Foggia calcio, l’ambizione di Chiaretti: “Il mio obiettivo è arrivare in serie A con il Foggia” | Foggiasport24.com

Foggia calcio, l’ambizione di Chiaretti: “Il mio obiettivo è arrivare in serie A con il Foggia”

Foggia calcio, l’ambizione di Chiaretti: “Il mio obiettivo è arrivare in serie A con il Foggia”
Nella settimana che porterà a Palermo-Foggia (domenica sera, ore 21 allo stadio Zaccheria), Lucas Chiaretti è intervenuto in sala stampa per rispondere alle domande dei cronisti.

Una chiacchierata piacevole iniziata parlando del suo ambientamento a Foggia: “Mi trovo molto bene”, ha esordito il brasiliano, “cercavo una piazza con entusiasmo, qui si respira calcio, si vede quando esci, vai al centro commerciale, ci tengono. Noi dobbiamo lavorare per sfruttare ancora di più questo entusiasmo.

Mi trovo molto bene con i compagni, è stato semplice adattarmi ai ragazzi, conoscevo Busellato perché mi ero allenato con lui al Cittadella. Anche con il mister mi trovo benissimo, la sua idea di calcio mi piace, lui ama palla a terra come me, però c’è da lavorare tanto per arrivare alla perfezione rispetto a quanto richiesto dai suoi metodi lavorativi”.

Nel prossimo turno il Palermo: “È una squadra importante che ha un obiettivo, la serie A, chiaro e dichiarato. Noi la stiamo preparando bene, curando i dettagli, stiamo seguendo il mister e cercheremo di dare il massimo per portare a casa i tre punti. Per vincere dovremo fare una gara perfetta, cercando di non concedere il pallino del gioco a loro, perché con i giocatori importanti che hanno, se gli lasciamo il pallino prima o poi ti fanno gol. Loro però saranno preoccupati per la nostra qualità.

Perché questa squadra ha tanta qualità, il mister prova alcune situazioni per trovare gli equilibri giusti, il mister ha tanta qualità a disposizione che potrà sfruttare in base agli avversari. Credo che ci vorrà del tempo per fare il calcio che vuole il tecnico ma quando saremo equilibrati daremo del filo da torcere a tutti. La sconfitta di Crotone può servire tanto se guardiamo agli errori commessi, cresciamo e impariamo.

Ma occorre guardare e ripartire anche dalle cose positive Siamo arrabbiati dopo Crotone e vogliamo i tre punti. Abbiamo vissuto le due prime partite comunque con entusiasmo: abbia vinto una bella partita alla prima e perso una brutta gara la seconda. Non eravamo fenomeni prima, non siamo brocchi adesso. Dobbiamo rimanere umili e stare a testa bassa a lavorare, consapevoli che ci sarà da soffrire ma che quando saremo tutti al 100% soffriremo meno. Io personalmente sono al 60%/70% della forma, dobbiamo essere bravi a trovare la sintonia giusta”.

Dal Foggia a Lucas, che toccò anni fa la serie A con il Pescara: “L’ho assaggiata poco poco”, ha ricordato il fantasista di Belo Horizonte, “in un allenamento subito dopo la prima gara con l’Inter mi infortunai al ginocchio e l’ho persa. Oggi il mio obiettivo è tornare in serie A e il Foggia ha lo stesso obiettivo nei due anni, in questa stagione c’è la penalizzazione da eliminare ma l’obiettivo futuro è questo.

Personalmente non ho obiettivi specifici in termini di gol e di numeri, come ruolo io parto trequartista ma ho fatto tutti i ruoli. Con Grassadonia ho fatto già uno dei due avanti o uno dei trequarti, devo adattarmi subito.

Il confronto con il mio precedente allenatore Venturato? Beh, di Venturato posso parlare più facilmente perché l’ho avuto per più anni e garantisco che è uno degli allenatori più preparati della categoria, mi piace come vede il calcio, come guarda sempre avanti, con una squadra offensiva, prepara benissimo le partite tatticamente, abbiamo messo in difficoltà chiunque e non ricordo troppe squadre nelle quali ci abbiano messo in difficoltà quando ero al Cittadella. Una cosa però importante è stata la continuità, al Cittadella c’è un progetto già da tre anni.

Grassadonia, per quello che ho potuto vedere sinora, ha la stessa idea di calcio di Venturato, gli piace pressare alto (lo abbiamo fatto anche con il Crotone), hanno entrambi obiettivi vincenti, fanno giocare le squadre in maniera offensiva. Gori è un bravo ragazzo e un bravo giocatore, in campo lotta; per Mazzeo parla la carriera. Mi sono trovato bene con tutti e due. In genere posso dire che preferisco avere più punti di riferimento in avanti, però tutto dipende da come il mister vuol far giocare la squadra”.

A seguire un po’ di storia made in Brasil e non solo del ragazzo di Belo Horizonte: “Sono cresciuto nelle categorie di base del Cruzeiro (uno dei due club più importanti della città nda) e ne sono tifoso da sempre. Uno dei miei idoli era Alex, trequarti tra i più forti in Brasile che ha giocato nel Fenerbahçe e con cui mi allenai anche ai tempi del Cruzeiro. In assoluto però Messi sta davanti a tutti.

Sono stato tesserato con il Cruzeiro sino a 21 anni ma sono stato in prestito anche in Giappone, a 17 anni al Gamba Osaka (oltre a giocare per due squadre del campionato di Rio de Janeiro). Mi videro nella Coppa Belo Horizonte e mi portarono in Giappone dove si gioca un bel calcio, veloce, con tanti giocatori e allenatori brasiliani, mi sono trovato molto bene lì, sarei rimasto a vita.

Poi tornato in Brasile, ho lasciato il Cruzeiro per venire in Italia all’Andria (in C1 nda). Mio padre mi dicevo: «Ma sei matto», ma io sono contento di quello che ho fatto. A me piace andare, partire: Foggia per me è un altro punto di partenza, qui ci sono persone che vedono il calcio come una passione assoluta, che ti fanno venire voglia di fare bene. Qui voglio arrivare in serie A”.

Infine un aneddoto legato al periodo del Cittadella quando “(…) l’allenatore cambiò il luogo della riunione pre-partita e io arrivai in albergo senza macchina. Vedevo i compagni andare via e pensavo tornassero per la riunione tecnica. Ho preso anche un caffè, ma quando ho chiesto della squadra alla signorina del caffè lei mi ha detto che erano andati allo stadio.

Corsi fuori e non avendo la macchina cercai di fermare automobili per farmi accompagnare. Alla fine si fermò un signore che aveva giocato a calcio e che mi accompagnò. Arrivai e vidi il mio allenatore che era nervoso per la mia assenza. Alla fine fortunatamente andò tutto bene perché vincemmo con il Latina.” Una storia difficilmente replicabile a Foggia, dove i giocatori sono conosciutissimi da tutti i tifosi e non avrebbero problemi a trovare un passaggio per lo Zaccheria…

Biografia Autore

Gianpaolo Limardi

Giornalista romano "trapiantato" a Foggia. Ha seguito la Lazio come inviato, radiocronista e commentatore per Radio Flash Roma. Da anni si occupa di serie B e Lega Pro; ha maturato una conoscenza specifica del calcio sudamericano, in particolare di quello brasiliano di cui è grande estimatore, oltre che appassionato. E del quale sente una costante "Saudade".

Potrebbero interessarti