Foggia calcio, Gigi Delneri: “Come primo anno di B dopo tanto tempo, il Foggia si è comportato bene” | Foggiasport24.com
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Foggia calcio, Gigi Delneri: “Come primo anno di B dopo tanto tempo, il Foggia si è comportato bene”

Foggia calcio, Gigi Delneri: “Come primo anno di B dopo tanto tempo, il Foggia si è comportato bene”
Due promozioni in A con il Foggia, 143 presenze condite da 11 gol tra il 1972-74 e il 1976-79: Luigi Delneri è stata una delle stelle della notte delle stelle rossonere dello scorso weekend.

Una carriera da giocatore esplosa proprio a Foggia e una da allenatore che chissà… un giorno potrebbe anche incrociarsi ancora con la storia dei satanelli: “La mia classe è venuta fuori «discretamente» a Foggia. Foggia era diventata un po’ casa mia, cinque anni non si dimenticano facilmente. La squadra era un punto di riferimento importante con grandi giocatori (Re Cecconi, Saltutti) e allenatori (Maestrelli e Toneatto con noi). C’era il pubblico sempre molto vicino a noi, erano in 30mila allo stadio. Foggia meritava e merita tutto questo”.

Proprio in rossonero la sua ascesa: “Andare in «A» era un sogno che si avverava per uno che veniva dalla C alla B. Quella prima promozione fu un’annata fantastica e una cavalcata fantastica. Del resto per vincere qualcosa ci vuole di più che il solo calcio giocato. Ci vuole armonia, noi avevamo valori importanti che ci hanno permesso di vincere quel campionato. Eravamo molto affiatati, anche con chi non entrava in campo ma faceva parte del nostro gruppo, magazzinieri, massaggiatori ecc. Quella squadra lì ha tutto il diritto di essere ricordata a Foggia perché ha dato tanto alla città”.

Il centrocampista di Aquileia (che come ha ricordato anche un tifoso in diretta Facebook aveva un maggiolone nero… “(…) con tettuccio bianco. Anche lui ha fatto il suo dovere: mi ha sempre riportato a Foggia. Era costante, come quel Foggia” secondo le parole di Gigi) ha percorso la sua lunga traiettoria da tecnico senza mai allenare il Foggia: “Mai dire mai. Io non chiudo le porte a nessuno, tanto meno al Foggia che è stata casa mia per cinque anni”.

L’ex mister del Chievo dei miracoli ha comunque seguito il campionato di B dei satanelli, il primo dopo 19 anni: “La squadra ha cominciato il campionato di B che per tanti era una cosa nuova, è stato un impatto emotivo importante, ha pagato lo scotto dell’inesperienza. Con il passare del tempo, però, ha acquisito consapevolezza su ciò che poteva fare ed ha espresso un buon calcio. Penso che come primo anno dopo tanto tempo si sia comportato in maniera adeguata e giusta. Per crescere occorre partire con idee chiare, con una comunicazione giusta, con un pubblico che ci crede. Nember mi pare uno capacissimo e la società ha prodotto uno sforzo importante, c’è buona volontà, disponibilità e credibilità per una città che può stare in serie A, la merita. Ha una storia importante, con un pizzico di attenzione deve tornare a far parlare di sé come espressione di calcio”.

La penalizzazione? “Spero che tutto si risolva con buon senso e nel miglior modo possibile per il Foggia. Che possa avere una penalizzazione giusta per lasciarlo là dov’è e costruire poi un futuro più importante”.

Biografia Autore

Gianpaolo Limardi

Giornalista romano "trapiantato" a Foggia. Ha seguito la Lazio come inviato, radiocronista e commentatore per Radio Flash Roma. Da anni si occupa di serie B e Lega Pro; ha maturato una conoscenza specifica del calcio sudamericano, in particolare di quello brasiliano di cui è grande estimatore, oltre che appassionato. E del quale sente una costante "Saudade".

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