Foggia calcio, il nuovo corso inizia con la Cremonese del “ballerino” Castrovilli e del motorino belga Emmers

Foggia calcio, il nuovo corso inizia con la Cremonese del “ballerino” Castrovilli e del motorino belga Emmers

Si cambia. L’ultimo scroscio di una cascata d’illusioni si è infranto sul terreno ventoso dell’Ardenza. Il capolinea per Grassadonia e il suo staff.

Ma non c’è il tempo per guardarsi indietro (o avanti) perché il futuro è già qui. Si chiama Cremonese, ospite domani allo Zaccheria nell’anticipo del 16° turno. Nella passata stagione, era il 4 novembre 2017, la formazione allora allenata da Tesser s’impose 3-2 causando un terremoto in casa Foggia: se ne andarono Di Bari e Colucci, all’orizzonte c’era già Nember.

Quel successo però non ha portato “fortuna” ai grigiorossi perché da lì in poi i tre punti esterni non sono più arrivati: la Cremo, infatti, ha poi giocato 21 gare lontane dallo Zini collezionando 14 pareggi e 7 sconfitte. Certo, parecchia acqua è passata sotto i ponti grigiorossi: Tesser ha mollato già in corso d’opera, lo ha sostituito Mandorlini che ha salvato la squadra meritandosi la conferma per il campionato 2018/19. Che doveva vedere i lombardi lottare per i playoff.

Per questo obiettivo, il club del cavalier Arvedi ha investito molto costruendo un team sostanzioso: sono approdati all’ombra del Torrazzo Castagnetti, Greco, Migliore, Carretta, Montalto, Mogos, Radunovic, Terranova, Emmers. Tutti elementi in grado di far fare ai grigiorossi (che tra i big hanno perso solo Cavion e Ujkani) il salto di qualità.

Qualcosa, però, non ha funzionato e così alla 10ª giornata il tecnico Mandorlini è stato sollevato dall’incarico: per l’ex libero dell’Inter di Trapattoni 12 punti in 10 incontri con una media 1.20 punti a incontro. Al suo posto è stato scelto Massimo Rastelli, tornato in pista dopo l’esperienza in chiaroscuro di Cagliari (promozione in «A» ed esonero autunnale), che sinora ha ottenuto due vittorie e un pari nei 3 confronti allo Zini, perdendo l’unico match disputato fuori casa (0-2 a Lecce).

La Cremonese è attualmente 11ª con 19 punti e un bilancio di 4 successi, 7 pari e 3 stop, con uno score di 12 reti realizzate (2° peggior attacco della «B», solo il Carpi ha segnato meno con 11 gol) e 10 subite (la 2ª miglior retroguardia dopo quella del Cittadella con 9).

A sacramentare la solidità difensiva (appena due reti al passivo allo Zini) e allo stesso tempo la povertà offensiva (i bomber sono Mogos e Brighenti con soli due centri) c’è stato lo 0-0 dell’ultimo turno, proprio contro il Cittadella, in un match nel quale Rastelli ha messo in campo i suoi così:

Ravaglia
Migliore
Terranova
Claiton
Mogos
Arini
Greco
Emmers
Piccolo
Castrovilli
Paulinho

A sostenere le ambizioni di una compagine vessata dagli infortuni (Montalto, 20 gol con la Ternana l’anno scorso, si è fratturato il malleolo dopo 26’ della 1ª partita con il Pescara; Radunovic, il portierino di proprietà dell’Atalanta, si è lesionato il crociato e sarà fuori sino a primavera; Paulinho è rientrato con il Citta, contro cui mancavano invece Castagnetti per un trauma alla caviglia e Brighenti per uno stiramento) ci pensano due giovani di classe e avvenire, Gaetano Castrovilli e Xian Emmers, il primo proveniente dalla Fiorentina (era compagno di Gori e Ranieri nella Primavera), il secondo dall’Inter (dove ha condiviso uno scudetto con Carraro).

Castrovilli segnò il primo gol tra i Pro contro l’Avellino il 3 settembre 2017 e lo dedicò al nonno Gaetano

Nato a Canosa e cresciuto a Minervino Murge, Castrovilli – che a sette anni faceva danza classica – ha deciso di cominciare a giocare dopo la morte del nonno, tifosissimo del Bari, proprio per “(…) realizzare il suo e anche il mio sogno”, come avrebbe dichiarato diversi anni più tardi. Dopo nemmeno due mesi nel club locale, il segretario delle giovanili dei galletti dell’epoca Ippedico lo portò in biancorosso, dopo un provino con altri 300 ragazzi al quale il «6» grigiorosso autore quest’anno di una rete contro il Pescara si presentò con la maglia del Barça n° 10 di Ronaldinho (il suo idolo).

Paragonato a Verratti, il fantasista che percorreva 160 km al giorno per allenarsi a Bari e che Corvino ha portato alla Viola strappandolo alla Juve ha iniziato il torneo da protagonista, mentre nelle ultime settimane è parso appannato. Più costante è stato invece il rendimento di Emmers, figlio d’arte (il padre Marc è stato nazionale belga ed ha indossato la casacca del Perugia) che il suo mister nella Primavera interista, l’ex coach del Venezia Vecchi, definiva come un “centrocampista che sa abbinare le qualità tecniche a quelle fisiche”, uno dal “grande dinamismo, corsa e temperamento”.

Emmers è nato il 20 luglio 1999 a Lugano dove il papà Marc ha giocato nella stagione ’98/99

Cresciuto, come il papà, nell’Hamont 99 di Hamont-Achela, cittadina belga ai confini con i Paesi Bassi, è giunto agli Allievi dell’Inter nel 2015 dal Genk. In un centrocampo d’esperienza e spessore (oltre a Greco e Castagnetti, ci sono anche Arini, Croce e Perrulli), Xian è la pillola d’esplosività capace di sparigliare il mazzo ed è un potenziale pericolo per un Foggia chiamato a reagire dopo la scoppola di Livorno e a cominciare nel migliore dei modi il nuovo corso post Grassadonia.

Biografia Autore

Gianpaolo Limardi

Giornalista romano "trapiantato" a Foggia. Ha seguito la Lazio come inviato, radiocronista e commentatore per Radio Flash Roma. Da anni si occupa di serie B e Lega Pro; ha maturato una conoscenza specifica del calcio sudamericano, in particolare di quello brasiliano di cui è grande estimatore, oltre che appassionato. E del quale sente una costante "Saudade".