Foggia calcio, Mazzeo: “In questo momento conta solo salvare il Foggia e dobbiamo impegnarci tutti per farlo”

Foggia calcio, Mazzeo: “In questo momento conta solo salvare il Foggia e dobbiamo impegnarci tutti per farlo”

Il momento difficile del Foggia secondo… Fabio Mazzeo. Nel pomeriggio di oggi conferenza stampa del bomber salernitano che ha scandagliato il fondale rossonero partendo dal giudizio sul punto di Padova: “C’è tanto rammarico: per non aver fatto i tre punti, per l’ultima mezzora giocata, per esserci abbassati troppo e aver dato loro fiducia.

Erano tre punti fondamentali che non dovevamo lasciare per strada. In campo dicevo ai compagni di salire perché loro non facevano nulla per metterci in difficoltà, poi abbiamo preso gol all’ultimo minuto. Ci è mancata la gestione della partita, una delle cose che facevamo meglio gli anni scorsi”.

Il periodo no della squadra si rispecchia anche nella difficoltà degli attaccanti: “Abbiamo giocato tutti, a turno siamo tutti rimasti fuori, abbiamo provato tutti i moduli, evidentemente è un nostro limite. Ma se non avessimo dei limiti non staremmo nella posizione in cui ci troviamo. Ora c’è bisogno di salvarci pur con tutti i nostri limiti: parlare è inutile. Ognuno di noi deve mettere di più di quello dato sinora, le partite sono sempre di meno, contano solo i punti. Non conta nulla giocare bene o male”.

Il gioco che è sempre stata sempre una prerogativa dei satanelli deve passare in secondo piano: “Nelle nostre caratteristiche c’è il gioco, non possiamo snaturare le nostre caratteristiche però quest’anno non ci riesce di gestire. Occorre continuare a lavorare e metterci di più per saper gestire meglio la palla quando siamo in difficoltà. C’è bisogno però dell’aiuto di tutti perché il risultato finale rimane per la città di Foggia.

Sinora sono state fatte troppe chiacchiere per destabilizzare: la ciliegina sulla torta per quanto riguarda me è stato il passaggio al Monza a gennaio. Dobbiamo essere tutti uniti per un solo obiettivo. È un momento in cui può subentrare la paura e questo non deve succedere perché sarebbe un disastro. La gente deve entrare nell’ottica che ci dobbiamo salvare e che abbiamo bisogno di tutti: ci hanno sempre aiutato e devono continuare ad aiutarci. Abbiamo tutte le possibilità e lotteremo sino alla morte per salvarci”.

Poi un’ammissione sulla qualità del gioco proposta: “Non giochiamo come l’anno scorso o due anni fa, per noi era un modo bellissimo di giocare, ora è un modo normale. Se consideriamo poi le difficoltà in più, ecco spiegato il nostro rendimento. Certo che mi piacerebbe giocare bene, fare tre gol ma sono sette mesi che non ci riusciamo, quindi dobbiamo saper soffrire e soffrendo dobbiamo vincere che è l’unica cosa che conta”.

Una stagione complicata per il Foggia, una stagione al di sotto delle attese per Mazzeo: “I numeri parlano chiaro, l’aspetto positivo è che non ho avuto infortuni ma il rendimento è inferiore rispetto agli anni scorsi, per le poche occasioni, per il modo di giocare mio e della squadra. Sono state fatte cose all’inizio che non dovevano essere fatte. Ora però pensiamo a resettare e a salvarci: in questo momento conta solo salvare il Foggia e dobbiamo impegnarci tutti per farlo. Poi alla fine parleremo del futuro e del passato…

Sabato (ore 18) allo Zaccheria arriva il Benevento con cui Fabio conquistò una promozione in serie B: “Loro sono molto in salute, sono stati costruiti per vincere, hanno cambi in tutti i ruoli: è una partita bella da giocare ma non è un’ultima spiaggia. Adesso tutti dobbiamo essere motivati. Per me non ci sono significati particolari: lì sono stato bene, abbiamo vinto, ma ora sto bene qui e dobbiamo fare risultato. All’andata facemmo un’ottima partita: con un po’ di sofferenza all’inizio, poi riuscimmo a pareggiare con un gran gol di Oliver e il Benevento accusò il colpo. Per me la vittoria però non fu una sorpresa, come non lo sarebbe sabato. Spero di vincere, dimostrando di saper soffrire e combattere”.

Infine il numero 19 ha dedicato un pensiero accorato e fortemente voluto (perché non arrivato dietro input di una domanda) al capitano Agnelli (come era stato fatto già da Martinelli la settimana scorsa), oggetto di critiche anche feroci negli ultimi tempi: “Sono dispiaciuto per il capitano: contro il Pescara è stato brutto sentire i fischi. Lui può piacere o meno come giocatore, però è il nostro e il vostro capitano, il capitano della sua città, ci mette sempre cuore e anima, dà tutto, non ci dorme la notte. Lui c’è sempre in tutto. È stato un brutto gesto: merita più rispetto”.

Biografia Autore

Gianpaolo Limardi

Giornalista romano "trapiantato" a Foggia. Ha seguito la Lazio come inviato, radiocronista e commentatore per Radio Flash Roma. Da anni si occupa di serie B e Lega Pro; ha maturato una conoscenza specifica del calcio sudamericano, in particolare di quello brasiliano di cui è grande estimatore, oltre che appassionato. E del quale sente una costante "Saudade".