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28 Ottobre 2021
Blog Il mio calcio libero

Quel Savoia vice-scudettato…

DI RUGGIERO ALBOREA – Bentornati a parlare di calcio e ricordi con il blog “A spasso nel tempo”! Il Foggia batte il Savoia per 1-0 e consolida la sua posizione nella prima metà della classifica; oggi la squadra di Torre Annunziata lotta per evitare i playout e, dunque, la serie D, ma c’è stato un anno in cui gli oplontini hanno battagliato addirittura per lo scudetto, chiudendo il campionato italiano al secondo posto: era il 1924.

Fino al 1929 il campionato italiano di calcio non si disputa in un unico raggruppamento, ma è suddiviso in gironi regionali e interregionali, le cui vincenti disputano una serie di spareggi per l’assegnazione del tricolore. Nel girone nord, a contendersi la finale sono le due squadre rossoblu del Bologna e del Genoa: nel capoluogo ligure vincono i grifoni per 1-0 mentre la partita di Bologna viene sospesa sull’1-1 per intemperanze dei tifosi locali; la vittoria a tavolino, assegnata al Genoa, spinge dunque gli otto volte campioni d’Italia verso l’ennesima finale. Al sud è il Savoia del presidente Voiello (sì, proprio quello del pastificio) a fare la parte del leone: prima vince il girone campano superando il turno insieme all’Internapoli, poi ha la meglio anche nel girone di semifinale, precedendo in classifica Lazio, Ideale Bari e Anconitana; infine supera l’Alba Roma per guadagnarsi l’accesso alla prima finale-scudetto della sua storia.

Ma nella stagione 1923-24 accade anche un altro avvenimento calcistico importante: fa infatti il suo esordio nella prima divisione pugliese lo Sporting Club Foggia, che per la prima volta può sfidare le squadre di Bari (Ideale e Liberty) e Taranto (ben 3: Audace, Enotria e Pro Italia). Purtroppo per i rossoneri il girone si chiude con soli 2 punti frutto di 2 pareggi contro Enotria e Liberty. Il 16 dicembre 1923 è la data in cui il Foggia ottiene il suo primo storico punto in un campionato di prima divisione: 1-1 in casa, al campo “Pila e Croce”, ovvero l’ex-Ippodromo, contro l’Enotria Taranto.
Intanto, però, il campionato va avanti fra una interminabile serie di spareggi , fino ad arrivare alla finale scudetto che, per una serie di ricorsi e controricorsi delle squadre perdenti, si disputa addirittura alla fine dell’estate del 1924.

Come detto a contendersi il titolo saranno il favoritissimo Genoa del capocannoniere Aristodemo Santamaria e del “figlio di Dio” Renzo De Vecchi e la rivelazione Savoia guidata dallo sconosciuto allenatore Di Giorgio. Nessuno crede nella possibile impresa dei campani, tanto che la Federazione ha già proclamato campione il Genoa!
31 agosto, partita d’andata a Marassi. Il Genoa fa valere subito la sua esperienza e dopo 16 minuti è già in vantaggio di due reti per effetto delle segnature di Catto e Sardi. Nella ripresa il Savoia reagisce, accorcia le distanze con Bobbio ma deve arrendersi al 3-1 di Santamaria, alla quattordicesima segnatura stagionale. Il match di ritorno si disputa una settimana dopo, il 7 settembre, al Campo Oncino, il vecchio stadio di Torre Annunziata. I rossoblu arrivano col trenino della Circumvesuviana e prima del match sono addirittura ricevuti in Comune dal Sindaco della cittadina oplontina! Sul campo, il Genoa domina nel primo tempo ma non riesce a passare; poi, al 26′ del secondo tempo, Moruzzi porta in vantaggio i grifoni. Il Savoia, incredibilmente, non si arrende e in soli 2 minuti riesce a pareggiare con Mombelli servito da Bobbio. Nel finale, i torresi hanno più volte la possibilità di portarsi in vantaggio – guadagnandosi così l’accesso allo spareggio, la “bella” – ma non riescono a concretizzare anche grazie all’abilità del portiere della nazionale De Prà. Finisce 1-1 ed il Genoa diventa per la nona volta Campione d’Italia.

Ancora non lo sanno i grifoni, ma quel 7 settembre 1924, a Torre Annunziata, stanno festeggiando quello che, ad oggi, è il loro ultimo scudetto. A Giovanni De Prà, portiere ed eroe di quel match, è stata intitolata la via del quartiere Marassi dove ha sede lo stadio “Ferraris”. Anche per il Savoia, manco a dirlo, si tratta del punto più alto della sua storia, che lo porterà rapidamente a scendere nelle categorie inferiori.

Il destino degli oplontini, prima del match di sabato scorso, fa incrociare altre 2 volte il cammino del Savoia con lo stadio Zaccheria: la prima nel 1995, quando ottiene la promozione in C1 vincendo uno spareggio contro il Matera disputato proprio a Foggia; la seconda nel 1999, quando uno 0-0 allo “Zac” regala agli oplontini l’accesso ai playoff, poi vinti, per andare in serie B. Un altro miracolo, come quello del 1924 dei ragazzi di Teodoro Voiello e Raffaele Di Giorgio.

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