Tutti al Mondiale… tranne noi

Tutti al Mondiale… tranne noi

Il «capolavoro» è stato compiuto. La Gioconda terminata. Lacrime e recriminazioni, notti magiche trascorse a farsi un sudoku. Dasvidania Russia, arrivederci. Non si sa a quando, almeno per la Sturmtruppen azzurra, rimasta a casa per la 2ª volta nella storia dei Mondiali. Da Svezia 1958 a Russia 2018, sessant’anni di palpitazioni vissute nell’attesa del fischio d’inizio, con la bandiera tricolore tirata fuori dalla cantina, spolverata e orgogliosamente “sistemata” sul balcone più visibile.

Oggi pomeriggio, alle ore 17, con Russia-Arabia Saudita, comincia la 21ª edizione del Campionato del Mondo di calcio.

Noi, come Italia, non ci saremo… noi, come Foggiasport24, sì. Per raccontarvi qualche curiosità, per essere virtualmente presenti, per regalarvi pillole di un torneo incapace di rassegnarsi alla forzata indifferenza della torcida azzurra…

La storia dice che… 20 sono state le edizioni sinora giocate, da Uruguay 1930 a Brasile 2014. Proprio la Seleção ha il primato di titoli (5), seguita da Italia (ahi, come duole, soprattutto pensando che nelle ultime due rassegne iridate i “nostri” sono finiti fuori già al 1° turno) e Germania con 4. Per i panzer un compito arduo: dal Brasile di Pelé (1958/1962) nessuna nazionale ha più vinto due Mondiali di fila. E un monito: in tre delle ultime 4 edizioni la squadra campione in carica non ha passato la fase a gironi (Francia nel 2002, Italia nel 2010 e Spagna nel 2014). Nei 10 Mondiali disputati in Europa, l’unica formazione di un altro continente capace di imporsi è stato il Brasile in Svezia nel 1958. In attacco c’erano Garrincha, Didí, Vavá, Pelé e Zagallo, un po’ di roba…

Scommettiamo che… Le quote dei bookmakers per Russia 2018 indicano all’unanimità una favorita: il Brasile, che nell’Antepost Vincente Torneo è dato a 5.00. Poi Germania (intorno a 6.00), Francia, Argentina, Belgio, Inghilterra e Portogallo. La Spagna è con la Francia, per ora… in agenzia però ci saranno gli effetti del terremoto Lopetegui. La finale più attesa è proprio Germania-Brasile, offerta a 12,00. Fu anche l’epilogo dei Mondiali 2002 in Giappone e Corea: all’epoca però i bookies credevano poco nelle due compagini tanto che alla vigilia di quel campionato l’eventuale finale tra panzer e brasucas veniva pagata 20 volte la posta.

Tra previsioni e stregonerie… Antonio Vásquez Alba, 77 anni e una barba bianca da giudizio universale, autodenominatosi “el Brujo Mayor” (lo Stregone massimo) ha vaticinato che il Mondiale lo vincerà una squadra latina, Brasile, Spagna o Portogallo, non l’Argentina che invece andrà male perché “disorganizzata”. Ha detto inoltre che il suo Messico, per il quale ha compiuto un potente rito propiziatorio, non perderà la prima partita con la Germania, squadra che sino a un mese fa era la sua favorita per la conquista della Coppa. Previsioni affidabili? Non troppo se si pensa che nel 2006 aveva indicato proprio i tedeschi come trionfatori del mondiale casalingo e che nel 2012 aveva predetto la sconfitta di Obama nelle presidenziali americane contro Romney.

España, tierra de soños… e di esoneri a due giorni dal Mondiale. Il movimento che fagocita coppe internazionali come fa una mantide con i suoi amanti ha riservato il “coupe de théâtre” a 72 ore dal complicato debutto contro il Portogallo. L’onnipotente Real ha sentenziato con un tempismo spaziale che il tecnico della Roja sarebbe stato suo per tre anni a fine rassegna iridata. La Federazione ha risposto che se lo potevano portare alla Ciudad Blanca sin da subito. Fuori dunque Julen Lopetegui, enfant prodige dell’U21 che vinceva titoli in serie, dentro un altro con la “cara” (la faccia) madridista, ovvero Fernando Hierro, che sino a ventiquattro ore fa era il Director Deportivo della Federazione. Un bel pasticcio a un soffio dal confronto con CR7, anche lui in guerra dichiarata con Florentino Pérez.

Tanti auguri a te… Philippe, anzi Philippinho (come lo chiamavano ai tempi del Colégio Vasco da Gama), Coutinho, il giocatore più pagato al mondo (160 milioni di euro per il passaggio dal Liverpool al Barcellona) dopo il compagno di Seleção Neymar. Il 12 giugno ha compiuto 26 anni ed è il maggior cannoniere brasiliano nella storia della Premier League. Arrivò a 18 anni all’Inter, trasformandosi in uno dei tanti rimpianti della Beneamata (in qualche modo ci sono rimpianti italiani anche qui!). Cresciuto nel Bairro do Rocha, zona nord di Rio de Janeiro, a quattro anni finì con il suo triciclo in una profonda cisterna d’acqua domestica. Per fratelli e mamma era spacciato, invece un secchio lo salvò distruggendo solo il suo piccolo mezzo di locomozione. Era un ottimo passatore e preferiva l’assist al gol. Il papà gli propose 5 reais a gol e la joia vascaina si scatenò anche sotto porta.

Accadde quattro anni fa… tanto per farci ancora più male, proprio il 14 giugno 2014, l’Italia di Cesare Prandelli debuttava nel Mondiale brasiliano. Si giocava nel caldo umido di Manaus, all’Arena da Amazônia, a due passi dalla foresta pluviale più estesa del globo. Gli azzurri sfidavano l’Inghilterra, che – sulla carta – avrebbe dovuto giocarsi il passaggio del turno assieme ai nostri e all’Uruguay. Una rete per tempo, di Marchisio e Balotelli, inframezzata dal momentaneo pareggio di Sturridge, regalarono a Buffon e soci l’illusione di un cammino trionfale. Sarebbe poi andata diversamente, ma questa è un’altra storia. Che se avrete la bontà di seguirci, magari vi ricorderemo più avanti.

Dasvidania…

Biografia Autore

Gianpaolo Limardi

Giornalista romano "trapiantato" a Foggia. Ha seguito la Lazio come inviato, radiocronista e commentatore per Radio Flash Roma. Da anni si occupa di serie B e Lega Pro; ha maturato una conoscenza specifica del calcio sudamericano, in particolare di quello brasiliano di cui è grande estimatore, oltre che appassionato. E del quale sente una costante "Saudade".