Foggia calcio, la penalizzazione c’è. “Meglio all’inizio” però… come fu per una squadra di uomini veri! | Foggiasport24.com

Foggia calcio, la penalizzazione c’è. “Meglio all’inizio” però… come fu per una squadra di uomini veri!

Foggia calcio, la penalizzazione c’è. “Meglio all’inizio” però… come fu per una squadra di uomini veri!
Penalizzazione la parola chiave. La più cliccata sui motori di ricerca di un’estate rovente all’ombra del Pronao della Villa.

Scongiurata la retrocessione, rimasta viva solo nella richiesta della Procura Federale (e nelle dichiarazioni di qualche presidente dal dente avvelenato), Foggia si è imbarcata in una roulette russa di ipotesi e sensazioni algebriche, di segni “meno” e conti improvvisati.

Scommesse (innocenti, per carità!) sull’esito finale, sul “quantum” da sopportare, fino alla sentenza d’Appello di giovedì: il Foggia calcio comincerà il campionato di «B» 2018/19 con 8 punti di penalizzazione, in ultima posizione (fermo restando la possibilità di andare avanti nel percorso legale e magari ottenere un’ulteriore riduzione).

Ma come ha detto l’11 luglio scorso Zambelli, se penalizzazione dev’esserci “(…) meglio all’inizio che in corso d’opera”. E lui, uno dei leader silenziosi dello spogliatoio rossonero, ha parlato per traumatica esperienza diretta.

Stagione di serie B 2014/15, il Brescia – del quale Marco era il capitano storico – si trova a lottare per una salvezza complicata (in un’annata che si chiuderà con il passaggio di quattro allenatori: Iaconi, Javorcic, Giunti e Calori). Nel momento più caldo del torneo, il 19 marzo, il Tribunale Federale infligge alle rondinelle 6 punti di penalizzazione (per inadempienze amministrative) da scontare nello stesso campionato (sentenza poi confermata in 2° grado il 24 aprile): “Ci hanno ucciso!”, queste le parole di Zambelli nel ricordare quella punizione. In effetti, la Leonessa non si riprende e retrocede a fine torneo. Viene poi ripescata per il fallimento del Parma e riesce comunque a conservare la categoria.

Meglio all’inizio” dunque… perché le grandi imprese si costruiscono proprio con la consapevolezza di doverle “firmare”. Come accadde a una squadra diventata il titolo di un film per cuori forti: la “Lazio dei -9”.

Serie B 1986/87: lo scandalo scommesse bastona di nuovo i biancocelesti. In primo grado il colpo è tremendo: retrocessione in C1. Ovvero, la fine dell’Aquila (che mai era scesa in terza serie). È in quell’occasione che l’allenatore Eugenio Fascetti dipinge il capolavoro che renderà monolitico quel gruppo di uomini veri. Convoca i suoi e li lascia liberi di decidere: “Chi vuole andare vada, chi vuole restare resti”. Rimangono tutti.

Nella calda notte del 27 agosto, in prossimità di un delicato Lazio-Napoli di Coppa Italia, il TG2 delle ore 20 lancia l’indiscrezione della conferma in Appello della C1 per i laziali (e dei -5 del Foggia in C1). Sembra la fine. Il giorno dopo in realtà la sentenza smentisce l’anticipazione e condanna i romani “appena” ai -9 in serie B. L’obiettivo a quel punto è la salvezza (si gioca con i due punti a vittoria, tanto per rendere il compito ancora più arduo!) da conquistare con una formazione da promozione: la prima parte di torneo è strepitosa tanto che si parla anche di serie A per i biancocelesti; poi però le fatiche si fanno sentire e la Lazio si pianta arrivando a giocarsi tutto all’ultima giornata con il Vicenza. Un gol all’82’ del compianto bomber Giuliano Fiorini garantisce ai suoi la partecipazione agli spareggi (per la permanenza in B) di Napoli con Taranto e Campobasso, che vengono decisi solo nel terzo confronto proprio tra biancocelesti e molisani. La zuccata del «7» laziale Poli al 53’ salva l’aquila e spedisce in C1 i rossoblù di Vitali.

Dal Lazio alla Puglia, da Roma a Foggia. Trentadue anni dopo. C’è un -8 da recuperare per salvaguardare un patrimonio enorme riconquistato dopo 19 anni d’inferno. “Chi è qui è perché ci crede, chi arriverà dovrà crederci. Serviranno uomini”, secondo il pensiero di Zambelli, che resta attuale malgrado 8 punti pesino molto meno di 15. Perché la stagione che si sta per aprire sarà forse la più importante della storia recente del Foggia calcio e per portare a casa il risultato servirà solidità, equilibrio e una sana, sanissima scintilla di follia. Oltre che un fiume in piena d’amore e d’entusiasmo. Ma da questo punto di vista siamo tranquilli e non c’è Entella che tenga: il Foggia non parte e non partirà mai con una penalizzazione.

Biografia Autore

Gianpaolo Limardi

Giornalista romano "trapiantato" a Foggia. Ha seguito la Lazio come inviato, radiocronista e commentatore per Radio Flash Roma. Da anni si occupa di serie B e Lega Pro; ha maturato una conoscenza specifica del calcio sudamericano, in particolare di quello brasiliano di cui è grande estimatore, oltre che appassionato. E del quale sente una costante "Saudade".

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