Foggia calcio, “the last fight”! Contro il Verona di «braveheart» Henderson e del “pararigori” Silvestri…

Foggia calcio, “the last fight”! Contro il Verona di «braveheart» Henderson e del “pararigori” Silvestri…

L’ultima battaglia (forse). Ci vorrà testa e gambe per giocarla. Coraggio per vincerla. Servirà un “cuore impavido”, un… BRAVEHEART, tanto per fare un tuffo nell’iconografia cinematografica più cult. La ribellione di un popolo all’arrogante prepotenza del destino. Con l’orgoglio inciso nelle viscere.

Come in Scozia, patria di William Wallace e di… Liam Henderson, il “braveheart dai piedi brasiliani”, come lo soprannominarono lo scorso anno a Bari. Per carità, nessun paragone con la trama storica, con il Plantageneto, la principessa Isabel, il conte Robert Bruce… solo l’origine combattente di un ragazzo dal viso identico a quello di Wayne Rooney.

Liam gioca nel Verona (è il 2° scozzese nella storia degli scaligeri dopo lo “squalo” Joe Jordan, ultimo della sua terra a militare in cadetteria nel 1981/82) che domani ospiterà il Foggia allo stadio Bentegodi, dove Roberto De Zerbi staccò l’ultimo “cap” rossonero nel ko in Coppa Italia ad agosto 2016.

Henderson viene da Livingstone, ha debuttato in Scottish Premier League, in Champions e in Europa League con la maglia del Celtic, ma è con l’Hibernian che ha vissuto il suo momento sinora più emozionante. Più scozzese. La rivolta contro il potere costituito. In quel caso – era il 21 maggio 2016 – si trattava di fronteggiare i Rangers nella finale di Coppa nazionale, trofeo mai vinto dagli Hibees in 114 anni di storia. Con il «3» sulle spalle, fu lui a “recapitare” i due cross da calcio d’angolo che permisero prima a Stokes e poi al capitano Gray (al 92’!) di ribaltare l’1-2 che stava maturando all’Hampden Park di Glasgow contro Kenny Miller e soci.

Fu un trionfo e da quel giorno ad ogni Hibee che si rispetti basta dire: “Henderson to deliver” (Henderson per consegnare) per ricordare quei corner che mutarono il destino di una rivoluzione a ritmo di cornamuse.

Henderson ha realizzato il suo primo gol in Italia con il Bari nel 2-1 di Terni il 24 febbraio 2018

Il nazionale U21 che s’ispira a Gerrard ma che in patria è stato paragonato a Gary McAllister (ex centrocampista, oggi assistente proprio di Steve G ai Rangers) è approdato in Italia per 200mila euro a gennaio 2018, tesserato dal Bari di Grosso che lo ha poi voluto anche a Verona (“La sua presenza è stata determinante nella scelta”, ha spiegato il classe ’96 il giorno della sua presentazione all’Hellas, “perché sono in Italia da sei mesi e volevo avere almeno qualche certezza”), dove esiste un fanzine in inglese dedicato ai gialloblù, “The crazy faithful” (il fedele pazzo), ideato da Richard Hough, un professore scozzese residente in zona.

Liam è il volto “spurio” di un Verona che arriva allo scontro (decisivo per l’approdo ai playoff) con il Foggia in crisi: non vince da 8 turni ed è reduce dallo stop di Cittadella (debutto amaro per Aglietti che ha sostituito Grosso), il 4° negli ultimi 5 incontri. Un confronto in cui l’Hellas era andato in campo così:

Silvestri
Balkovec
Empereur
Bianchetti
Faraoni
Henderson
Colombatto
Danzi
Lee
Di Carmine
Pazzini

La cifra delle difficoltà dei veneti sta negli impietosi numeri del ritorno: 19 punti in 17 gare (media 1.12) con soli 4 successi e ben 6 sconfitte, rispetto ai 30 dell’andata (media di 1.66 a incontro), con 8 affermazioni e 4 stop. Uno score positivo, quello delle prime 18 giornate, a cui ha contribuito sostanziosamente il 2° obiettivo di “Attenti a quei due”, ovvero Marco Silvestri, uno dei migliori portieri della categoria.

Nato nei dintorni di Reggio Emilia e approdato in 1ª squadra al Modena (dove condivideva il ruolo con Antonio Narciso, ben conosciuto alle nostre latitudini), il numero «1» per cui stravedeva nelle giovanili dei canarini Ermes Fulgoni (il “papà” professionale di Buffon) sta disputando un campionato fantastico, nel quale ha corroborato la sua fama di “pararigori”. “Il mio segreto è quello di non buttarmi in anticipo, perché questo toglie qualsiasi riferimento al tiratore”, ha confidato il ragazzo di Castelnovo ne’ Monti dopo aver ipnotizzato Iemmello allo Zaccheria il 30 dicembre scorso (era il 3° tiro dal dischetto neutralizzato nel torneo dopo quelli a Vido e Coda).

Silvestri esordì con il Verona in Coppa Italia in un derby con il Chievo che si chiuse ai rigori: lui parò il tiro di Pellissier e l’Hellas superò il turno

Ma la speciale “carriera” di “pararigori” di Silvestri ha vissuto il suo “magic moment” in un’umida serata di Coppa di Lega inglese, a ottobre 2016, a Leeds (dove era approdato per volere dell’allora patron Cellino), quando nella serie finale dei penalty fermò tre conclusioni del Norwich spedendo i “Peacocks” ai quarti della competizione. Da allora Marco è diventato “The Hero”, l’eroe, un appellativo sposato in pieno anche dai tifosi del Verona a cui quest’anno ha regalato punti e prestazioni ottime.

È dunque “gatto” (per le sue movenze da felino) Silvestri uno dei punti di forza dell’Hellas, l’avversaria dell’ultima “battaglia” del Foggia. Quella da vincere a ogni costo, quella in cui scenderà in campo una città intera…

Biografia Autore

Gianpaolo Limardi

Giornalista romano "trapiantato" a Foggia. Ha seguito la Lazio come inviato, radiocronista e commentatore per Radio Flash Roma. Da anni si occupa di serie B e Lega Pro; ha maturato una conoscenza specifica del calcio sudamericano, in particolare di quello brasiliano di cui è grande estimatore, oltre che appassionato. E del quale sente una costante "Saudade".