Foggia calcio, Grassadonia: “A Brescia ci vorrà attenzione e intensità nei 100’. Non è più tempo di alti e bassi”

Foggia calcio, Grassadonia: “A Brescia ci vorrà attenzione e intensità nei 100’. Non è più tempo di alti e bassi”

È scattata – con la partenza della squadra – l’operazione Brescia, che nasce però in mezzo a tante difficoltà per il Foggia.

L’ultima, il forfait di Tonucci e Marcucci, che hanno subito due infortuni che non sembrano di lieve entità ma sui quali si farà maggiore chiarezza nei prossimi giorni.

Oltre a loro, non saranno del confronto con la capolista Ngawa, Camporese (che in settimana ha ricominciato il lavoro con il gruppo), Busellato (squalificato) e Ingrosso. È partito – vista l’emergenza – Martinelli che però non è ancora al 100%. Dunque sono 19 i convocati, con i giovani Cavallini e Arena destinati alla Primavera.

Questo il report dei disponibili e indisponibili con cui è iniziata la conferenza del tecnico Grassadonia. Primo argomento trattato, le due settimane di lavoro durante la sosta: “Abbiamo lavorato bene”, ha esordito il mister salernitano, “peccato che eravamo a ranghi ridotti perché nella settimana della sosta non c’erano Ngawa, Kragl, Billong (“Aveva un affaticamento che si portava dietro dalla precedente gestione, ma lui è uno sveglio dal punto di vista dell’apprendimento”), mentre Ranieri e Marcucci erano in nazionale e questo ci ha privato di diversi elementi nella settimana più importante. Comunque abbiamo lavorato bene con una partecipazione alta da parte di tutti. Siamo pronti per fare una bella partita.”

Che sarà non semplice contro il Brescia capolista: “Loro sono la prima della classe, del resto lo avevo detto già prima del match dell’andata che avrebbero fatto un percorso importante. Però – non vorrei ripetermi all’infinito – per noi affrontare il Brescia primo o il Carpi ultimo deve essere la stessa cosa. Certo ci deve essere grande rispetto ma anche forte consapevolezza dei nostri mezzi. Ci vuole attenzione e intensità nei 100’.

La squadra è tornata ad esprimere certi concetti che già c’erano all’inizio, ma va aggiunta concentrazione ed intensità, il giocare di squadra come un blocco unico. Abbiamo problemi, vero, ma occorre essere sereni, piangersi addosso non ha senso, partiamo in 19, giocano in 11, poi ci sono i tre cambi. Gioca chi è disponibile, chi è più utile per la gara. Comunque bisogna dare l’anima. Pur a ranghi ridotti, sono soddisfatto di quanto effettuato perché è stato fatto con intensità ed è questo che conta.”

Quale la chiave del match con le rondinelle? “La chiave starà nell’attenzione, nell’essere incisivi, nel non lasciarsi prendere da cali di concentrazione, e questo vale per tutte le otto partite che restano. Ci è mancata la continuità e lavorare su questo fa la differenza. Occorre avere concentrazione e applicazione e sapere cosa fare. Se la squadra sarà capace di tenere alta la concentrazione, sono certo che non siamo inferiori a nessuno, nemmeno al Brescia.

C’è da lavorare sui minimi particolari, ripetere alcuni concetti fondamentali: per vincere si deve essere propositivi e giocare. D’altro canto serve anche capire che loro sono micidiali nelle transizioni, che hanno un organico composto da giocatori forti, così come l’allenatore che è riuscito a creare un mix vincente. Brescia è uno scontro diretto per noi come tutte le partite che arriveranno. Noi però siamo il Foggia e dobbiamo guardare avanti con fiducia e pedalare. Chiunque giochi e contro chiunque si giochi conta solo salvare il Foggia.”

C’è un aspetto che sarà fondamentale anche a Brescia… “(…) la continuità. Abbiamo alternato grandi partite a prestazioni scialbe. Mi aspetto la determinazione, che si faccia la partita giusta con l’atteggiamento giusto, ovvero con il coltello tra i denti, avendo però sempre la personalità di giocare, se facessimo barricate – che non rientrano nella nostra filosofia peraltro – perderemmo sicuramente.

Mi aspetto una risposta da tutti, in primis da me stesso. Perché se non ci fosse l’atteggiamento giusto vorrebbe dire che non sarei stato capace di toccare le corde giuste. Poi però tocca ai giocatori prendersi le proprie responsabilità. Se non dovessimo avere l’atteggiamento giusto vorrebbe dire che ancora non abbiamo capito il momento.”

L’allenatore rossonero ha le idee chiare sulla squadra da schierare: “Ho le idee chiare, abbiamo lavorato sulle punte in linea o no, ma al di là di questo c’è bisogno di correre tutti insieme, perché se salta qualcuno si va in difficoltà. Serve compattezza e non andare allo sbaraglio, occorre capire dove e quando andare a prenderli. Poi dobbiamo proporre quanto preparato. Sono sicuro che se ci riusciremo, faremo una grande partita”.

Dal match con il Cittadella è sembrato uscire un Foggia più consapevole, più vivo ma Grassadonia ha sottolineato che i giocatori da questo punto di vista “(…) devono crescere ancora, ci sono tanti alti e bassi. Ma non c’è più tempo di avere questi alti e bassi che si riportano in partita dagli allenamenti. La problematica è stata quella del volersi accontentare e del pensare a se stessi. Dobbiamo migliorare nel mantenimento dell’intensità.

Da quando sono tornato ho trovato disponibilità e partecipazione: tocca però ora a noi giocare per tirarci fuori da dove siamo.” Infine un flash sull’unità d’intenti con l’ambiente a cui il tecnico aveva accennato nella prima conferenza dopo il rientro: “Ho ritrovato l’unità d’intenti: se ci fosse stata prima avremmo un’altra classifica. Ma questo è il passato e ripensarci ci farebbe solo del male. Ora tocca a noi salvare il Foggia e farci accompagnare dai tifosi che c’erano sabato, c’erano ieri all’allenamento e ci saranno domani a Brescia.”

Biografia Autore

Gianpaolo Limardi

Giornalista romano "trapiantato" a Foggia. Ha seguito la Lazio come inviato, radiocronista e commentatore per Radio Flash Roma. Da anni si occupa di serie B e Lega Pro; ha maturato una conoscenza specifica del calcio sudamericano, in particolare di quello brasiliano di cui è grande estimatore, oltre che appassionato. E del quale sente una costante "Saudade".