Tutti al Mondiale… tranne noi | Foggiasport24.com

Tutti al Mondiale… tranne noi

Tutti al Mondiale… tranne noi
Dal sosia di Messi al taxista “alticcio” quasi linciato dalla folla per aver investito alcuni passanti per le vie di Mosca; da Putin che consola il Principe ereditario arabo Muhammad bin Salman al Saud al sigaro “fuorilegge” di Maradona (“Scusate, non sapevo che non si potesse fumare”, si è giustificato il Pibe de Oro); dal “foggiano” Manicone (vice di Petkovic, CT della Svizzera) che inchioda il Brasile sull’«1-1» alla tripletta di CR7, il 4° giocatore nella storia dei Mondiali ad aver segnato in quattro edizioni differenti dopo Pelé, Uwe Seeler (entrambi nel ‘58/’62/’66/’70) e Miro Klose (2002/’06/’10/’14): una settimana di Mosca 2018 è passata e la nostalgia è ancor di più cresciuta…

Secondo appuntamento con il Mondiale di Foggiasport24, libero e leggero. Appunti disordinati di un blog che si occupa della rassegna iridata raccontandola a modo suo, senza il pathos delle notti magiche. Giusto per avere l’illusione di esserci anche noi…

Tanto per non dimenticare che… il 20 giugno 2014 l’Italia di Prandelli s’inceppò con la Costa Rica, rendendo il cammino in Brasile complicato. Fu Bryan Ruiz, ancora oggi capitano dei Ticos (che domani se la vedranno con il Brasile), a condannare gli Azzurri allo “spareggio” con l’Uruguay. Potenza di una data indigesta… ancora 20 giugno, stavolta del 2010, l’Italia di Lippi campione del Mondo si fa bloccare sull’1-1 dalla Nuova Zelanda nella fase a gironi di Sud Africa 2010 (dopo il pari iniziale con il Paraguay). Oscuri presagi si scorgono all’orizzonte, con la Slovacchia di Hamsik ad attenderci per il 3° e decisivo confronto del gruppo F.

Un po’ di conti… Dall’esordio, Russia-Arabia Saudita 5-0, a Iran-Spagna 0-1 di ieri, si sono disputate sinora 20 partite con un bilancio di 17 vittorie e 3 pareggi (senza «0-0»). I gol realizzati sono stati 45. Il punteggio più elastico è stato il 5-0 della Russia sull’Arabia Saudita (non accadeva in una partita inaugurale da Brasile-Messico 5-0 di Svizzera 1954). Anche nel precedente Mondiale, quello di Brasile 2014, nelle prime 20 gare c’erano stati 17 successi e 3 pareggi, il 1° dei quali dopo 12 incontri con lo «0-0» di Iran-Nigeria. Il punteggio più vistoso era stato il 5-1 dell’Olanda alla Spagna campione in carica e il doppio «4-0» di Germania-Portogallo e Croazia-Camerun.

Tanti auguri a te… Ieri, 20 giugno, ha compiuto 27 anni il senegalese Kalidou Koulibaly, colui che aveva incendiato Napoli con il suo gol alla Juve nello scontro scudetto del 22 aprile scorso. La sua nazionale (una delle tre africane a raggiungere i quarti di un Mondiale assieme a Camerun nel 1990 e Ghana nel 2010: nel 2002, infatti, superò la Svezia agli ottavi e fu poi eliminata dalla Turchia ai supplementari) ha esordito superando la Polonia dell’amico Milik per 2-1. Una curiosità: sulle azioni di calcio piazzato in area polacca i giocatori senegalesi si tiravano la maglia tra di loro. Una nuova tattica o un modo per evitare l’intromissione di giocatori avversari?

Tra storia e rivalità… Dopo l’esordio infelice contro la Danimarca (ko 0-1 e un rigore fallito da Cueva), oggi torna in campo contro la Francia il Perú, di nuovo alle fasi finali di un Mondiale dopo 36 anni (ultima presenza a Spagna 1982). La gioia per l’impresa della Bicolor è stata resa ancora più grande dall’assenza da Russia 2018 del suo più acerrimo nemico, ovvero il Cile. Una rivalità che affonda le sue radici nella Guerra del Pacifico del 1879, quando Perù e Bolivia fronteggiarono per ragioni di confini il Cile “invasore”. E dunque per l’hinchada biancorossa c’è finalmente l’occasione per sbeffeggiare i tifosi della Roja: in Russia infatti è arrivato il Fantasma del Cile, un uomo vestito con una tunica bianca che ha uno scudo sulla fronte e una data di nascita: 17 ottobre 2017, ovvero il giorno in cui la sconfitta contro il Brasile è costata al Cile l’eliminazione dai Mondiali. Ad accompagnare la maschera un coro dileggiante: “Y ya lo ve, y ya lo ve, es para Chile que lo mira por Tv”, rivolto al Cile che guarda Russia 2018 solo “por TV”, in televisione…

Da un coro all’altro, con anello nuziale… il Messico ha vissuto cinque giorni di “fiesta”: mercoledì 13 giugno ha ottenuto insieme a Stati Uniti e Canada l’organizzazione del Mondiale 2026 e domenica 17 ha superato la Germania (che non perdeva con una squadra del continente americano dalla finale di Giappone e Corea 2002 contro il Brasile). E i colorati hinchas della Tri si sono scatenati cantando a gran voce: “A donde están, a donde están, los alemanes que nos iban a ganar” (“Dove sono, dove sono i tedeschi che dovevano batterci”) come orgogliosa risposta a chi voleva la Tri sconfitta facilmente dai ragazzi di Joachim Löw. Qualcuno poi, come José Zaldívar, tifoso di Città del Messico, ha colto l’occasione dei festeggiamenti in strada per chiedere alla sua fidanzata Paulina di sposarlo. Lei ha risposto “Sì” e le nozze si svolgeranno a marzo del prossimo anno. Auguri a José e Paulina!

PS … A proposito di Messico, chiediamo scusa al “Brujo Mayor”, Antonio Vásquez Alba, per aver diffidato delle sue previsioni. Aveva vaticinato che l’undici di Osorio non avrebbe perso all’esordio con i Campioni del mondo in carica della Germania. Detto fatto: 1-0 per la TRI (il segno «2» pagava in agenzia intorno a 7.50 volte la posta) e panzer già in apnea. Ricordiamo che il 77enne “stregone” ha indicato in una squadra latina (Brasile, Spagna o Portogallo ma non l’Argentina) la vincitrice di Russia 2018. Bisognerà ora attendere il 15 luglio per sapere se ha azzeccato il pronostico…

Dasvidania…

Biografia Autore

Gianpaolo Limardi

Giornalista romano "trapiantato" a Foggia. Ha seguito la Lazio come inviato, radiocronista e commentatore per Radio Flash Roma. Da anni si occupa di serie B e Lega Pro; ha maturato una conoscenza specifica del calcio sudamericano, in particolare di quello brasiliano di cui è grande estimatore, oltre che appassionato. E del quale sente una costante "Saudade".

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