Foggia calcio: rivediamo la Strega, il Benevento dal profumo di Viola e senza Coda tra le gambe

Foggia calcio: rivediamo la Strega, il Benevento dal profumo di Viola e senza Coda tra le gambe

Saranno in 14mila allo stadio Vigorito. C’è aria di classico. Nella dinamica magmatica delle alleanze e delle rivalità, Benevento-Foggia ha scalato posizioni. Ci pensò il “Masaniello” De Zerbi a litigare con Auteri e accendere una sfida dai tanti temi.

La Curva Sud, anima calda del tifo giallorosso, ha preannunciato una coreografia ad hoc per una “(…) gara difficilissima contro i «rivali» foggiani”, come si legge da un suo comunicato. C’è una sensazione di attesa viscerale. Si giocherà domani sera alle ore 21 e i destini s’incroceranno con storie di vittorie e sconfitte, di ex discussi o amati.

Come Mazzeo, capocannoniere di quella Strega che finì per la 1ª volta in serie B e autore della trasformazione del discutibile rigore assegnato a Ciciretti nel match del gennaio 2016 allo Zaccheria. Oppure il capitano rossonero Agnelli che contribuì a portare i sanniti di Simonelli in C1 nel 2007/08 realizzando il gol promozione nell’1-1 con la Vibonese del 13/4/2008. O ancora Camporese protagonista assoluto della scalata in serie A di due stagioni orsono.

Senza dimenticare Re Pietro Iemmello, un feeling scarso con la piazza proprio a causa dei suoi trascorsi dauni ma giustiziere a San Siro del Milan di Gattuso nel successo più prestigioso della Strega nella sua apparizione lampo in «A». Quella serie alla quale il Benevento, assorbita la delusione della retrocessione e dell’abbandono del “non più nemico” De Zerbi, punta con decisione in questo torneo.

E sì perché il presidente Vigorito non ha lasciato anzi… ha raddoppiato, assicurandosi uno dei tecnici più preparati della categoria, quel Christian Bucchi che fece meraviglie a Perugia e che in «A» cercò di difendersi con il Sassuolo venendo però fagocitato dalla necessità di punti del club emiliano.

Accolto con qualche scetticismo dall’ambiente giallorosso, il mister che si era distinto nella Maceratese ha organizzato una compagine eclettica negli uomini (ne sono andati già a segno 9 per 11 gol, con i soli Bandinelli e Asencio a quota due) ma rigida nel sistema di gioco: il 4-3-3, in parte ereditato dalla precedente gestione ma reso più concreto e meno “estetico”.

Il DS Pasquale Foggia, altra intuizione di Vigorito, ha messo a disposizione di Bucchi una rosa completa, che unisce l’esperienza di “vecchi bucanieri” del rettangolo verde (da Maggio a Nocerino, da Puggioni a Costa) con giovani virgulti in rampa di lancio (da Insigne a Ricci, da Tello ad Asencio). Un “roster” che ha dato la possibilità al tecnico di fare un ampio turn over nel doppio turno di questa settimana con 7 giocatori cambiati tra Salernitana e Cittadella.

Nel derby era in campo la formazione che sinora è stata quella titolare con:

Puggioni
Letizia
Billong
Volta
Maggio
Bandinelli
Viola
Tello
Improta
Coda
Ricci

Mentre al Tombolato i giallorossi si sono presentati così:

Puggioni
Di Chiara
Billong
Volta
Gyamfi
Tello
Nocerino
Del Pinto
Buonaiuto
Asencio
Insigne

Appena quattro i giocatori confermati dunque: Puggioni, Volta, Tello e Billong (che con i satanelli sarà invece assente) e una rivoluzione che non ha scalfito l’efficacia della Strega, uscita dal match con un successo, il 5° in 6 partite ufficiali, comprese le vittorie con Imolese e Udinese di Coppa Italia. Chi tornerà sicuramente in campo contro il Foggia è Nicolas Viola, il cerebro di Bucchi, il regista di Taurianova che fu eletto da Sky miglior giovane della «B» 2010/11 con la Reggina (nella quale fu lanciato da Gregucci, oggi assistente di Mancini in Nazionale, che di lui disse: “Ha le caratteristiche per essere il nuovo Liverani”).

Nicolas esordì in «A» con i calabresi nel 2009 e all’epoca del Novara fu richesto dal Torino pronto ad assicurarsi il talentuoso mancino per una cifra intorno al milione e mezzo di euro. Il fratello dell’ex rossonero Alessio è un sapiente direttore d’orchestra ma non ha grande feeling con la porta (in carriera ha un record di 5 centri con gli amaranto nel 2010/11), al contrario di altro personaggio da prendere con le pinze, ovvero Massimo Coda detto l’Hispanico, uno dei nomi del Gladiatore di Russell Crowe, per la sua combattività e voglia di non arrendersi, quella che nella passata stagione di «A» lo sostenne malgrado lo scarso rendimento (appena 4 reti).

In questo campionato Coda ha sinora segnato appena una rete contro il Lecce al Vigorito

Il bomber cresciuto a Passiano (frazione di Cava dei Tirreni), a cui quest’anno ha regalato un campetto da calcio, è emigrato al Goriça (Slovenia) ai tempi del Parma vincendo una Coppa nazionale e segnando 18 gol. Esploso in Italia con la Salernitana con cui ha messo a referto 33 gol in due campionati, Massimo iniziò a giocare supportato dai genitori, i quali instradarono il loro unico figlio maschio (avuto dopo 4 femmine) al calcio e che lo hanno visto realizzare il sogno di esordire e segnare in «A» (con il Parma di Donadoni), sperando magari – un giorno – di vederlo anche indossare la maglia azzurra.

Sarà lui uno dei pericoli principali del Benevento che aspetta il Foggia per una partita diversa. Uno scontro di passione e ricordi, un confronto che gli negli ultimi anni ha acceso gli “special” dell’alta tensione…

Biografia Autore

Gianpaolo Limardi

Giornalista romano "trapiantato" a Foggia. Ha seguito la Lazio come inviato, radiocronista e commentatore per Radio Flash Roma. Da anni si occupa di serie B e Lega Pro; ha maturato una conoscenza specifica del calcio sudamericano, in particolare di quello brasiliano di cui è grande estimatore, oltre che appassionato. E del quale sente una costante "Saudade".