Arrivederci a mister Stroppa… l’«uomo giusto» per il Foggia calcio | Foggiasport24.com

Arrivederci a mister Stroppa… l’«uomo giusto» per il Foggia calcio

Arrivederci a mister Stroppa… l’«uomo giusto» per il Foggia calcio
Si è chiusa ufficialmente oggi l’avventura di Giovanni Stroppa sulla panchina del Foggia. Rescissione contrattuale, rinuncia a tre mensilità e una nuova sfida a Crotone.

Si volta pagina, all’orizzonte probabilmente Grassadonia (“Il profilo più simile al mio”, ha detto nella conferenza stampa di commiato il tecnico di Mulazzano), per un attimo ancora però ci soffermiamo sull’oramai ex allenatore rossonero.

Il mio percorso a Foggia è stato strepitoso”, ha affermato nel salutare la sua “casa” (“Perché io mi sento foggiano”, ha spesso dichiarato), “quando arrivai dissi: «Sono nel posto giusto al momento giusto»; oggi posso dire di essere stato l’uomo giusto per Foggia”…

Dunque chi è stato Giovanni Stroppa per i satanelli e per il suo popolo inquieto? Un vincente. Sembra banale dirlo ma nel frullatore dei ricordi senza memoria, un punto sulla storia va messo: Giovanni Stroppa ha riportato il Foggia in serie B dopo lunghi, asfissianti, insopportabili, incomprensibili, impensabili 19 anni.

Un orizzonte strappato al deserto delle emozioni, qualche bagliore di speranza, un siluro di Rivaldo a sancire che forse il purgatorio era nel destino del Foggia e della sua gente. E poi l’inferno della serie «D», la rinascita griffata Franco e Fedele Sannella sino alla bottiglietta di Gattuso e al Ferragosto della rottura con Roberto De Zerbi, il fantasma che ha deambulato accanto a Giovannino per due anni e che forse accompagnerà pure il prossimo mister rossonero.

Cos’è stato Stroppa per Foggia? Un innovatore. Perché al di là delle metodologie di lavoro (all’avanguardia peraltro) e della preparazione tecnico-tattica (sempre on line, in perenne ricerca del miglioramento dei parametri più importanti), l’ex fantasista del Milan degli Invincibili ha portato qualcosa di intangibile ma che però ha fatto la differenza nell’ultimo biennio: l’equilibrio.

La carta vincente in una piazza in cui l’adrenalina incontrollata ha rischiato continuamente di trasformare una salutare scossa elettrica in un devastante corto circuito. Un ambiente sempre sulle montagne russe del giudizio, che l’ha accolto – inutile nasconderlo – covando nostalgia verso il suo amatissimo predecessore. “Venire a Foggia non è stata una scelta normale”, ha ponderato il mister, “perché qui c’è calcio 24 ore su 24, perché chi ha problematiche di lavoro e sociali le riversa allo Zaccheria” e perché – aggiungiamo noi – in quell’agosto di due anni orsono la miccia era pronta a esplodere dopo l’ennesima delusione di una finale playoff persa malamente.

E invece con il sudore, lavorando “(…) a testa bassa”, Stroppa ha conquistato tutti, riuscendo ad imporsi con il sorriso con cui si può “(…) pure fare un discorso sporco”. Inoltre, con il suo agire mai “schizofrenico” o provocatorio ha portato anche uno stile, che i supporters del Foggia hanno adottato nella stagione che li ha consacrati come “(…) un pubblico da Champions League”, secondo le parole proprio del loro “condottiero” (nell’accezione di colui che si mette alla testa della truppa per farle da scudo!), ferito dalla contestazione contro il Venezia ma fermamente convinto della straordinarietà del popolo dello Zaccheria.

Stroppa lascia “(…) al culmine di quanto potevo dare a questa società” e lo fa in piena autonomia di scelta e “(…) in totale onestà, in maniera serena”, pur riconoscendo la delusione della proprietà e della gente. Del resto, però, da professionista ha legittimamente deciso di prendere altre vie dopo una promozione impreziosita da record difficilmente battibili e una salvezza comunque obiettivo primario per il primo torneo cadetto dopo quasi quattro lustri. E allora, al termine del suo tragitto foggiano, possiamo dire con certezza cosa è stato Giovanni Stroppa per Foggia.

Non un marziano, né un rivoluzionario, semplicemente “(…) l’uomo giusto” per una città che – siamo sicuri – lo ringrazierà sempre per ciò che ha fatto.

Arrivederci, mister Giovanni Stroppa

Biografia Autore

Gianpaolo Limardi

Giornalista romano "trapiantato" a Foggia. Ha seguito la Lazio come inviato, radiocronista e commentatore per Radio Flash Roma. Da anni si occupa di serie B e Lega Pro; ha maturato una conoscenza specifica del calcio sudamericano, in particolare di quello brasiliano di cui è grande estimatore, oltre che appassionato. E del quale sente una costante "Saudade".

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