Zenga, tecnico del Venezia: “Soddisfatto della personalità dei miei. Il Foggia? Mancavano giocatori importanti”

Zenga, tecnico del Venezia: “Soddisfatto della personalità dei miei. Il Foggia? Mancavano giocatori importanti”

Carisma, personalità e rispetto conquistato sul campo: Walter Zenga ha catalizzato l’attenzione nell’immediato dopo partita di Foggia-Venezia.

Così l’Uomo Ragno ha commentato la gara dello Zaccheria: “Sono soddisfatto perché la mia squadra ha dimostrato personalità, alla fine siamo venuti fuori molto bene. Abbiamo giocato con intelligenza e coraggio. Non avevo preparato una partita di attesa ma c’è da considerare che in campo ci sono pure gli avversari, eravamo partiti con Pinato trequartista e Segre mezzala, poi abbiamo spostato Segre, ma la mia soddisfazione è stata quella di aver visto crescere la squadra in personalità. Nel secondo tempo abbiamo prodotto anche un bel calcio. La mia striscia positiva continua? Sono i ragazzi che fanno le cose per bene, hanno assorbito gli schemi, il campionato è lungo, da qui alla fine si vedrà”.

Due giocatori cardine del Venezia, Zampano e Bentivoglio hanno giocato a lungo con il peso di un cartellino giallo: “Quando parlo di interpretare bene la partita mi riferisco anche a questo. Occorre sapersi gestire, fare attenzione alle entrate. Se poi intuisco che si è in difficoltà a causa del cartellino, o l’arbitro ti ha puntato allora faccio il cambio. Citro era assente a causa di una distorsione alla caviglia. Schiavone è entrato benissimo”.

Un parere sul Foggia: “Non giudico gli avversari, ho troppo rispetto per il lavoro dei miei colleghi allenatori. Ieri però mancavano al Foggia giocatori importanti, poi c’è da dire che la squadra fa risultati da cinque turni di fila e senza penalizzazione avrebbe 17 punti. Il vero valore del Foggia sono dunque i 17 punti, le penalizzazioni non hanno a che fare con il calcio.

Il pubblico l’ho ritrovato con lo stesso calore, incita, è numeroso, è sempre bello giocare in stadi così, senza pista, con la gente vicina. Ti dà maggiore adrenalina. È sempre un piacere tornare in stadi come questo. Kragl (suo giocatore al Crotone nda) non giocò perché io sono arrivato a Crotone l’8 dicembre e lui l’8 gennaio se n’è andato. E mi pare che anche prima non giocasse…”

Un giudizio sulla serie B: “La cadetteria è per me ancora un mondo particolare: sono arrivato l’11 ottobre e sarei presuntuoso se dicessi che ho capito tutto. Sto cercando di dare continuità a questa squadra. Tranne per mezzora a Cittadella ce la siamo sempre giocata. Cerco di dire ai miei giocatori che anche un episodio negativo, come oggi poteva essere il rigore (che aveva cambiato il verso alla gara), si può trasformare in positivo.

In generale ci sono squadre come Palermo, Benevento, Lecce e Brescia – che mi ha impressionato perché ha giocatori di talento – che hanno organici fuori la portata di altri e credo si giocheranno la promozione diretta sino alla fine. Per le altre, quando si arriverà ai playoff si vedrà chi sta meglio”.

Biografia Autore

Gianpaolo Limardi

Giornalista romano "trapiantato" a Foggia. Ha seguito la Lazio come inviato, radiocronista e commentatore per Radio Flash Roma. Da anni si occupa di serie B e Lega Pro; ha maturato una conoscenza specifica del calcio sudamericano, in particolare di quello brasiliano di cui è grande estimatore, oltre che appassionato. E del quale sente una costante "Saudade".