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3 Dicembre 2021
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VIDEO – Wembley e quel sogno blucerchiato…

RuggieroAlborea

DI RUGGIERO ALBOREA – Ciao a tutti, amici viaggiatori nel tempo! Ridendo e scherzando siamo arrivati al diciottesimo appuntamento con questo blog, iniziato esattamente un girone fa con Foggia-Ischia 2-2. Domenica, purtroppo, il Foggia ha perso per la seconda volta consecutiva, 1-0 al termine di un match non particolarmente avvincente e deciso da un gran tiro da fuori di Armeno.

Oggi vi racconterò di una finale di Coppa dei Campioni disputata nel 1992 fra la Sampdoria di Vujadin Boskov e il Barcellona allenato da Johan Cruijff, terminato con lo stesso risultato – 1-0 – sempre a causa di un gran tiro da fuori area.
Ma cosa ci faceva la Sampdoria in una finale della massima competizione europea? Nel 1990-91, mentre il Foggia di Zeman risaliva a suon di record nella massima divisione, in serie A si consumava una incredibile sorpresa: il Napoli di Maradona non riuscì a confermarsi campione e le milanesi si trovarono a lottare proprio contro i blucerchiati per la conquista dello scudetto. Alla fine la spuntò la squadra presieduta da Paolo Mantovani e sapientemente guidata dal tecnico slavo Vujadin Boskov, con Pagliuca in porta, Vierchowod e capitan Pellegrini a guidare la difesa, Dossena, Lombardo e Toninho Cerezo a centrocampo e la coppia-gol Vialli-Mancini in attacco.

Il primo, storico, scudetto giunse il 19 maggio 1991 dopo una vittoria per 3-0 sul Lecce; lo stesso giorno il Foggia, sconfiggendo 5-1 la Triestina, conquistava matematicamente la promozione in serie A. L’anno successivo, dunque, ecco la partecipazione alla Coppa dei Campioni. I doriani superano i primi 2 turni contro Rosenborg e Honved Budapest, poi vincono l’inedito gironcino di semifinale (primo esperimento dell’UEFA in direzione della futura Champions League) regolando Anderlecht, Panathinaikos e i campioni in carica della Stella Rossa Belgrado.

In finale, la prima della loro storia, troveranno il Barcellona Campione di Spagna guidato dall’olandese Cruijff. I catalani arrivano in finale dopo aver eliminato dapprima i due team tedeschi – gli orientali dell’Hansa Rostock e gli occidentali del Kaiserslautern, questi ultimi con un gol all’ultimo minuto del centrocampista Bakero – e poi, nel gruppo B di semifinale, Sparta Praga, Benfica e Dinamo Kiev. I blaugrana possono contare sul portiere della nazionale Zubizarreta, il potente difensore olandese Ronald Koeman, il giovanissimo regista di centrocampo Guardiola e gli altri due stranieri: il danese Michael Laudrup e l’attaccante bulgaro e futuro Pallone d’Oro Hristo Stoichkov.

Quella di Wembley è la terza finale della loro storia, dopo i due sfortunati precedenti di Berna 1961 (sconfitti dal Benfica di Eusebio) e Siviglia 1986 (quando vinse a sorpresa la Steaua Bucarest guidata dal portiere Duckadam).
Il 20 maggio 1992, agli ordini dell’arbitro tedesco Schmidhuber, scendono quindi in campo la Sampdoria e il Barcellona, quest’ultima con una originale divisa arancione. Sugli spalti sono presenti 70.000 tifosi: molti sono neutrali, altri provengono dalla Spagna, ma ben 30.000 arrivano da Genova al termine di un esodo che svuota la metà blucerchiata della città.

Nel corso della partita la Sampdoria ha almeno due volte la possibilità di passare in vantaggio, ma un irriconoscibile Gianluca Vialli – già ceduto alla Juventus per l’anno successivo – fallisce clamorosamente; il bomber doriano non entra mai in partita e viene sostituito da Buso nel corso dei tempi supplementari. Il match, infatti, termina 0-0 per merito anche delle parate di Gianluca Pagliuca, quella sera in forma eccezionale. Quando mancano solo 8 minuti al termine dell’overtime, però, l’arbitro assegna una contestatissima punizione a favore dei catalani pochi metri fuori dell’area di rigore, a causa di un presunto fallo di Invernizzi su Eusebio Sacristan. Sulla palla si presenta “Rambo” Koeman, libero dai piedi buoni, in grado non solo di contrastare ma anche di far ripartire la propria squadra grazie a un’ottima visione di gioco; l’olandese è dotato di un destro potentissimo ed è proprio così che riesce a superare Pagliuca: lascia partire un tiro al fulmicotone che, complice l’uscita dalla barriera di Mannini, Pari e Lombardo, si insacca alle spalle dell’impotente portiere blucerchiato. Il calcio piazzato di Koeman, di fatto, chiude il match e consegna al Barça la prima Coppa dei Campioni della sua storia, lasciando ai liguri solo rabbia e delusione.

Per il Barcellona la vittoria del 1992 ha rappresentato la rottura di una maledizione: negli anni successivi, infatti, la “coppa dalle grandi orecchie” è finita per altre 3 volte in Catalogna. La Sampdoria, che in quegli anni stava scalando i vertici del calcio italiano, ha invece cominciato la sua parabola discendente: l’ultimo trofeo vinto dai blucerchiati è stato la Coppa Italia nel 1994, quando alla guida dei genovesi c’era già Sven-Goran Eriksson. Nell’agosto 2012, per festeggiare il ventennale della vittoria di Wembley, il Barcellona ha invitato la Sampdoria a partecipare all’annuale Trofeo Gamper, torneo estivo che si disputa in gara unica per celebrare il fondatore del club catalano: per una amara beffa del destino, la Sampdoria è riuscita a vincere questa partita, la meno importante, proprio per 1-0!

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