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3 Dicembre 2021
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Uno sguardo alla storia del nostro girone

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Aprendo il blog del gruppo Facebook “Noi che abbiamo il Foggia nel cuore” intendiamo subito percorrere un viaggio alla scoperta del grione B di Seconda Divisione. Il dato più importante riguarda proprio i rossoneri. Solo il Messina ha fatto la serie A come il Foggia, anche se meno campionati (5 contro 11)  e solo Casertana, Cosenza e Sorrento hanno disputato almeno un torneo di serie B. Quindi, anche in Lega Pro, il Foggia è la squadra più blasonata del girone.

MESSINA – Andiamo in ordine di blasone e partiamo col Messina. I giallorossi, dopo il fallimento del 2008,  a seguito della retrocessione dalla B alla C, sono ripartiti dal Campionato Nazionale Dilettanti ma, a differenza del Foggia, hanno impiegato ben 5 anni prima di vincere e tornare a disputare un campionato professionistico. Di certo la squadra guidata da Ignoffo, dopo aver chiuso al primo posto lo scorso campionato di D, con entusiasmo e passione cercherà di arrivare a conquistare la seconda promozione di fila.

COSENZA – Analizziamo ora la società rossoblù del Cosenza. Dopo gli anni magici della serie B, dal 2003 in poi, ogni due anni il popolo calabrese vedeva fallire la propria compagine fino agli ultimi due anni di serie D con due ottimi secondi posti che sono valsi il ripescaggio in seconda divisione. Strano il destino del Cosenza che l’anno scorso aveva vinto i play-off nazionali e non era stato ripescato, quest’anno che è uscito in semifinale invece…

CASERTANA – Saliamo un po’ geograficamente e passiamo dal profondo sud siciliano alla vicina Campania e in particolare analizziamo la Casertana, squadra che ha vissuto anche qualche stagione tra i cadetti ma che non partecipava a un campionato professionistico dalla stagione 96-97 (e noi che ci lamentiamo di un anno di D!). In tutti questi anni di D hanno fatto registrare tanti buoni piazzamenti e niente più. Fino all’anno scorso con il quarto posto al termine della regular season e l’ottimo cammino nei play off, fino al raggiungimento della finale nazionale, persa poi col Verona. Grande entusiasmo a Caserta, che sarà sicuramente un campo caldo per tutti.

SORRENTO – Ci spostiamo di qualche chilometro e analizziamo i costieri rossoneri del Sorrento che ,dopo sei anni di Prima Divisione, sono scesi in Seconda. Tanta C per i rossoneri( ben 25 campionati) e una sola apparizione tra i cadetti negli anni 70.

MELFI – A questo punto iniziamo a scandagliare le squadre veterane del campionato di serie C, trovando a non tanti chilometri da Foggia, i gialloverdi del Melfi che disputeranno la loro undicesima stagione di fila in seconda divisione. Sicuramente l’esperienza accumulata in questi anni servirà per affrontare al meglio questa stagione atipica. Un dato, però preoccupa i lucani. Il Melfi solo 6 volte su 11 è arrivato nella parte sinistra della classifica. Quest’anno sicuramente dovrà impegnarsi di più per riuscire nell’impresa di restare in lega pro e agganciare la prima divisione, lì dove i lucani non sono mai stati nella loro storia.

AVERSA NORMANNA – Restiamo a Sud e analizziamo la squadra che ha un certo Gigi Molino come ds, quell’ Aversa Normanna che, grazie al ripescaggio (era infatti retrocessa), si appresta ad affrontare il  sesto campionato di fila in seconda divisione. Quest’anno di certo dovrà far meglio rispetto alle ultime stagioni, nell’arco delle quali ha fatto registrare solo un sesto posto, due noni e un undicesimo. Prima dell’ultima disastrosa stagione, conclusa con un misero diciassettesimo posto.

MARTINA – Vediamo ora l’unica corregionale a farci compagnia in questo girone cosmopolita: il Martina, la città della Valle d’Itria. La squadra tarantina, dopo essere stata ad un passo dalla serie B nel 2002-03, (ingiustamente fu ripescata la Fiorentina) fallì nel 2008, ripartendo dalla prima categoria e riuscendo, con un escalation incredibile, a risalire fino alla seconda divisione. Lo scorso anno ha conquistato il dodicesimo posto ma quest’anno si dovrà fare meglio per non tornare in serie D.

VIGOR LAMEZIA – Un’altra compagine con un po’ di C2 in tasca (ben 18 campionati disputati) è la Vigor Lamezia. La squadra biancoverde ha vissuto la sua migliore stagione nel 2011-2012, con uno splendido terzo posto che tuttavia non è servito a raggiungere la C1. Quest’anno, per riuscirci, basterà raggiungere l’ottavo posto, ma bisognerà migliorare la posizione dell’ultima stagione (tredicesima). C’è da lavorare.

ARZANESE – Chiudiamo il cerchio col mio amato Sud Italia analizzando due squadre campane: l’Arzanese che rappresenta Arzano, comune a pochi passi da Napoli. Dispueterà il suo terzo campionato di fila di C2 (nei precedenti è arrivata sempre nona). In bianco azzurro ci saranno Picascia e Mormile, due ex rossoneri.

ISCHIA – L’Ischia di Sasà Campiolngo, invece, dopo aver dominato il raggruppamento del Foggia in serie D, sta allestendouna grande squadra. Su tutti spicca il nome di Di Nardo. La squadra sicuramente ben figurerà anche tra i professionisti. Ricordiamo che gli isolani mancano dalla C dal campionato 97-98, quindi anche una buona dosa di entusiasmo dell’isola farà la sua parte.

TERAMO – Spostiamo l’attenzione sul centro Italia e in particolare in Abruzzo. Il Teramo, fallito nel 2008 e ripartito dalla Promozione Abruzzese fino a risalire in C2 lo scorso anno,  si è tolto la soddisfazione di arrivare sesto e disputare la finale play-off, poi persa. Non posso non ricordare a Teramo  il goal di mano decisivo di Castelli, nei quarti di finale di coppa Italia di lega pro, trofeo poi vinto dal Foggia.

CHIETI – La seconda abruzzese è il Teate o meglio il Chieti, la compagine neroverde disputerà per il quarto anno consecutivo il campionato di seconda divisione. Simile al Teramo la storia degli anni recenti del Chieti, che fallisce nel 2006, riparte dalla promozione e torna in C2 nel 2010. Pensate che sono più di 50 le partecipazioni del Chieti ai campionati di serie C.

APRILIA – Ci spostiamo nel Lazio, infatti la prossima sosta è Aprilia, la giovane società pontina, nata nel 1971, è alla sua terza partecipazione in assoluto ad un campionato professionistico, tuttavia il quinto e terzo posto ottenuti nei due campionati disputati ne fanno una squadra da non sottovalutare.

CASTEL RIGONE – Cambiamo regione della nostra Italia ma non zona, siamo sempre nel cuore del belpaese, in Umbria, in un borgo di 406 abitanti, una frazione di Passignano sul Trasimeno in provincia di Perugia. Il Castel Rigone è una realtà calcistica messa su nel 1998 da un gruppo di amici che ha trovato nel re del cachemire Cucinelli la sua massima espressione. Così, dopo quattro anni di rodaggio in serie d dove la squadra è sempre arrivata tra le prime quattro, ecco il primo campionato professionistico della storia. Da quelle parti il professionismo non spaventa, non c’è pressione ma tanta tranquillità. Se la stagione va bene tutti sono felici, altrimenti si ripartirà dalla serie d. Non ci sono investimenti folli o migliaia di persone al seguito, è un modo atipico per noi di fare calcio, abituati a contestazioni o facili entusiasmi.

POGGIBONSI – Chiudiamo il nostro viaggio con le tre squadre del nord presenti nel nostro girone, non mi dite che la Toscana si trova al centro perché non è vero.  Partiamo con la più longeva tra i professionisti, il Poggibonsi, ottavo anno di fila in C2, tuttavia il massimo piazzamento (sesto posto) dice che c’è molto da lavorare per salvarsi quest’anno.

GAVORRANO – Proseguiamo col Gavorrano che ha fatto anche peggio del Poggibonsi, arrivando quindicesimo la scorsa stagione. Solo grazie al ripescaggio può disputare ancora un campionato professionistico. Sarà il quarto di fila, ma visti i precedenti (un settimo e un decimo posto) sarà dura mantenere la categoria.

TUTTOCUOIO – L’ultima citazione è per il Tuttocuoio, squadra che rappresenta una frazione di San Miniato, cioè Ponte a Egola, e se non ancora avete capito dove siamo, vi dico che ci troviamo in provincia di Pisa. La favola del Tuttocuoio, nome derivante proprio dalla maggiore attività presente nel posto, trova il suo lieto fine al termine di questa stagione dove, vincendo il giorne D del Campionato Nazionale Dilettanti (dove vi partecipava da tre anni), arriva  a disputare per la prima volta nella sua storia un campionato professionistico.

Angelo di Luzio

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