Foggia calcio, si torna alla “normalità”: domenica c’è il Palermo del capitano Mato e del «Papu»… Falletti | Foggiasport24.com

Foggia calcio, si torna alla “normalità”: domenica c’è il Palermo del capitano Mato e del «Papu»… Falletti

Foggia calcio, si torna alla “normalità”: domenica c’è il Palermo del capitano Mato e del «Papu»… Falletti
L’anomalia della sosta, la decisione suprema (o forse no, c’è sempre il TAR) di restare a 19 squadre e infine, ma solo perché il calendario lo impone, c’è pure il Palermo.

Che settimana strana percorsa dagli ultimi flash (chissà…) di un’estate fatta più di carte bollate che di partite! E sì perché allo scoccare della metà di settembre, il torneo di «B» ha celebrato appena due giornate.

Per il Foggia, l’Alfa e l’Omega dei risultati: 4-2 al Carpi, 1-4 a Crotone. Champagne e tavernello, sintetizzato in un’unica espressione anglosassone: “Working in progress”. C’è tanto di nuovo in casa rossonera, al contrario… c’è tanto di “già visto” dalle parti di Palermo.

Anche per i rosanero le ferie sono state occupate da ricorsi e aspettative, da speranze (quelle di vedere Parma o Frosinone sanzionate) deluse e da un obiettivo dichiarato per la nuova stagione: l’approdo in «A». Sempre con il patron Zamparini, che si è recentemente lamentato della scarsa riconoscenza rispetto ai tanti denari profusi per la causa; ancora con il tecnico Tedino, giubilato a pochi turni dalla fine nel passato torneo e richiamato a luglio alla guida dei siciliani, sotto la regia del plenipotenziario Foschi, anche lui di ritorno sull’isola; e, sostanzialmente, con la stessa base del torneo 2017/18.

Certo, hanno salutato elementi come Coronado, Gnahoré e La Gumina (il gioiello finito in «A» ad Empoli per sostituire Donnarumma), ma la struttura del 3-4-2-1 (o 3-4-1-2) di Tedino è rimasta pressoché immutata.

In porta è arrivato Brignoli, di proprietà della Juve, salito alla ribalta internazionale per il gol del 2-2 in Benevento-Milan che il 3 dicembre diede ai sanniti di De Zerbi il 1° storico punto in serie A dopo 14 sconfitte di fila, rovinando così il debutto di Gattuso sulla panchina meneghina e “obbligando” la Strega a riscattare Iemmello (oltre ad Antei) per 4.75 milioni di euro. Su Alberto sono piovute già le prime critiche dopo le reti incassate nel 2-2 casalingo con la Cremonese (che seguiva lo 0-0 di Salerno all’esordio), match nel quale i rosanero erano così schierati:

Brignoli
Rajkovic
Bellusci
Szyminski
Mazzotta
Jajalo
Murawski
Salvi
Falletti
Trajkovski
Puscas

I tre centrali rappresentano un’eredità dal “vecchio” Palermo, mentre sugli esterni (in attesa del recupero di Rispoli e della crescita di condizione di Aalesami) hanno giostrato l’ex Cittadella Salvi, laterale con il vizio del gol, e Mazzotta, palermitano doc, di nuovo a casa dopo un lungo peregrinare in giro per l’Italia. In mediana, oltre al polacco Murawski, a bersaglio allo Zaccheria nell’1-1 del campionato scorso, ha giganteggiato il capitano Mato Jajalo, il bosniaco (ha scelto la nazionale di Dzeko e soci nel 2016) fuggito dalla guerra nell’ex Jugoslavia quando era bambino e approdato in rosanero a gennaio 2015.

Ai tempi del Colonia, dove approdò dopo la parentesi di Siena, Jajalo segnò un gol a Neuer quando era allo Schalke

Destinato in estate all’Udinese (che ha provato il doppio colpo con Nestorovski) dopo il tentativo anche del Tolosa, il ragazzo che il procuratore ha paragonato a Stankovic ma che si ispira a Modric e Prosinecki è il fulcro del centrocampo palermitano in attesa del recupero di Chocev, fuori per infortunio. La batteria offensiva di Tedino si è arricchita del rumeno Puscas e del fantasista uruguagio (ma con avi genovesi) Cesar Falletti, al secolo Alejandro Cesar dos Santos Falletti.

Nativo di Artiga, a due passi dal confine charrúa con il Brasile, è cresciuto a Canelones, periferia di Montevideo, dove ha cominciato a giocare nel Cerro anche grazie al futuro suocero che lo accompagnava al campo di allenamento e senza il quale “(…) forse sarei ancora in mezzo alla strada”, come ha confidato il classe ’92 che adora Riquelme e che si definisce più simile al «Papu» Gómez che a Coronado.

Falletti, qui in maglia Ternana, ha iniziato a giocare grazie alla mamma che da giovane era stata una calciatrice

Ai tempi della Ternana aveva impressionato con un giochino che i compagni chiamavano “la finta Falletti” e soprattutto era diventato un idolo dei tifosi per una rete in slalom al Curi contro gli “odiati” cugini del Perugia (il 1° gol di un sudamericano nella storia dei derby delle Fere in trasferta).

In prestito dal Bologna, dove ha avuto poco spazio con Donadoni, al Barbera contro i grigiorossi Falletti ha fatto coppia sulla trequarti con Trajkovski, il macedone in gol contro l’Italia di Ventura nelle QM 2018, che ha tirato fuori dal cilindro un colpo da fenomeno per il provvisorio 1-0. Di Alexandar ci occuperemo un’altra volta, magari al ritorno se l’estroso ex Zulte si confermerà all’altezza di queste prime due giornate, intanto «accogliamo» il Palermo allo Zaccheria.

Così come «applaudiamo» alla ritrovata normalità del campionato. Ricorsi al TAR permettendo… ovviamente!

Biografia Autore

Gianpaolo Limardi

Giornalista romano "trapiantato" a Foggia. Ha seguito la Lazio come inviato, radiocronista e commentatore per Radio Flash Roma. Da anni si occupa di serie B e Lega Pro; ha maturato una conoscenza specifica del calcio sudamericano, in particolare di quello brasiliano di cui è grande estimatore, oltre che appassionato. E del quale sente una costante "Saudade".

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