Foggia calcio, Padalino: “Ascoli non un passo indietro, occorre rivalutare i pareggi. Cosenza può essere vitale”

Foggia calcio, Padalino: “Ascoli non un passo indietro, occorre rivalutare i pareggi. Cosenza può essere vitale”

Altro giro, altra corsa… nuova vigilia di partita a nemmeno quarantotto ore dal 2-2 di Ascoli.

Il tecnico Padalino ha incontrato la stampa ed ha affrontato subito l’argomento Ascoli: “Al di là della vittoria che non è arrivata”, ha esordito il mister, “c’è stato lo spirito e la voglia di fare bene, ci sono però situazioni che ti mettono pesantezza e che non ti fanno esprimere come si vuole. Molti hanno pesantezza anche nel fare cose semplici: i risultati porterebbero a quella leggerezza di cui parlavo all’inizio della mia esperienza, ma visti i risultati che stanno ottenendo gli altri dobbiamo rivalutare questi pareggi perché se è vero che non vinciamo è pur vero che nemmeno perdiamo da 5 turni.

Ci sono altre squadre che nelle ultime cinque hanno fatto un solo punto, noi dobbiamo dare continuità al percorso che abbiamo intrapreso ma – come avevo già detto – serve ora osare di più, nel senso di avere la convinzione che tutte le partite devono essere aggredite per cercare la vittoria. Da Ascoli mi porto di positivo lo spirito, meno l’aggressività e la concretezza nei momenti che poi fanno la differenza.”

Il match con i bianconeri ha lasciato in eredità anche gli stop di Busellato per squalifica (che si somma a quella di Gerbo) e di Deli per infortunio: “Deli non giocherà per il problema che lo ha costretto a uscire ad Ascoli. La risonanza ha evidenziato una distrazione muscolare. Lo stesso discorso valeva per Galano che nelle precedenti partite non ha giocato perché aveva manifestato un problema alla coscia (che si portava dall’epoca del mio predecessore) che strumentalmente non era stato individuato ma che nella rifinitura gli aveva causato dei dolori.

Domani però è a disposizione: mi ha detto che sta bene, così come Zambelli i cui dolori sono alle spalle. Iemmello e Kragl dopo quanto speso con il Benevento non erano nella condizione psico-fisica di fare la gara ad Ascoli e non mi sembrava giusto non far giocare chi stava meglio.”

Le assenze soprattutto a centrocampo possono far pensare ad un cambio di modulo? “Non direi, non cambio modulo, i calciatori sono quelli. In mediana abbiamo Agnelli, Greco e Marcucci. Sono loro a disposizione”.

Contro i marchigiani è arrivato il 5° pareggio di fila: “I pareggi non li decidiamo e non penso che lascino strascichi. Del resto alcune partite hanno detto che il Foggia meritava la vittoria e questo ci fa ben sperare. La mancata vittoria ci lascia l’amaro in bocca, ma consideriamo che nel mese dei pareggi abbiamo recuperato punti e ora siamo a tre da chi ci sembrava molto lontano: un mio allenatore, Trapattoni (uno che di vittorie s’intendeva!), diceva che un punto in più o in meno può farti vincere un campionato o salvarti.

Noi stiamo lavorando e provando ad ottenere risultati che certamente speravamo diversi, ma dobbiamo avere la cattiveria e la freddezza per portare il risultato dalla nostra parte. Oggi comunque mi sento di dire che occorre rivalutare i nostri risultati.”

Benevento e Ascoli, due gare diverse e due situazioni di gioco differenti: “Il Benevento non ti concedeva il palleggio, come invece ha fatto l’Ascoli che puntava sulle ripartenze che hanno dato frutti nel primo tempo, meno nel secondo; con i sanniti sulle ripartenze giocavamo noi e poi il fatto di avere – secondo noi – subito dei torti e poi l’essere rimasti in dieci ci ha dato una carica in più.

Con l’Ascoli la partita era più complicata, dovevamo tentare magari più tiri da fuori o buttare qualche palla “in avanti” che non è nel nostro DNA ma che è una variante quando non si può giocare. Non leggo la partita di Ascoli, però, come un passo indietro: abbiamo comunque avuto la forza mentale di recuperare due partite che sembravano già perse. La vedo positivamente.”

Domani sera allo Zaccheria arriva il Cosenza: “Conoscendo Braglia”, ha sottolineato il tecnico rossonero, “non credo che non avrà nulla da perdere o che pensi a una passeggiata in Puglia, dove tra l’altro da ex ci terrà a fare bene. So il carattere di Braglia e vorrà proseguire la striscia positiva. Il Cosenza è una squadra di tutto rispetto che gioca un discreto calcio. Sarà una gara con pochi spazi, occorrerà avere pazienza e non esporsi ai rischi a campo aperto visto che loro hanno gente in avanti come Tutino e Baez.

Nella squadra riconosciamo le caratteristiche di Braglia che è uno che non disdegna la qualità del gioco. È una rosa con i giusti interpreti. Per noi la partita può essere vitale: la affrontiamo con l’idea di vincere. Sono quei treni che possono darti una svolta. Però nulla è scontato, loro sono a un punto dai playoff: non è decisiva ma potrà darci uno slancio non indifferente per le prossime giornate”.

Il mister foggiano ha poi spiegato i motivi per i quali si può essere ottimisti in vista della lotta salvezza: “Sono ottimista perché credo nei giocatori che non hanno dato sinora il massimo e possono fare meglio; perché c’è stato un miglioramento nei reparti; perché c’è compattezza di squadra e poi perché peggio non si può fare. La paura non ci deve appartenere, dobbiamo credere alle nostre possibilità.”

Le problematiche del Foggia? “Posso parlare della mia gestione ed entrare in corsa non è mai semplice. Sicuramente appena arrivati abbiamo dovuto ristabilire i parametri consoni al nostro modo di fare calcio. Dovevamo gettare le basi e questo ha portato via tempo: su quelle basi, poi, ci vai a mettere su il resto (condizione fisica, tecnico-tattica, lavoro sui reparti).

Non posso pensare di aver svolto il lavoro come avrei voluto, abbiamo scoperto problematiche, alcune palesi altre no su cui abbiamo dovuto lavorare. Le difficoltà che spesso abbiamo ad inizio partita ci devono far pensare che la prima palla è importante come le altre, i ragazzi sono comunque consapevoli di dove siamo e cosa c’è da fare per tirarsi fuori”.

E tra i suoi ragazzi ci sono Kragl e Agnelli. A loro è dedicato un pensiero, breve per il tedesco, più articolato per il capitano: “Kragl è Kragl: dove gioca non conta nulla. Abbiamo però anche preso in esame l’opportunità di vederlo interno, magari pure a destra. Ma per ora non gli cambio la posizione. Agnelli? Sono sette anni che è al centro di critiche e polemiche, delle quali mote gratuite. Non gli viene riconosciuto il buono e viene invece sottolineato il negativo.

Si guarda all’errore, che pure in alcune circostanze c’è stato, ma non si parla di lui quando corre per due o quando salva un gol come a Padova. Agnelli domani gioca e non perché siamo in emergenza. Con me giocherà sempre sino a che dimostrerà quella voglia e quella fame che ha. A volte può anche essere utile stare a riposo, ma ora ci serve. Non ho dubbi sulla sua professionalità. Ha carattere da vendere e spalle larghe se è qui da sette anni.”

Chiosa sui tifosi, spettacolari anche ad Ascoli: “I tifosi riescono sempre a sorprenderci: domani mi aspetto il loro apporto, ma speriamo di essere noi a trascinarli.

Biografia Autore

Gianpaolo Limardi

Giornalista romano "trapiantato" a Foggia. Ha seguito la Lazio come inviato, radiocronista e commentatore per Radio Flash Roma. Da anni si occupa di serie B e Lega Pro; ha maturato una conoscenza specifica del calcio sudamericano, in particolare di quello brasiliano di cui è grande estimatore, oltre che appassionato. E del quale sente una costante "Saudade".