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4 Dicembre 2021
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VIDEO – Foggia-Cosenza 1990: l’inizio di una favola

RuggieroAlborea

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DI RUGGIERO ALBOREA – Ciao a tutti, bentornati al consueto appuntamento settimanale dedicato alle partite del passato, quelle che hanno fatto la storia del calcio e che, viaggiando “A spasso nel tempo”, ci ricordano il match settimanale del Foggia. Domenica i rossoneri hanno vinto 1-0 contro il Cosenza, avvicinando ulteriormente il traguardo della promozione; quindi, ebbri di gioia per l’ottimo risultato, mi perdonerete se, anziché raccontare una finale di Champions o di Coppa del Mondo, oggi vi parlerò di una partita di serie B. Non – però – una partita come tante altre, ma un altro Foggia-Cosenza, la prima stagionale del 1990-91, l’anno della storica promozione in serie A con Zdenek Zeman: ancora una vittoria per il Foggia, un sonoro 5-0!

Il 9 settembre 1990 si disputa la prima giornata del campionato di serie B. Il Foggia di Zdenek Zeman è reduce da uno splendido campionato e punta non troppo velatamente alla serie A; in estate ha riscattato Rambaudi e Manicone ed ha arricchito la rosa con il difensore Tommaso Napoli, i centrocampisti Picasso e Porro e, soprattutto, il nuovo centravanti Francesco “Ciccio” Baiano. Mentre i giocatori, trepidanti, si preparano a scendere sul terreno di gioco per iniziare una nuova stagione, un bambino di 7 anni fa ingresso per la prima volta in uno stadio: Tribuna Est, “gradinata”, come si chiama a Foggia. E’ un Foggia spumeggiante quello del 1990, capitanato dal palermitano Onofrio Barone, leader del centrocampo, con lo spericolato Franco Mancini in porta, i terzini d’assalto List e Codispoti, il futuro mister Padalino in difesa e il famoso tridente in attacco: Rambaudi – Baiano – Signori. Agli occhi del bambino appaiono 11 giganti, ma molti di loro vengono dai campi in terra battuta della serie C; quella di Foggia è stata una scommessa voluta da mister Zeman e non possono fallire: è l’occasione per entrare nel calcio che conta.

Il Foggia parte a spron battuto creando subito diverse occasioni pericolose. Al 18′ un fallo di mano in area calabrese consente a Barone di andare sul dischetto del rigore; il mancino del capitano rossonero viene ribattuto dal portiere del Cosenza Tontini, ma Ciccio Baiano è il più lesto di tutti a raggiungere il pallone e a spedirlo in fondo al sacco, portando così in vantaggio il Foggia. E mentre i rossoneri si abbracciano anche il bambino, abbracciato al papà, festeggia: in fondo per lui è il primo gol da professionista! Il primo tempo, condito da numerose altre conclusioni del Foggia, termina sull’1-0; sugli spalti serpeggia un certo ottimismo, ma nessuno si aspetta quello che accadrà nella ripresa. Al 46′ un lungo rinvio di Mancini viene allontanato di testa dalla difesa cosentina, Rambaudi si avventa sul pallone colpendolo al volo di sinistro (una rarità per lui!) e bucando per la seconda volta il portiere avversario. Al 62′ una splendida combinazione nello stretto libera ancora Rambaudi in area; il numero 7 rossonero, in un impeto di generosità, serve Baiano che realizza il 3-0. I favori vengono ricambiati 13 minuti dopo, quando è il centravanti napoletano a servire Rambaudi; quest’ultimo mette a sedere un difensore e di destro realizza la quarta marcatura. Mentre intorno i tifosi fanno festa, mister Zeman, “l’uomo di ghiaccio”, resta impassibile sulla sua panchina, come se quello che sta accadendo sia qualcosa di logico, la naturale conseguenza del lavoro delle settimane e dei mesi precedenti. In un tripudio di bandiere rossonere, il Foggia trova il tempo di realizzare il 5-0 con List all’82’, grazie a un delizioso pallonetto, e di fallire un rigore con Signori nel finale, calciato debole e centrale dall’attaccante bergamasco e intercettato dal portiere.

Il dialogo in gradinata è stringato e lascia il posto alla festa.

“Papà, ma vincere una partita è sempre così facile?”.

“No, Ruggiero, oggi festeggia la vittoria, ma un giorno dovrai saper accettare anche le sconfitte e le delusioni”.

Sarà, ma quel Foggia di delusioni ne ha portate veramente poche: in 38 giornate colleziona 21 vittorie, 9 pareggi e 8 sconfitte con ben 67 reti all’attivo, 19 in più rispetto al secondo miglior attacco dell’Ascoli, conquistando la serie A con ben 4 giornate d’anticipo. E poi, nei 3 anni successivi, il trionfo del calcio-champagne, le vittorie con la Juve e la qualificazione in Coppa UEFA solo sfiorata: è il punto più alto di Zemanlandia.

“Quindi vincere una partita è sempre così facile?”.

Purtroppo no. Nel 1995, lo sappiamo tutti, il Foggia torna in B per poi precipitare, nel giro di soli 4 anni, fino all’inferno della serie C2. Poi gli alti e bassi, la promozione con Marino e la delusione per i playoff persi all’ultimo respiro. Le emozioni si susseguono, Zeman ritorna, Zeman lascia, il fallimento: quel bambino, che contro il Cosenza nel 1990 aveva segnato il suo primo gol da professionista, ora è cresciuto e deve abituarsi al campionato nazionale dilettanti. La serie D – meno male! – dura solo un anno, si torna tra i professionisti, in Seconda Divisione. Ancora una volta, 24 anni dopo, una vittoria contro il Cosenza può rappresentare l’apertura delle porte che conducono a un sogno: il ritorno in terza serie a soli 2 anni dalla scomparsa dell’U.S. Foggia.

Quella domanda, a volte, torna ancora nella mia testa.

“Vincere una partita è sempre così facile?”.

La risposta non la conosco, ma penso sia bello provarci sempre, lavorare duro per raggiungere l’obiettivo, lottare fino all’ultimo secondo e tenere viva – sempre! – la passione per la squadra che si ama, da calciatori e da tifosi, nei dilettanti come nei professionisti.

E allora forza magico Foggia, il meglio deve ancora arrivare!

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