Foggia calcio, Billong: “Il rigore con il Pescara non era nettissimo. Padova? Per noi sono tutte finali”

Foggia calcio, Billong: “Il rigore con il Pescara non era nettissimo. Padova? Per noi sono tutte finali”

Protagonista nelle sue prime due uscite con la maglia del Foggia, Jean-Claude Billong è intervenuto in sala stampa in tarda mattinata.

Primo argomento, il match con il Pescara e il rigore da lui procurato: “Abbiamo fatto una bella partita d’insieme, era difficile perché il Pescara lotta per il primo posto e noi per la salvezza. Il rigore non era nettissimo, ho toccato la palla, poi lui è caduto e l’arbitro ha fischiato il rigore”.

Al di là del penalty, altra prestazione di livello del francese che si è subito ambientato bene: “Tutti mi hanno aiutato, appena sono arrivato era già tutto pronto, l’allenatore mi ha accolto bene, le cose vanno bene. Mi sono sentito subito bene, abbiamo giocato due partite: con il Palermo è stata una partita dura, è stato un buon punto; con il Pescara potevamo vincere ma questo è il calcio. Dello spogliatoio conoscevo già Iemmello, mi trovo con Noppert, Martinelli, Kragl ma non c’è un compagno in particolare con cui vado d’accordo. Siamo tutti uniti”.

Billong viene dal Benevento dove la squadra lottava per la promozione: “A Benevento c’era pressione perché dovevamo vincere le partite. Ma la stessa pressione c’è qui pur con un altro obiettivo, qui si gioca con lo stadio pieno, per la città. I tifosi sono appassionati, lo stadio canta dal primo al novantesimo”.

A proposito di Benevento, il suo primo allenatore italiano è stato De Zerbi: “Un bravo allenatore per giocare a calcio, sono stati sei mesi duri perché il Benevento era per la prima volta in serie A, ma con lui non ho avuto problemi”. Nella difesa a quattro di Padalino sta giocando centrale di destra: “Per me è uguale giocare a tre o a quattro: con De Zerbi facevo la difesa a tre giocando a destra, con Bucchi (l’attuale mister dei giallorossi sanniti nda) a sinistra o al centro, qui centrale di destra. Per me non è un problema giocare a tre o a quattro”.

Sabato c’è il Padova: “È una partita importante ma come lo sono tutte. Per noi sono tutte finali. Dobbiamo vincere sempre per salvarci. Non andremo in serie C perché abbiamo una squadra molto forte. Se il Foggia non avesse avuto sei punti di penalizzazione saremmo in un’altra classifica. Non c’è grande differenza con il Benevento. Gli allenamenti sono uguali, l’allenatore è bravo, giochiamo a uno o due tocchi. Mi piace come giochiamo”. Infine una  “dichiarazione d’intenti” per il futuro: “Mi sento bene qui: se rimaniamo in B, mi piacerebbe restare. Ci sono ottimi giocatori e brave persone”.

Biografia Autore

Gianpaolo Limardi

Giornalista romano "trapiantato" a Foggia. Ha seguito la Lazio come inviato, radiocronista e commentatore per Radio Flash Roma. Da anni si occupa di serie B e Lega Pro; ha maturato una conoscenza specifica del calcio sudamericano, in particolare di quello brasiliano di cui è grande estimatore, oltre che appassionato. E del quale sente una costante "Saudade".