Foggia calcio, la rabbia di Grassadonia: “La squadra sta facendo un signor campionato con numeri importanti”

Foggia calcio, la rabbia di Grassadonia: “La squadra sta facendo un signor campionato con numeri importanti”

Un Grassadonia combattivo e pungente si è presentato in sala stampa alla vigilia della partenza per Livorno, tappa importante nel cammino del Foggia.

Il tecnico rossonero ha voluto sottolineare con forza la bontà del campionato sinora condotto dai satanelli: “Questa squadra, con -8 in classifica, ha fatto 17 punti in 13 partite. Saremmo a +5 dal Crotone che come il Padova ha una partita in più di noi. Senza quegli otto punti saremmo qui a parlare di altro. Il -8 ha portato ad avere una condizione mentale non semplice e torno a parlare del Chievo che con -3 non ha ancora vinto una partita. Se il 24 novembre ci avessero ridato dei punti a livello mentale qualcosa sarebbe cambiato e sono convinto che se non avessimo avuto all’inizio la penalizzazione, avremmo sicuramente dei punti in più.

Questi numeri sono comunque importanti. Ai numeri si aggiunge il fatto che giocare partendo da -8 è difficile: siamo comunque amareggiati perché sappiamo di poter dare di più. Con il Venezia volevamo vincere e abbiamo fatto un buon primo tempo. Poi ci sono state difficoltà, ma questi che ho presentato sono i numeri e dipende da come li si vogliono guardare. C’è chi vede il bicchiere mezzo pieno, chi mezzo vuoto e chi non lo vede proprio, o lo vede solo vuoto”.

E poi il mister ha rincarato la dose parlando delle critiche ricevute: “Quando si va sul personale non mi piace più: ci mettiamo animo e amore, non mi piace essere mortificato così in una città che mi ha visto nascere come calciatore. Ci sto male perché penso di non aver fatto nulla per meritarlo. Questa mortificazione è mia ma è anche dei ragazzi perché si vuole e si può fare di più. Però i numeri sono semplici da una parte e chiari dall’altra.

Quando ho detto che avremmo dovuto remare tutti dalla stessa parte intendevo che bisogna lottare per uscire da laggiù: i giocatori lavorano sodo per dare delle gioie ai tifosi, ma qui non abbiamo la bacchetta magica e si sconta una penalizzazione molto pesante! Andremo a Livorno per fare un risultato positivo e per essere squadra per tutti i 90 minuti”.

Si è parlato di obiettivi e ancora di penalizzazione: “Prima di pensare ai playoff, bisogna toglierci dalla posizione in cui siamo. Vi parlavo del Chievo perché è una realtà dove ho giocato e conosco e so che lì ti fanno lavorare tranquilli; a Foggia c’è grande passione e per questo anche pressione e a volte eccessi. Senza penalizzazione staremmo qui a parlare di altro, abbiamo avuto tante problematiche che non utilizzo però come scuse, ma ad esempio ci sono mancati giocatori importanti. La squadra sta facendo un signor campionato!”

Domani si partirà per Livorno, non ci saranno Chiaretti, Rizzo, Ramé e forse Busellato (fermatosi per un affaticamento); sono recuperati invece Zambelli, Tonucci, Kragl e Deli.

Il popolo rossonero ha contestato, il match dell’Ardenza è l’occasione per un riscatto: “I tifosi si riconquistano con il fare di più, con l’essere squadra nei 90’; loro ci chiedono di avere una maggiore convinzione e applicazione. Io firmo «con il sangue» che questa squadra arriverà alla salvezza, mi ci gioco il contratto. Ma ci si salva se tutti remiamo dalla stessa parte: le pressioni non aiutano. Abbiamo bisogno dei tifosi che contro il Venezia hanno cantato per 90’, poi hanno contestato ma questo ci sta.

Contro il Livorno sarà uno scontro diretto, almeno per la classifica perché noi in realtà abbiamo fatto 17 punti. Il Livorno è ultimo e sarà una gara delicata per entrambe. Loro faranno il possibile per portarla a casa, ma lo stesso faremo noi. Dobbiamo migliorare nell’essere in partita per tutti i novanta minuti e nella capacità di lettura delle dinamiche dell’incontro. Bisogna capire i momenti della gara: per caratteristiche noi dobbiamo attaccare ma bisogna capire che può capitare – come contro il Venezia – che ci si debba abbassare. Però l’aggressività è di base una nostra caratteristica. Mi ha amareggiato molto dal punto di vista umano la contestazione, ci teniamo a fare bene a Livorno.

L’errore da non commettere è sbagliare l’approccio: dobbiamo essere cattivi più di loro che certamente lo saranno. Dico che la squadra deve trasformare la rabbia in un punto di svolta. E non per me, ma a prescindere da me”.

Grassadonia si è occupato anche di alcuni singoli: “Martinelli sta facendo un gran campionato, è quello che ha sempre giocato, come terzino è adattato, se però dovesse giocare Kragl a sinistra, dall’altra parte lui ci darebbe maggiore equilibrio. Contro il Venezia ha fatto un buon primo tempo e poi è andato in difficoltà come tutti. Non è il suo ruolo ma si può adattare.

Carraro è un giovane di qualità ma è comunque un giovane che può soffrire qualche fischio. Lunedì però ha sofferto soprattutto fisicamente, lui era uno dei quattro che non giocava da un mese e poi ha corso come un matto. Ha fatto prestazione buone e meno buone, ma ci sta visto che è al primo campionato in cui gioca con molta continuità.

Giocare (ed allenare) a Foggia è una fortuna perché Foggia ti fa diventare giocatore. Carraro sa che gioca in una piazza esigente. Dovrà essere bravo lui a trarre il meglio da questa stagione. Lui è un introverso e quindi soffre qualche critica, magari dovrebbe essere più spensierato, più sciolto e fare ciò che sta facendo.

Rubin? Quando parlo di un gruppo, intendo allenamenti fatti bene e in questo senso questa squadra ha esempi positivi. Rubin si è fatto trovare pronto e ha ingoiato giornate amare. Ranieri si è preso la maglia e non l’ha più mollata. Questo vuol dire che la squadra si allena bene, parlo anche di Boldor che ha alzato l’asticella, mi spiace non farlo giocare. Deli sta bene ma non giocava da tempo: con il Venezia volevamo cominciare con Rizzo ma poi si è fermato. Rizzo e Chiaretti stanno facendo delle visite specialistiche: la settimana prossima saprò dire di più”.

Dopo il Venezia, il tecnico rossonero aveva parlato di tecnici sempre a rischio, concetto che ha ribadito oggi: “Noi allenatori siamo sempre in bilico, siamo figli dei risultati, ma i risultati del Foggia – a mio parere – sono importanti. Poi li si può vedere come si vuole. Io ho grande rispetto per il vostro lavoro, ma non rispetto chi non rispetta l’uomo. Non sopporto gli stupidi e quelli che si fanno pubblicità sulla pelle degli altri.

Cosa ci è mancato? Dobbiamo essere collaborativi, richiamare il compagno nella sua posizione quando magari è stanco o distratto, dobbiamo avere maggiore attenzione ai particolari. Manca questo. I miei giocatori devono essere bravi a fare quanto provato in settimana. I giocatori erano abbattuti per non essere riusciti a vincere con il Venezia, ma poi ci siamo resi conto che potevamo pure perdere.

La gara l’abbiamo rivista: abbiamo giocato un signor primo tempo, del secondo abbiamo parlato, ma anche lì abbiamo avuto delle occasioni, il salvataggio sulla linea, un rigore netto su Mazzeo, un’altra situazione in area, due tiri di Cicerelli. Certo abbiamo concesso tre palle gol importanti al Venezia. Vogliamo fare un risultato importante a Livorno, sarà quello che farà ritornare la serenità”.

Biografia Autore

Gianpaolo Limardi

Giornalista romano "trapiantato" a Foggia. Ha seguito la Lazio come inviato, radiocronista e commentatore per Radio Flash Roma. Da anni si occupa di serie B e Lega Pro; ha maturato una conoscenza specifica del calcio sudamericano, in particolare di quello brasiliano di cui è grande estimatore, oltre che appassionato. E del quale sente una costante "Saudade".