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Foggia
19 Ottobre 2021
Blog Cuore Rossonero

Foggia, ottimo pareggio con la Vigor. Ora approfittiamo delle assenze dei granata

DI GIUSEPPE BALDASSARRE – Ancora un pareggio però, questa volta, è di quelli buoni, non solo perchè ottenuto in trasferta ma soprattutto perchè ottenuto in rimonta dopo uno svantaggio inaspettato che è durato solo otto minuti. La reazione c’è stata, la suprema volontà pure. A chi ha la memoria corta ricordiamo che a Gavorrano, con la precedente gestione tecnica, non bastò più di un’ora per rimediare! Invece a Lamezia si è posto rimedio alla grande.

Tutto è accaduto nella parte finale dell’incontro. Fino ad allora il FOGGIA aveva ben tenuto a bada i calabresi concludendo poco in avanti e superando i 500 minuti di sterilità. Potenza in difesa ha giocato da par suo, Agostinone ha lottato su ogni pallone, Quinto era in crescita esponenziale sia in lentezza che in intelligenza tattica, Gerbo si è riconfermato a buoni livelli, Agnelli stava dove doveva stare ma non faceva quello che doveva fare. I guai venivano dall’attacco dove ognuno giocava per conto proprio. Eppure, mentre il punticino stava maturando fisiologicamente in cauda venenum, Narciso non riusciva a mandare in angolo un pallone proiettile e, sulla ribattuta, Scarsella era il più lesto di tutti a metterla dentro.

A quel punto mancava pochissimo ed, ancor meno, erano i minuti effettivi di giuoco. Sempre impotenti tentativi, dettati più dalla necessità di salvare la faccia che dalla volontà di pareggiare. Ad un tratto la premiata ditta Cavallaro-Gigliotti confezionava una rete capolavoro, sia pur con l’aiuto della buona sorte ma, si sa, fortuna audaces juvat. Punizione dalla destra del fronte di attacco. Cavallaro, meglio persino di Renzo Piano, disegna nel cielo di Calabria una lunga parabola arcuata, alta e precisa per i piedi dell’accorrente Gigliotti lasciato tutto solo dai lametini sul secondo palo. E’ la rete della liberazione, è la rete che permette al FOGGIA di tenere sotto di sè ancora 7 squadre, con Ischia sub judice, oltre alle inseguitrici Reggina e Melfi. Un punto prezioso, visti i tempi che corrono. D’altronde i proverbi antichi non sbagliano mai: “Dà ù male pàgàtòre àncappe quìlle cà pùje”. Resta solo da ringraziare la difesa biancoverde che ha smarcato Gigliotti ma, avendo con loro pure Filosa, non poteva essere diversamente.

Ora arriva la cocapolista Salernitana. Mentre i tifosi rossoneri organizzano cori ostili come comitato d’accoglienza, noi preferiamo parlare della partita. I granata giungeranno a FOGGIA con più punti di tutti, Benevento escluso ma saranno, oltremodo, rimaneggiati vista la contemporanea assenza di almeno 4 o 5 titolari. A volte il diavolo non è poi così brutto come lo si dipinge. Se da un lato verranno schierati rincalzi comunque da corazzata, da un altro lato diremo che la squadra di Menichini, pur avendo sempre vinto in trasferta, spesso và in svantaggio. Col derelitto Cosenza non ha vinto, nè tampoco lo ha fatto con il Melfi che, una settimana fa, è stato a dir poco misericordioso. La massima difficoltà permane, Negro che, a differenza di alcuni suoi compagni, gode di ottima salute ma se il FOGGIA riesce con ogni suo uomo a dare il cento per cento, se il pubblico anzichè pensare all’acerrima rivalità incoraggia i propri calciatori per tutta la durata dell’incontro, se De Zerbi migliora le giocate su palla inattiva e non fa attardare la manovra con stucchevoli e reiterati fraseggi in orizzontale o, peggio ancora, in retromarcia, allora forse l’impresa può e deve essere realizzata.

La brutta classifica il FOGGIA l’ha rovinata in casa. Fateci caso, in trasferta 2 volte su 3 è stato centrato l’obiettivo. Allo Zaccheria solo una volta su 3. Roma potè conquistare e costruire un Impero solo quando dominò in lungo e in largo il mare nostrum debellando i cartaginesi. Il FOGGIA, se vuol far bene e salvarsi in anticipo, deve guarire dalla pareggite. Fuori casa fa sempre bene pareggiare, Cosenza compreso ma in casa il cronico risultato a reti bianche, già ottenuto contro Melfi ed Aversa, umilia di parecchio il nostro stile di vita.
L’impresa contro la Salernitana è temeraria e proibitiva ma, se il recuperato D’Allocco comincia a far legna a centrocampo, se l’attacco si sveglia contro una difesa granata molto arrangiata e rabberciata per l’occasione, se lo ripetiamo sulle palle inattive ci comportiamo meglio, allora l’inosabile, l’impossibile non esiste…

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Gianpaolo Limardi