro certe situazioni. Purtroppo sembra un campo franco nel quale tutti possono fare tutto, ma non deve essere così: se si vuole dare un senso al cambiamento bisogna agire. Nel caso della Nocerina ho pagato io che non ho commesso nessun illecito e sto pagando con tre anni e mezzo di squalifica, quando la storia mi ha insegnato che nel calcio gli illeciti sono altri”.

Perché dice che con la Nocerina poteva succedere di peggio rispetto a Castellammare? Per il calcio non è mai morto nessuno in fondo…

“Sì, è vero: una prova certa di quello che sarebbe potuto accadere e non è stato, non ce l’abbiamo. Si sta parlando di eventualità. Ma c’è anche un altro aspetto, che non posso prendermi delle responsabilità per la vita degli altri. Il mio timore era che la squadra in quel momento era scossa, non era nelle condizioni di giocare e mandarla in campo mi sarebbe sembrato un illecito perché dal punto di vista sportivo si sarebbe configurato un caso di slealtà. Io chiesi aiuto a chiunque potesse darlo, al questore, al vicepresidente della Lega, e non sapevo a chi altro potermi rivolgere. Speravo anche che la gara venisse spostata di sede o in un altro giorno, ma per tutelare la squadra e la regolarità del campionato: andando in campo in quelle condizioni non potevamo garantire la regolarità del campionato”.

Il ricordo migliore della Nocerina?

“Sicuramente quello di aver dato un supporto ai giocatori per superare quel periodo negativo. I ragazzi mi hanno dato la fiducia e hanno lavorato sulle cose dove si poteva lavorare. Il risultato è stato la conseguenza di quel lavoro. E dal punto di vista emozionale non posso nascondere che quando facevamo fatica all’inizio nel fare risultati, la Curva ci incitava fino all’ultimo secondo. Sono cose che mi porterò dietro per i tifosi della Nocerina”.

Come sta trascorrendo il tempo ora?

“Grazie alla piattaforma di Sportube.tv ho la possibilità di vedere delle partite di Lega Pro, sto approfondendo gli studi e sto creando anche dei corsi per quelle che sono la comunicazione efficace, la motivazione e come si costruiscono degli obiettivi. È un ramo che è complementare col lavoro che andrò a fare. A parte questa parentesi, prima o poi dovrà finire. Sarò sicuramente in sella e mi presenterò più determinato di prima”.

Chi può arrivare primo nel girone C della Lega Pro?

“Sto seguendo con attenzione questo campionato, sono tante le squadre accreditate. Il Lecce ha avuto un inizio difficile e sta riprendendo la marcia, il Benevento sta facendo un grande campionato, e mi auguro che il Catanzaro venga fuori. Ma devo riconoscere che pure la Juve Stabia sta facendo bene, mi auguro che le venga restituita la categoria che già meritava appieno di disputare”.

La Nocerina è in Eccellenza ed è a ridosso della zona play-off, la segue ancora?

“Sì, fa parte di un pezzo della mia vita. Ormai bisogna anche cercare di guardare avanti: se uno pensa a quello che è stato non va avanti. Io guardo tutte le squadre dove sono stato, quindi almeno la domenica cerco di informarmi sui risultati, Nocerina compresa: sono piazze che potenzialmente dovrebbero stare più in alto”.

I tifosi nocerini vorrebbero muoversi in massa per andare fuori casa, ma le trasferte vengono sistematicamente vietate per motivi di ordine pubblico, allude anche a questo quando dice che certe categorie non fanno per Nocera?

“E’ una passione che è il motore trainante di ogni squadra e di ogni città, ma se questa viene portata in maniera sana e produttiva. Se però le conseguenze sono drammatiche per tutti, è meglio non metterla in pratica. Ho la speranza che quello che è successo non si ripeta più, perché il brutto della vicenda va a macchiare la storia di una città che non è colpevole”.

fonte: tuttolegapro

Di Somma: “Nessuno tocchi la tifoseria gialloblù. Fontana dovrebbe vergognarsi, sono stato suo allenatore e…”

Continuano a destare scalpore le dichiarazioni di Gaetano “Jimmy” Fontana. L’allenatore ex-Nocerina, squalificato per 42 mesi a seguito del derby farsa fra molossi e Salernitana, di recente ha rilasciato un’intervista in cui, fra l’altro, ha rivelato di un episodio che gli sarebbe occorso durante la sua militanza nella Juve Stabia: “Quando giocavo a Castellammare, i tifosi stabiesi mi minacciarono di tagliarmi la testa”. Una dichiarazione pesante che scatenato l’indignazione del popolo stabiese, sempre più spesso costretto a fare i conti con il pregiudizio di chi, come Fontana, nella città delle acque ha raccolto unicamente affetto ed ammirazione. Per far luce sulla vicenda, la redazione di TuttoJuveStabia.it, ha contattato l’ex-direttore sportivo delle vespe Salvatore Di Somma. Stabiese doc, e da sempre protagonista con i colori gialloblu, il dirigente, attualmente in forza al Benevento, si è detto amareggiato per le parole di Jimmy Fontana: “Da cittadino e sportivo stabiese mi sento profondamente offeso dalle accuse mosse dal Sig. Fontana. Con la maglia gialloblu ho fatto il mio esordio nel mondo del calcio nel lontano 1965, successivamente sono tornato numerose volte alla Juve Stabia come allenatore prima e come direttore sportivo poi. Insomma conosco molto bene questa tifoseria e di sicuro, negli anni, si è sempre contraddistinta per l’elevato grado di civiltà dei suoi componenti. Qualcuno potrebbe pensare che la piazza stabiese si sia civilizzata dopo il ritorno in Serie B, ma personalmente la penso diversamente: ricordo in particolare l’episodio dello spareggio salvezza contro l’Acireale (stagione 2005-06 ndr) e non posso che pensare ai 1500 supporters che ci seguirono fino in Sicilia per sostenerci ed incitarci. Fu un momento commovente, al pari di quello relativo alla promozione del 2011”. Ma non è tutto, perchè Di Somma negli anni in cui Fontana era alla Juve Stabia, sedeva proprio sulla panchina gialloblu: “Parliamo di un calciatore che faceva il bello e il cattivo tempo dentro e fuori il rettangolo verde di gioco, andando a sindacare anche sull’operato del proprio allenatore e decidendone le sorti. E pensare che, proprio Fontana, che ritengo uno dei protagonisti in negativo della retrocessione in C2 dello Stabia nel 1999/2000, dovrebbe ricordarsi bene che a Castellammare non ha ricevuto altro che affetto e tanta stima da parte dei propri tifosi. Altro che minacce, dovrebbe vergognarsi!”. Una faccenda che dunque farà discutere ancora a lungo la piazza stabiese che, di fatto, riceve l’ennesima pugnalata al cuore da parte di chi, come Fontana, è sempre stato un beniamino del popolo gialloblu: “Penso di rappresentare il pensiero di tutti i miei concittadini e dei tifosi stabiesi quando affermo di sentirmi deluso da questo tipo di dichiarazioni. Quella stabiese è stata e sarà sempre una delle tifoserie più civili d’Italia ed io non permetterò a nessuno di infangarla”.

fonte: tuttojuvestabia

Mister Fontana all’attacco: “Fatti di Salerno? In campo per i contributi ma noi ostaggio dei tifosi. Alla Juve Stabia hanno minacciato di tagliarmi la testa…”

Tutto d’un fiato, con tanta rabbia mista a rassegnazione. Di chi si sente capro espiatorio di un sistema ingiusto. Gaetano Fontana, squalificato per 42 mesi dopo i “fatti di Salerno” (Leggi QUI) si è raccontato alla Gazzetta dello Sport, lanciando accuse pesanti verso il tifo organizzato in generale e, in particolare, quello campano. Queste le sue durissime parole. “Mi hanno proposto un anno e mezzo. Ma perché dovevo patteggiare? Io non ho fatto illeciti. Quel giorno ero squalificato, non sono andato in campo, negli spogliatoi o in panchina, non comunicavo al telefono. Ero in tribuna e mi hanno dato 3 anni e 6 mesi. Quando i tifosi hanno saputo che la trasferta gli era vietata non volevano che andassimo a giocare. Dopo pranzo erano in 300 e non volevano farci salire sul pullman. Così a Salerno abbiamo parlato con il questore e telefonato a Ghirelli della Lega Pro per chiedere aiuto, non si poteva giocare. Per motivi di ordine pubblico hanno detto no e negli spogliatoi è stato deciso tutto con l’ad Citarella e il ds Pavarese, immagino. La società sapeva che se non avesse giocato avrebbe perso i contributi della Lega Pro. Ho letto che al Savoia i tifosi hanno costretto i giocatori a lavare le maglie, Quando ero alla Juve Stabia negli spogliatoi hanno minacciato di tagliarmi la testa. Se avessimo giocato a Salerno, come saremmo tornati a Nocera? Siamo stati ostaggio dei tifosi come nella finale di Coppa Italia a Roma. Cambiano presidenti, allenatori e giocatori, ma i tifosi trovano terreno fertile, sanno che a loro tutto è concesso e si scatenano. Le forze dell’ordine, con tutti i problemi che ci sono, si devono preoccupare di loro?”.

fonte: tuttolegapro

Conferenza Stampa

Samuel Di Carmine ha parlato nella consueta conferenza stampa del martedì, commentando la vittoria ottenuta dalla Juve Stabia ad Ischia: “Sono stati tre punti fondamentali, abbiamo trovato il gol nella ripresa e, una volta sbloccato il match, abbiamo vinto lottando su ogni pallone fino all’ultimo minuto di gioco”. Per l’attaccante anche un gol annullato: “Non comprendo perché mi sia stato negata la rete del 3-0, ora spero di segnare sabato contro il Foggia. Devo essere bravo ad allenarmi sempre con grande impegno, per farmi trovare pronto. Ci attende una partita difficilissima, ma giocheremo per fare risultato. È troppo importante per noi e per i nostri tifosi”.

Anche Samuele Romeo è felicissimo per la vittoria nel derby: “Nonostante le condizioni del terreno di gioco, abbiamo segnato due gol e in realtà avevamo realizzato anche il terzo, che era assolutamente regolare. Siamo molto contenti di quello che abbiamo fatto”. Sabato arriva il Foggia: “Affrontiamo una buonissima squadra, ma dobbiamo pensare soltanto a noi stessi, perché in casa puntiamo sempre alla vittoria. Abbiamo una rosa ampia, il mister deciderà chi mandare in campo, ma sa di poter contare sempre sul massimo impegno di tutti noi”.

Ufficio Stampa S.S. Juve Stabia

Riprendono gli allenamenti in vista del Foggia

Sono ripresi quest’oggi al centro sportivo di Casola gli allenamenti per la squadra di Pippo Pancaro. La Juve Stabia, dopo l’importante vittoria al “Mazzella” contro l’Ischia si appresta dunque ad affrontare il Foggia dell’ex Christian Agnelli. La gara, in programma Sabato al “Menti”, avrà inizio alle ore 16:00.

fonte: tuttojuvestabia

Jan Polak è un calciatore della Juve Stabia

S.S. Juve Stabia rende noto che la Federazione calcistica della Polonia, PZPN, ha autorizzato il tesseramento del calciatore Jan Polak.

Il difensore, classe ’89, è dunque da oggi ufficialmente un calciatore della S.S. Juve Stabia.

Polak, nato a Liberec, in Repubblica Ceca, ha giocato nelle selezioni nazionali giovanili del suo Paese, dalla U16 alla U21, indossando le maglie dello Slovan Liberec, del Viktoria Plzen e dell’Ústí nad Labem, prima di trasferirsi in Polonia per giocare col Piast Gliwice, formazione con la quale ha disputato negli ultimi due anni il massimo campionato di calcio polacco, l’Ekstraklasa.

S.S. Juve Stabia

Ciampi risolve il contratto con la Juve Stabia

S.S. Juve Stabia rende noto che è stato raggiunto l’accordo per la risoluzione del contratto con il calciatore Marco Ciampi.
Al difensore la Juve Stabia augura un futuro ricco di soddisfazioni personali e professionali.

S.S. Juve Stabia

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