Foggia calcio, Padalino: “Questa squadra ha bisogno di leggerezza. Domani vietato sbagliare l’approccio”

Foggia calcio, Padalino: “Questa squadra ha bisogno di leggerezza. Domani vietato sbagliare l’approccio”

Assente per squalifica alla prima con il Foggia, Pasquale Padalino è intervenuto in sala stampa per presentare il match di Salerno dopo una settimana di lavoro…

“Una settimana corta”, ha esordito il tecnico, “almeno per me perché eravamo presi da tante cose. Comunque stiamo bene, fisicamente non sono potuto entrare come avrei voluto, dal punto di vista mentale ho trovato molta disponibilità anche nella libertà di fare quanto proposto. Rispetto a quando subentrai a Nocera, Grosseto e Matera, sono periodi diversi e categorie diverse e le rose non sono confrontabili. Ma l’approccio con i calciatori è il medesimo perché sono sempre ragazzi. Confido nella loro collaborazione ed esperienze per agevolare il nostro ingresso”.

Con sei indisponibili (l’ultimo in ordine di tempo è Martinelli), saranno 21 i partenti per Salerno dove è attesa una partita contro una squadra che “avrà complicanze simili – se vogliamo – a quelle del Foggia, con il cambio di tecnico, solo che Gregucci ha avuto appena due giorni, noi una settimana e da questo punto di vista siamo avvantaggiati. Abbiamo affrontato anche in mattinata la situazione della Salernitana, l’aspetto tattico ci ha interessato pochissimo perché non sappiamo cosa Gregucci cambierà, le partite viste erano con Colantuono, con il nuovo tecnico ci sono punti interrogativi.

Però l’ambiente è “pesante” e sappiamo a cosa andremo incontro. È impossibile per noi sbagliare l’approccio, non dobbiamo aver alcun timore, siamo preparati. La Cremonese deve essere per noi un trampolino di lancio, si riparte da zero, dobbiamo dare continuità a quanto fatto. L’aspetto tecnico e tattico passa in secondo piano rispetto a quello ambientale che prevarrà su tutto o tutti”.

Il lavoro è iniziato da poco e la “mission” è stata quella di non stravolgere: “Questa è una squadra che dà alternative, in settimana però non ho stravolto, abbiamo adottato accorgimenti nei dettagli che però sono determinanti. Non avevo tempo per provare alternative, alla ripresa dopo la sosta però avremo più tempo per dare la possibilità ad alcuni giocatori sinora adattati di esprimersi in sistemi alternativi. Nella nostra idea c’è il portare avanti un concetto di squadra che faccia la partita, provando ad arrivare a un risultato. A Foggia per abitudine e storia c’è l’esigenza di vedere un calcio spettacolare: dobbiamo associare il gioco al risultato anche perché siamo convinti che il risultato arrivi attraverso il gioco”.

Poi un approfondimento tattico, sulla questione legate ai gol subiti su calcio piazzato: “In pochi giorni ho modificato poco. La disposizione a zona è quella che prediligo, con alcune modifiche portando avanti delle convinzioni personali. Proveremo con alcuni correttivi a diminuire i gol presi. Però questo non dipende solo dalla posizione ma anche dalle caratteristiche dei difensori e dalla loro capacità di marcare. I campionati si vincono prendendo pochi gol. Noi ci abbiamo già lavorato e continueremo a lavorarci”.

Padalino è entrato anche nella sua idea di calcio: “Abbiamo un’idea di propositività e in questa idea c’è anche il partire dal basso, con il portiere che deve avere le capacità per farlo, e in questo posso essere simile a Grassadonia poi però più avanti la mia priorità è alleggerire i giocatori da responsabilità che adesso non possono sopportare. E quindi c’è la voglia di cercare magari di più l’uomo in avanti per cercare di accorciare. Cerchiamo di trovare il sistema che dà la possibilità agli interpreti di agire al meglio. La squadra ha bisogno di leggerezza, poche cose e sapere cosa si fa. Non c’è il tempo per altro: una volta avute delle certezze su un sistema, in corso d’opera inseriremo delle alternative. Però l’idea di calcio non cambia, cambia magari il modo come fare arrivare la palla avanti. Ad esempio, Galano resta Galano sia all’interno che all’esterno, il suo tocco di palla non cambia. Comunque, nessuno stravolgimento: serenità e qualche dettaglio…”

Il mister ha insistito sul concetto di leggerezza: “Se non ce l’hai, se non sei libero mentalmente fai fatica anche ad ascoltare un discorso di pochi minuti. Se hai mille cose per la testa, allora è meglio correre, così cresci almeno nella condizione atletica, che ascoltare”.

Il neoallenatore è arrivato da poco nello spogliatoio, quale lo stato d’animo? “Ho percepito un po’ di delusione, di scoramento e di amarezza perché i giocatori si sentono responsabili. Infatti, non può essere solo l’allenatore il responsabile. Adesso devono dare delle risposte a loro stessi e a chi ha dato loro fiducia. Si sono assunti questa responsabilità attraverso la disponibilità negli allenamenti. Comunque occorre avere mentalità: per la continuità c’è bisogno di serenità e leggerezza”.

Nel finale il dogma di Pasquale proprio sulla mentalità: “Se tutti dicono che qui ci sono ottimi giocatori, e io lo credo, c’è un fondo di verità: vediamo però se oltre ad avere ottimi giocatori possiamo avere anche un’ottima squadra. Dobbiamo avere umiltà che non significa sottomissione. Dobbiamo però dimostrare in campo di voler essere protagonisti. Anche il giorno che saremo più in alto dovremo avere umiltà, che non significa perdere di valore singolo o collettivo, se sei forte lo devi dimostrare sempre. Per essere “forti forti” occorre dimostrarlo passando attraverso degli step. Oggi dobbiamo superare questa situazione: quando ne saremo fuori dovremo continuare ad essere umili ma consapevoli dei nostri mezzi”.

Un pensiero, Padalino lo ha dedicato anche a Carraro: “È un ragazzo giovane, subisce non al meglio la pressione che è normale che ci sia, però come dicevo il giorno della presentazione chi ha la forza di reggere le pressioni deve aiutare i ragazzi come Carraro. Tutti ci aspettavamo da lui qualcosa in più considerando i pareri che arrivavano. Lui deve reagire e questo lo sa, la sua crescita passa per questo momento, la città in questo senso può dargli molto. Oggi non ha quella serenità ma credo che abbiamo il dovere di dargli una mano, cosa che sentono anche i tifosi”.

Infine una battuta proprio su di loro, sui tifosi: “I messaggi che loro ci mandano sono sempre di positività. L’importante è rispettare e onorare la maglia: è questo che i tifosi ci hanno insegnato. Poi i risultati possono essere compromessi da alcune dinamiche, ma io esulterò sempre quando saremo seguiti da questa tifoseria”.

Biografia Autore

Gianpaolo Limardi

Giornalista romano "trapiantato" a Foggia. Ha seguito la Lazio come inviato, radiocronista e commentatore per Radio Flash Roma. Da anni si occupa di serie B e Lega Pro; ha maturato una conoscenza specifica del calcio sudamericano, in particolare di quello brasiliano di cui è grande estimatore, oltre che appassionato. E del quale sente una costante "Saudade".