Foggia calcio, Corda: “A Fasano troppa gente fuori condizione; ho cercato di convincere Mancini a restare”

Foggia calcio, Corda: “A Fasano troppa gente fuori condizione; ho cercato di convincere Mancini a restare”

Conferenza stampa di ufficializzazione del nuovo tecnico del Foggia, Ninni Corda, che torna a vestire i panni dell’allenatore (“Il presidente mi ha «costretto» a tornare in panchina ma ora mi sento quello di prima”, ha sottolineato il neotrainer rossonero) dopo aver ricoperto la carica di Direttore Tecnico.

È stata l’occasione anche per il presidente Felleca per esprimere il suo pensiero: “A livello organizzativo”, ha detto, “non è cambiato molto, ma il mister così riprenderà il suo lavoro in panchina. Gli facciamo gli auguri”.

Il patron si è soffermato pure su Fasano e sulle critiche ricevute dalla squadra: “Nel rispetto dei giocatori sui quali abbiamo investito, occorre dargli tempo. C’è da migliorare la qualità in avanti, mentre a centrocampo e in difesa c’è materia prima di qualità. Se poi i giocatori non dovessero nel tempo dimostrarsi all’altezza provvederemo, ma non dopo soli venti giorni. I giocatori portati a Foggia hanno giocato in categorie superiori.

Certo dobbiamo vedere miglioramenti nel gioco e nel risultato ma per ora dobbiamo dare fiducia a questi giocatori. Siamo partiti tardi e giocatori in giro ce ne sono pochi. Dobbiamo aspettare e trovare le figure giuste. Dopo una sola partita non si può dire che non c’è qualità. Ci meritiamo un po’ di tempo”.

Ed ecco Ninni Corda new deal che è intervenuto su diversi aspetti.

Fasano: “Il Foggia non può fare una prestazione come quella di Fasano. Come gioco e organizzazione siamo venuti meno, lavoravamo però solo da 25 giorni. Anche a Brindisi non avevamo fatto molto meglio ma la vittoria ci ha fatto esaltare troppo. Sono andati in campo giocatori che non avevano i 90’ sulle gambe, si è sbagliato in quello, c’era troppa gente fuori condizione e lo abbiamo pagato. Secondo me eravamo troppo convinti dopo i due successi in Coppa Italia e invece di andare sotto la giusta pressione siamo arrivati che pensavamo di essere troppo bravi. La presunzione in questo campionato non te la puoi permettere. Mai deve mancare la voglia, lo spirito, non abbiamo vinto un contrasto, non abbiamo preso una seconda palla: in questo siamo stati impresentabili.”

Mancini: “Ho cercato di convincerlo a cambiare idea. Era un impegno importante con la piazza e la società e non se la sentiva di proseguire. Da giocatore la pressione era collettiva, sul gruppo; da allenatore è individuale e forse questo lo ha portato a prendere questa decisione, che io non ho condiviso.

Lavoro: “Ho visto tutti dare tutto in questa settimana, la squadra nella scorsa era un po’ differente. Questa settimana sono contento di tutti, attaccanti compresi. È stata un’ottima settimana di allenamento. Iadaresta, Di Jenno e Campagna hanno avuto dei problemi ma sono disponibili. Con me chi sta meglio gioca: è sempre stato così. Il mio Foggia ideale è lontano. Però tutte le mie squadre sono state devastanti in positivo nel girone di ritorno, anche se qui non possiamo aspettare e anche all’andata dobbiamo fare tanti punti.”

Agropoli: “Sono bravi nelle ripartenze, hanno forza fisica, un allenatore preparato, fanno un 4-3-3 di corsa e sacrificio, ma hanno anche qualità. Contro il Sorrento hanno meritato, dobbiamo stare molto attenti. Voglio vedere personalità e padronanza, occorre fare 100’ con la giusta mentalità. Il pubblico? La prima in Coppa Italia è stata bellissima: il pubblico, non è retorica, è davvero il nostro 12° uomo in campo. Ci vorrà pazienza però per vedere la squadra che tutti vorremmo.”

Biografia Autore

Gianpaolo Limardi

Giornalista romano "trapiantato" a Foggia. Ha seguito la Lazio come inviato, radiocronista e commentatore per Radio Flash Roma. Da anni si occupa di serie B e Lega Pro; ha maturato una conoscenza specifica del calcio sudamericano, in particolare di quello brasiliano di cui è grande estimatore, oltre che appassionato. E del quale sente una costante "Saudade".