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28 Ottobre 2021
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De Zerbi e il tiki-taka alla foggiana

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[dropcap color=”#888″ type=”square”]D[/dropcap]I RUGGIERO ALBOREA – Il Foggia di De Zerbi vince anche a Messina, inanellando il settimo risultato utile consecutivo e confermandosi nella prima metà della classifica, con un bel +9 sulla zona playout. Merito di una squadra che comincia a giocare a memoria e non getta mai via il pallone. Corsa, movimenti offensivi e possesso palla. Tanto possesso palla, fino all’apertura di quel varco che consente ai rossoneri di passare in vantaggio. Cosa ci ricorda?

Il 19 giugno 2006, la Spagna di Luis Aragonés arranca contro la Tunisia in un match valido per i mondiali. Il commentatore iberico Andrés Montes esclama “Estamos tocando tiki-taka tiki-taka!”. Stiamo giocando tiki-taka tiki-taka. Ma certo, tiki-taka, quale nome migliore per indicare un continuo susseguirsi di passaggi corti, facili, rasoterra. “Ricevo la palla, passo, ho la palla, passo, ho la palla, passo, ho la palla, passo”: così descrive il tiki-taka Xavi, centrocampista della Spagna e del Barcellona di Guardiola, che di quel sistema di gioco è uno degli interpreti migliori.

[quote] Il commentatore iberico Andrés Montes esclama “Estamos tocando tiki-taka tiki-taka!”[/quote]

Chiariamolo subito: non è che il possesso palla sia stato inventato in Spagna 10 anni fa. Se è vero che il calcio è un continuo tornare indietro e rielaborare vecchi metodi, il tiki-taka si rifà per certi versi al “calcio totale” olandese, applicato per la prima volta da Rinus Michels all’Ajax nel 1965 e che raggiunse le sue vette più alte con la nazionale orange negli anni Settanta.

Ma il tiki-taka spagnolo è diverso, prevede che a muoversi più di tutti sia il pallone, l’unico che non può stancarsi! Il tutto mentre gli avversari lo inseguono affannosamente, pressando, correndo e affaticandosi, giungendo spesso stremati a fine partita. Non è un caso che anche i giocatori del Foggia arrivino al 90′ più freschi dei propri avversari. L’estenuante possesso palla costituisce inoltre una eccellente arma difensiva, limitando il tempo d’attacco degli avversari e riducendo drasticamente le occasioni da rete concesse. Un’ultima peculiarità, adottata soprattutto nel Barcellona, è poi data dall’utilizzo di un finto centravanti – il “falso nueve” – che in realtà parte da una posizione meno avanzata di un classico centrattacco ed è libero di svariare in tutte le zone del campo. Insomma, Lionel Messi!

[quote]L’estenuante possesso palla costituisce inoltre una eccellente arma difensiva, limitando il tempo d’attacco degli avversari e riducendo drasticamente le occasioni da rete concesse[/quote]

Per la cronaca, quel 19 giugno la Spagna riesce a rimontare e sconfiggere la Tunisia 3-1, salvo poi essere eliminata con lo stesso punteggio dai futuri vice-campioni del mondo della Francia agli ottavi di finale. I successi, le Furie Rosse, li ottengono a partire da 2 anni più tardi, quando trionfano negli europei di Austria e Svizzera vincendo tutte le partite e cogliendo un solo pareggio, 0-0 ai quarti di finale contro l’Italia, con gli azzurri eliminati ai calci di rigore. Fuori Aragonés e dentro Del Bosque, la Spagna vince anche, per la prima volta nella sua storia, i mondiali (Sudafrica 2010) per poi bissare il successo europeo a Kiev, con un 4-0 all’Italia che rappresenta il punto più alto mai toccato dalla nazionale iberica. A livello di club il Barça di Guardiola vince 3 titoli nazionali, 2 Coppe del Re e 3 Supercoppe spagnole, trionfando a livello continentale in ben 2 edizioni della Champions League (2009 e 2011); poi Pep si trasferisce in Germania e continua a collezionare trofei a Monaco di Baviera.

Il calcio del Foggia di mister De Zerbi è sicuramente diverso da quello praticato con maestria in Spagna e in particolar modo dalle squadre di Guardiola. Oltre che, ovviamente, per la qualità degli interpreti, il gioco dei rossoneri differisce anche per l’utilizzazione di alcune varianti tattiche. Gli esterni – Sarno e Cavallaro – giocano sulla fascia opposta a quella del loro piede preferito: il mancino Sarno a destra, il destro Cavallaro sulla sinistra. In questo modo è per loro naturale accentrarsi per portare il pallone sul piede favorito, liberando gli spazi per gli inserimenti dei terzini.

[quote]Il calcio del Foggia è diverso da quello praticato in Spagna. Oltre che per la qualità degli interpreti, differisce anche per l’utilizzazione di alcune varianti tattiche[/quote]

Un accorgimento che permette di spostare più giocatori in avanti ma che determina un rallentamento nelle manovre d’attacco, considerando la necessità del cambio di piede per le ali: uno svantaggio che però si sposa perfettamente con la filosofia del lento e compassato possesso-palla praticato dal Foggia. Cosa differenzia principalmente i rossoneri dal modello spagnolo è poi la presenza di un “vero nueve”, il centravanti Pietro Iemmello, decisamente meno incline a partire da lontano o a scambiarsi di posto con gli esterni, ma vero rapace dell’area di rigore. Insomma, tiki-taka sì, ma…alla foggiana!

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