Foggia calcio: c’è lo Spezia degli esterni “prototipo Marino” e di una… freccetta che scorrazza sull’out sinistro

Foggia calcio: c’è lo Spezia degli esterni “prototipo Marino” e di una… freccetta che scorrazza sull’out sinistro

La deroga sull’agibilità delle speranze è scaduta. Sette partite, quattro vittorie. Senza altri conti. Sono tutto convinti, fiduciosi. Ma come la saggezza popolare recita… “di buone intenzioni è lastricata la strada che conduce all’inferno”, che a queste latitudini si sintetizza in una sola parola: “SERIE C”.

Sette incontri, dunque. Il primo contro lo Spezia di Pasquale Marino, il quale a Benevento – prima della sosta – ha celebrato le sue 600 panchine ufficiali tra i Pro (di cui 12 nelle coppe europee). Il bilancio dice 228 vittorie, 181 pareggi e 191 sconfitte. Uno score aggiornato martedì sera, nel turno infrasettimanale, con il trionfo 2-1 all’ultimo respiro contro la Salernitana che ha proiettato gli Aquilotti all’8° posto in classifica con 43 punti in 29 partite (frutto di 12 successi, 7 pari e 10 ko), in piena zona playoff.

Contro i campani, il tecnico siciliano ha schierato i suoi così (in un 4-3-3 che – come ci ha detto ieri in conferenza stampa Ranieri, spezzino doc – diventa un 5-3-2 in fase di non possesso):

Lamanna
Augello
Capradossi
Terzi
Vignali
Mora
Ricci
Bartolomei
Bidaoui
Galabinov
Da Cruz

Il match con Rosina e soci ha portato in dote tre punti fondamentali ma ha lasciato in eredità anche la squalifica del centrocampista più in forma dei liguri, Mora (autore dell’1-1 con una spettacolare rovesciata), e l’infortunio del trottolino Bidaoui, assente dunque allo Zaccheria così come Acampora, Crimi, Erlic e Mastinu.

Marino – in compenso – ritroverà quel David Okereke il cui tesseramento ha creato un putiferio nelle settimane passate con i ricorsi di Livorno e Benevento che avevano portato alla mancata omologazione delle vittorie ottenute sul campo, omologazione arrivata poi durante la pausa del torneo.

Okereke è il cannoniere della squadra con 8 reti, alle sue spalle – in una formazione che ha mandato in gol 14 elementi sinora – c’è un ragazzo classe ’98 giunto in prestito dal Sassuolo, Nicholas Pierini. Per lui 969’ minuti in campo e 5 reti, due delle quali alla capolista Brescia (le altre a Crotone, una doppietta, e Livorno).

Figlio d’arte (il papà Alessandro, oggi tecnico della Primavera degli Aquilotti, ha un passato da difensore con 379 presenze tra i Pro), l’attaccante destro che ama giocare a sinistra per “(…) rientrare e calciare” ha già esordito con gli emiliani in serie A al San Paolo contro il Napoli nella gestione Bucchi guadagnandosi la maglia di Milik a fine gara. Il suo idolo è Ronaldo, motivo per il quale ha voluto il n° 7.

Casacca diversa ma stesso ruolo e stessa fonte d’ispirazione, CR7, per Alessio Da Cruz, olandese di origine capoverdiana, l’arrivo più “sostanzioso” di gennaio, a segno già due volte (con Venezia e Benevento) e opzione aggiuntiva per Marino sempre attento agli esterni offensivi.

Da Cruz doveva arrivare allo Spezia già in estate ma poi il Parma fece marcia indietro e decise di tenerlo

Approdato a 10 anni nell’emisfero canterano dell’Ajax, ha debuttato in Eredivisie con il Twente prima di scegliere l’Italia e Novara per la sua crescita calcistica. Giovane dal temperamento caliente (a Parma ha avuto contrasti con l’allenatore D’Aversa), è un talento puro che lo Spezia sta cercando di disciplinare. Pierini e Da Cruz rappresentano la cartolina del gioco sulle fasce di Marino, almeno quello più avanzato.

Perché da dietro c’è un treno che sbuffa sulle praterie mancine e che rappresenta il 2° fattore del nostro “Attenti a quei due”, ovvero Tommaso Augello, terzino sinistro dalla falcata imponente e dalla classe germogliata sui campi del Cimiano, storica scuola calcio milanese, da cui il Milan prelevava a getto continuo prospetti per il suo settore giovanile (tra questi De Sciglio).

Il classe ’94 che adora Maldini e tifa Diavolo non fu però scelto per colpa di un fisico non da corazziere e si è dovuto fare largo nei polverosi campi della serie D: “Il dilettantismo è stata la mia palestra di vita”, ha raccontato Tommy, studente di Scienze Sociali per la globalizzazione, amante della play, delle serie tv, di Football Manager e delle… freccette.

Quando era in serie D, il tecnico Del Prato gli disse: “Tu con questa categoria non c’entri niente, devi andare tra i Pro”. Detto… fatto

Per lui l’occasione Pontisola nel 2011, a 17 anni, la maglia da titolare affidatagli da mister Cesana. Uno di quelli che hanno contribuito di più alla sua ascesa. Come Cesare Albé, il “guru” della Giana Erminio (con cui Tommy era in parola già dai tempi in cui il club di Gorgonzola militava in Promozione e che lo tesserò appena arrivato in Lega Pro), che una volta parlando con Adriano Galliani gli disse: “Nemmeno il Milan ha un terzino come Augello”.

Per lui sinora 24 presenze, un gol capolavoro con il Cosenza al Picco (sinistro al volo su azione d’angolo dopo appena 40’’) e una titolarità mai messa in discussione da Marino. Umile nelle ambizioni (“Il mio sogno? Fare una presenza in serie A”), Augello è una delle frecce (anzi… delle freccette, tanto per rimanere alle sue passioni) all’arco dello Spezia che scenderà in Capitanata per cercare di confermarsi in zona playoff.

Uno Spezia che però il Foggia dovrà superare per non sprofondare ancora di più nell’incubo retrocessione.

Biografia Autore

Gianpaolo Limardi

Giornalista romano "trapiantato" a Foggia. Ha seguito la Lazio come inviato, radiocronista e commentatore per Radio Flash Roma. Da anni si occupa di serie B e Lega Pro; ha maturato una conoscenza specifica del calcio sudamericano, in particolare di quello brasiliano di cui è grande estimatore, oltre che appassionato. E del quale sente una costante "Saudade".