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25 Settembre 2020
Foggia Calcio Storia

Foggia Calcio 100 – La storia del centenario: “Il Foggia si tassa per i tifosi” (di Domenico Carella)

Foggia Calcio 100 – La storia del centenario: “Il Foggia si tassa per i tifosi” (di Domenico Carella)

La storia del centenario del Foggia Calcio raccontata attraverso i libri di Domenico Carella. Oggi tocca a una storia romantica, in cui la squadra si auto tassa per avere i tifosi al seguito nel match decisivo

[dropcap color=”#” bgcolor=”#” sradius=”0″]U[/dropcap]na delle partite più avvincenti del campionato 1972-1973 fu Ascoli – Foggia del 12 Marzo. A dire il vero quella partita doveva essere giocata il giorno prima, l’11 dello stesso mese, ma una violenta ed inattesa nevicata rese impraticabile il campo di gioco marchigiano. Si trattava di una gara estremamente sentita. L’Ascoli, allenato da Carlo Mazzone, occupava il terzo posto nella classifica di Serie B, l’ultimo utile per essere promosso in A. Il Foggia, invece, inseguiva i bianconeri a una sola lunghezza di distanza.

«Avevano due infortunati e penso decisero di non spalare il campo per recuperarli. Una furbata», racconta il portiere Trentini. «La neve ci colse impreparati – aggiunge il massaggiatore Lino Rabbaglietti – e come noi vennero colti alla sprovvista anche i tifosi. Ci seguirono in massa perché la partita era più che decisiva. Quando seppero del rinvio l’unica possibilità era il rientro a Foggia e poi difficilmente sarebbero tornati nelle Marcheper il recupero, lasciandoci soli durante la partita. Per dar loro una mano gli regalammo l’opportunità di pernottare ad Ascoli in attesa dell’incontro, rinviato proprio al giorno successivo. La squadra e lo staff si auto-tassarono pur di avere i tifosi sugli spalti dello stadio marchigiano in quella delicata sfida promozione».

La partita di Ascoli valeva un intero campionato. Una sconfitta avrebbe quasi certamente sancito il definitivo addio alle ambizioni di promozione dei satanelli. Il tecnico Lauro Toneatto studiò gli avversari per tutta la settimana. Il più pericoloso era Gola, una mezzala dai piedi buoni, fermarlo significava depotenziare in modo sensibile l’attacco avversario.

«Pochi minuti prima della partita – ricorda Rabbaglietti -, quando i tecnici di solito forniscono ai calciatori le ultime raccomandazioni prima dell’ingresso in campo, Toneatto chiamò in disparte Luigi Villa per affidargli un’importantissima marcatura. Gli indicò chi era il più pericoloso della squadra avversaria e le direttive da seguire. L’ordine era chiaro: “ti do centomila lire se lo fai espellere o se lo fai uscire dal campo”. Per capire l’importanza di quella cifra basta raffrontarla a quello che era lo stipendio di un professore in quegli anni. Un docente non prendeva più di 50 mila lire».

Quella di bloccare la fonte di gioco avversaria era una tattica fissa per il tecnico, fedelissimo al credo del: “primo non prenderle”. La scelta di affidare la delicata marcatura ad uno come Villa è avallata anche dalle sagge parole del capitano Pirazzini: «Gigi era il migliore quando si trattava di spezzare le trame offensive degli avversari. Praticava una marcatura asfissiante, resa ancora più stretta dalle dure parole del tecnico: “Da ora in poi se il tuo avversario va in panchina per bere l’acqua lo farai anche tu. Non devi lasciarlo solo un attimo”. Ordini di Toneatto».

Nella bolgia del catino marchigiano iniziò con le premesse di uno spareggio promozione la partita più delicata dell’intera stagione rossonera. Chi perdeva era out. Chi vinceva era in A. Il Foggia non si fece trovare impreparato e passò in vantaggio con un gol di Delneri. «Realizzato il preziosissimo gol Gigi si diresse esultante verso di noi balzati in piedi dalla panchina – Ricorda Rabbaglietti – ma la forte emozione lo frenò. Riusciva a ripetere solamente:“…go…go…go…”. Io trovai la freddezza di ci alzarmi in piedi urlando “Go, go, go… e ha fatto tre gol. Tripletta!”. Un’ esplosione di gioia liberatoria per una rete preziosissima, segnata da una persona che sapeva stare allo scherzo e si divertiva con i suoi compagni». Il raddoppio di Villa chiuse la partita. Toneatto aveva vinto la sua più importante battaglia e aveva riscattato la sfortunata stagione col Bari. Foggia e il Foggia tornavano a respirare l’aria della Serie A.

TRATTO DA: Diavolo di un satanello, Il Castello Edizioni, 2010. AUTORE: Domenico Carella

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