Tutti al Mondiale tranne noi… l'ultimo episodio! | Foggiasport24.com
Header ad

Tutti al Mondiale tranne noi… l’ultimo episodio!

Tutti al Mondiale tranne noi… l’ultimo episodio!
Domenica 15 luglio alle ore 17,00 allo stadio Luzniki di Mosca, finale del Mondiale 2018 tra Francia e Croazia…

e allora eccoci al quinto ed ultimo appuntamento con il Mondiale di Foggiasport24, libero e leggero. Appunti disordinati di un blog che si è occupato della rassegna iridata raccontandola a modo suo, senza il pathos delle notti magiche. Giusto per avere l’illusione di esserci stati anche noi…

L’ultima battaglia… Dopo 62 incontri (da Russia-Arabia Saudita a Croazia-Inghilterra) e 28 giorni, è arrivato il verdetto: saranno Francia e Croazia a contendersi il titolo iridato. Per i Blues sarebbe il secondo dopo quello di Parigi nel 1998, per i balcanici si tratterebbe di un trofeo assolutamente inedito considerando anche il fatto che come nazionale indipendente la Croazia è nata nel 1992 (neppure come Jugoslavia, però, era mai arrivata così avanti). Transalpini alla terza finale (persero quella del 2006 con l’Italia), per Modric e soci è la prima (giunsero in semifinale, battuti proprio dai francesi, nel 1998).

I galletti sono giunti alla finale con 5 vittorie (con Australia, Perú, Argentina, Uruguay e Belgio) e un pari (con la Danimarca) segnando 10 reti e subendone 4 (tre contro Messi e soci); i croati con 3 vittorie nel girone (con Nigeria, Argentina e Islanda) e 3 pareggi (con successi ai rigori contro Danimarca e Russia e ai supplementari con l’Inghilterra) negli scontri a eliminazione diretta, realizzando 12 gol e incassandone 5.

Scommettiamo che… La Francia parte favorita con la Croazia: secondo i bookmakers, infatti, il successo di Pogba e compagni nei tempi regolamentari paga intorno a 1.95/2.00 la posta, mentre quello dell’undici di Dalic è offerto a 4.75/4.80 circa.

Sfida intercontinentale… Per l’Europa si tratterà del 4° Mondiale di fila vinto: dopo il Brasile nel 2002, infatti, è toccato a Italia, Spagna e Germania. Il bilancio con il Sudamerica è ora di 12 trionfi a 9 per il Vecchio Continente. In quest’affascinante sfida, c’è da dire che il Brasile non supera negli scontri a eliminazione diretta una formazione europea dalla finale nel 2002 (2-0 alla Germania), mentre la Francia non perde in Coppa da una nazionale sudamericana dall’1-2 contro l’Argentina nei Mondiale del 1978. Da allora è imbattuta nei 9 match disputati nei successivi 10 Mondiali, compreso quello in Russia.

Un “uragano” di sensibilità… Harry Kane, capocannoniere del Mondiale e capitano dell’Inghilterra, colpito dalla storia di Ben Williams, 5 anni, grande tifoso inglese, alle prese con un tumore al cervello e ricoverato all’ospedale Queen Elizabeth di Birmingham per la radioterapia, ha inviato al piccolo Ben prima del quarto di finale con la Svezia un messaggio sul suo profilo Twitter nel quale faceva sentire al bimbo la vicinanza dell’intera squadra dei Tre Leoni: “Ciao Ben, ho visto il tuo video e sei una fonte d’ispirazione. Continua a lottare e noi faremo di tutto sabato per conservare il sorriso sul tuo volto”, ha scritto quarantotto ore prima di scendere in campo. Promessa mantenuta…

Faccia d’angelo… Kevin de Bruyne, che lo scorso 28 giugno ha compiuto 27 anni, è stato uno dei protagonisti del successo storico del Belgio sul Brasile nei quarti. E pensare che proprio un compagno verdeoro, João Carlos, lo svezzò ai tempi del Genk allevandolo ai ritmi della musica brasiliana e facendogli da “guida” a inizio carriera. Figlio di una donna nata in Burundi, per KDB si era aperta la possibilità di giocare per la nazionale del piccolo paese africano, malgrado la mamma fosse cresciuta in Inghilterra ed era già in Belgio quando Kevin è venuto al mondo.

Più speculazioni che altro, tanto che “Baby Face” (Faccia da bambino), come lo chiamano a Manchester (dove ha chiuso la stagione come top assistman della Premier con 16 passaggi gol), si è affermato ai Diavoli Rossi, insieme al coetaneo e amico Courtois con cui in passato però ebbe uno scontro durissimo in allenamento a causa di una ragazza. E KDB si fece rispettare in barba a quel “visetto” così angelico…

Quote rosa… Anche se non vincesse il Mondiale, la Croazia avrebbe già battuto un record singolare. È la prima nazionale nella storia dei Mondiali a far sedere in panchina una donna. Si tratta di Iva Olivari, per tutti i giocatori “Zia Iva”, dal 1992 nei ranghi della Federazione, il cui attuale presidente, Davor Suker, l’ha promossa nel 2012 a capo delegazione. Costretta in Brasile nel 2014 a seguire le partite dalla tribuna, ha debuttato in campo negli Europei 2016 in Francia. Si occupa di logistica e comunicazioni con la Fifa e in gioventù fu una promessa del tennis (vanta anche lo “scalpo” illustre della tedesca Steffi Graf in un torneo giovanile).

La maledizione di Montezuma… Il Messico è uscito agli ottavi contro il Brasile ma la vendetta non è tardata ad arrivare. Infatti anche Neymar e soci sono stati colpiti dalla “maledizione della Tri”: dal 1986, infatti, chiunque elimina la nazionale messicana poi non vince il Mondiale. In principio, proprio nei Mondiali casalinghi del 1986, fu la Germania che regolò Hugo Sánchez e compagni nei quarti e perse la finale con l’Argentina; nel 1994 (nel ’90 il Messico non si qualificò) toccò alla Bulgaria, che dopo aver fermato la Tri negli ottavi fu sconfitta dall’Italia in semifinale.

Nel ’98, ancora Germania negli ottavi con i panzer poi bloccati dalla Croazia ai quarti; nel 2002 il ko arrivò con gli USA agli ottavi: per gli States fu fatale il quarto con la Germania; sia nel 2006 e sia nel 2010 la Tri fu superata dall’Argentina che in entrambe le competizioni fu in seguito stoppata dalla Germania. Nel 2014 l’Olanda s’impose negli ottavi: la corsa degli orange si arrestò però in semifinale con l’Argentina. Infine, in Russia, il Brasile, dopo il 2-0 agli ottavi sul Messico, ha perso con il Belgio nei quarti. Una sentenza!

Accadde ieri… 11 luglio 1982. L’Italia di Bearzot si laurea Campione del Mondo per la terza volta grazie alla vittoria 3-1 sulla Germania. Decisive le reti di Rossi, Tardelli e Altobelli, la declinazione di un’impresa epica che ogni tifoso italiano ha imparato perfettamente a memoria. Accadde lunedì… 9 luglio 2006. La Nazionale guidata da Marcello Lippi sconfigge ai rigori la Francia e alza il trofeo mondiale per la 4ª volta nella sua storia. Di Materazzi il gol nei tempi regolamentari, di Fabio Grosso il penalty della vittoria. Tanto per non dimenticare, tanto per gridare ancora: “Forza Azzurri”. Ci vediamo nel 2022 in Qatar…

Grazie a tutti coloro che ci hanno seguito e… dasvidania.

PS… Antonio Vásquez Alba, “el Brujo Mayor” (lo Stregone massimo), ha fallito la sua previsione. Aveva vaticinato che in Russia avrebbe vinto una squadra latina, una tra Brasile, Spagna e Portogallo. Con l’uscita di scena dei verdeoro nei quarti con il Belgio, il suo pronostico è miseramente naufragato, dopo che iberici e lusitani avevano lasciato la competizione già agli ottavi. Unica consolazione: l’aver per azzeccato la “non sconfitta” del Messico all’esordio con la Germania e il fallimento dell’Argentina per “scarsa organizzazione”.

Biografia Autore

Gianpaolo Limardi

Giornalista romano "trapiantato" a Foggia. Ha seguito la Lazio come inviato, radiocronista e commentatore per Radio Flash Roma. Da anni si occupa di serie B e Lega Pro; ha maturato una conoscenza specifica del calcio sudamericano, in particolare di quello brasiliano di cui è grande estimatore, oltre che appassionato. E del quale sente una costante "Saudade".

Potrebbero interessarti