Foggia calcio, ecco il Padova tornato in B grazie all’allievo di Carletto e spinto da una nidiata di baby ambiziosi

Foggia calcio, ecco il Padova tornato in B grazie all’allievo di Carletto e spinto da una nidiata di baby ambiziosi

Una nobile riabilitata. In fondo mancava dalla cadetteria appena da quattro anni. Un’eternità però per chi ricorda il biancoscudato di Rocco, Del Piero e Albertini. Il rock yankee di Lalas!

Il Padova è tornato. Dopo una retrocessione e una mancata iscrizione in Lega Pro. Le porte del fallimento targato Penocchio, ex socio di Ghirardi al Parma; la resurrezione il 27 luglio 2014 con la denominazione di Biancoscudati Padova firmata dal presidente Bonetto e da Giuseppe Bergamin, che l’anno scorso ha passato la mano per dare maggiore spazio al franco armeno Oughourlian, oggi detentore del 40% del pacchetto azionario del club che il 6 luglio 2015 è tornato a fregiarsi del nome di Calcio Padova Spa.

Giustizia alla storia è fatta. L’abbandono della 3ª serie per riabbracciare la «B» è cosa invece più recente, a maggio, grazie alla sapiente conduzione di Pierpaolo Bisoli, un avvio da enfant prodige delle panchine in virtù della doppia promozione con il Cesena. Poi una serie di vicissitudini a “targhe alterne” con gli esoneri di Cagliari (dove litigò con i senatori) e Bologna e la nuova avventura vittoriosa in Romagna, con l’approdo in «A» poi vanificato dalla sostituzione in corso d’opera.

Pierpaolo Bisoli ha iniziato la carriera da tecnico come vice di Zoff alla Fiorentina

Il mister di Porretta Terme che odia le cravatte e adora “Il gladiatore” è un pupillo del maestro Mazzone (con cui condivise 7 stagioni tra Cagliari, Perugia e Brescia) che di lui disse: “Ha carattere, capisce di calcio e sa leggere bene le partite”, una vera e propria investitura per chi verrà domani sera a giocarsi allo Zaccheria una partita che gli piace.

Una battaglia, di quelle che esaltano il carattere sanguigno di un ragazzo che iniziò a giocare a calcio spinto dal fratello Poldo poco dopo aver perso il papà a 8 anni e che fu scartato a un provino con il Bologna a causa di un’errata diagnosi medica. Il “condottiero” che lanciò Diamanti al Prato e Parolo al Foligno sarà alla testa di una compagine che nelle prime quattro partite ha ottenuto 5 punti, frutto di una vittoria (con il Venezia), una sconfitta (a Salerno) e due pareggi, con Verona e Cremonese. Contro i grigiorossi all’Euganeo, Bisoli ha schierato i suoi così:

Merelli
Ceccaroni
Trevisan
Capelli
Zambataro
Pulzetti
Broh
Cappelletti
Clemenza
Capello
Bonazzoli

In gol è andato Luca Clemenza, un’esperienza positiva ad Ascoli nel passato torneo e un golaço estivo con la maglia della Juve (proprietaria del suo cartellino) contro il Benfica nell’International Champions Cup. Il fantasista biancoscudato (“Più adatto al match con la Cremonese che a quello di Foggia”, secondo quanto detto dal suo allenatore alla vigilia del confronto di domenica scorsa) guida una nidiata di giovani che rappresentano un po’ la nota distintiva dei patavini.

E allora eccoli i “golden boys” biancoscudati. A partire dal portiere Davide Merelli (riserva di Bindi l’anno scorso), acquisito a titolo definitivo in estate dall’Atalanta (triennale ma con diritto di “recompra” per i nerazzurri) e protagonista di parate strepitose contro la Cremonese.

Davanti a Davide giostra sull’out destro un altro Under bergamasco, quell’Eyob Zambataro che ha una storia particolare. Nato ad Addis Abeba, in Etiopia, è stato adottato da una famiglia di Monza assieme al fratello nel 2007 (la sorella vive invece ancora in Africa), dopo aver trascorso sei mesi in orfanotrofio. Destro naturale, ma capace di destreggiarsi anche sul versante opposto, il laterale forgiato nella Primavera orobica di Bonacina ha nella corsa il suo pregio migliore e ha come punto di riferimento tra i terzini Marcelo.

Luca Ravanelli non è parente di Fabrizio “Penna bianca” Ravanelli, ex di Juve, Perugia e Lazio

Il bomber attuale del Padova (con due gol all’attivo) è invece Luca Ravanelli, centrale andato a segno con Verona e Venezia. Originario di Montevaccino (800 abitanti in provincia di Trento) è diventato grande prima nel Parma e poi nel Sassuolo, con cui ha trionfato da capitano nel Viareggio 2017.

Ha imparato molto dal suo idolo Acerbi e in neroverde ha ritrovato il centrocampista Jeremie Broh, mamma camerunense e papà ivoriano ma nato e vissuto proprio a Parma. Una sua percussione devastante ha propiziato il gol di Clemenza con la Cremonese ed ha mostrato tutta la fisicità di una mezzala che a Pordenone è stato istruito da Tedino e che è stato uno dei protagonisti dell’ottimo campionato scorso del Sudtirol.

Chiudiamo la rassegna con due avanti: Alessandro Capello, 15 reti con il Padova nella cavalcata verso la B, tornato ancora in prestito dal Cagliari, e Federico Bonazzoli, il 2° giocatore più giovane a indossare la casacca dell’Inter in una gara ufficiale: contro il Trapani in Coppa Italia a 16anni e 197 giorni. Più precoce di lui, solo lo “zio” Bergomi, buttato nella mischia di un Inter-Juve sempre di Coppa Italia nel 1980 a 16 anni e 39 gg.

Su di lui, magari, torneremo in un’altra occasione, intanto però lo citiamo tra le “attrazioni” di un Padova che a Foggia potrà accontentarsi anche del pareggio. Cosa che invece non sarà concessa ai satanelli di Grassadonia, ai quali servirà solo la vittoria!

Biografia Autore

Gianpaolo Limardi

Giornalista romano "trapiantato" a Foggia. Ha seguito la Lazio come inviato, radiocronista e commentatore per Radio Flash Roma. Da anni si occupa di serie B e Lega Pro; ha maturato una conoscenza specifica del calcio sudamericano, in particolare di quello brasiliano di cui è grande estimatore, oltre che appassionato. E del quale sente una costante "Saudade".